Tra serre monumentali, leggende di draghi e botanica antica, il polmone verde di Firenze si conferma una tappa imperdibile per i viaggiatori. L’FH55 Grand Hotel Mediterraneo si propone come base strategica per un’esperienza che coniuga storia, natura e sostenibilità.
Un viaggio nel tempo tra i viali del giardino dell’orticoltura a Firenze
Firenze non è solo la città del Rinascimento e dei grandi musei a cielo aperto; è anche una metropoli che nasconde angoli di rara bellezza naturalistica e architettonica. Tra questi, il giardino dell’orticoltura si distingue come una “chicca” incastonata nel tessuto urbano, un luogo dove la storia della botanica si intreccia con l’eleganza dello stile liberty.
Nato a metà dell’Ottocento per iniziativa della Società dell’Orticoltura Toscana, questo spazio non fu concepito come un semplice parco, ma come un centro sperimentale di avanguardia. Qui, agronomi e illustri studiosi iniziarono a testare la coltivazione di piante esotiche e specie rare, trasformando un appezzamento appena fuori Porta San Gallo in un laboratorio vivente. Le prime “piante madri” giunsero da collezioni prestigiose come quella del Museo di Fisica e Storia Naturale e del Giardino dei Semplici, segnando il destino di un luogo dedicato alla conoscenza e alla bellezza.
Il tepidarium di Roster: un capolavoro di vetro e ghisa
Il vero simbolo del giardino, che attira visitatori da tutto il mondo, è il magnifico tepidarium. Realizzato nel 1880 dall’architetto Giacomo Roster in occasione della prima Esposizione Nazionale della Federazione Orticola Italiana, rimane ancora oggi la serra più grande d’Italia.
Alta 14 metri, la struttura è un inno all’ingegneria e all’estetica del ferro. Le 24 colonne portanti in ghisa non sono solo elementi decorativi, ma strutture funzionali cave progettate per il deflusso dell’acqua piovana. All’interno, lo sguardo si perde tra decorazioni moresche, nicchie e spugne minerali che creano un’atmosfera esotica e sospesa nel tempo. Passeggiare sotto la sua volta di vetro significa immergersi in un’epoca di grandi esplorazioni e passioni botaniche, un’esperienza che continua a incantare per la sua leggerezza visiva.
Dalla loggetta Bondi agli orti del Parnaso
Il giardino è un susseguirsi di stratificazioni storiche. Nel 1911, per celebrare i 50 anni dell’Unità d’Italia, venne aggiunta la loggetta Bondi, un gioiello neo-rinascimentale progettato dall’architetto Castellucci. Originariamente nata come spazio espositivo per le ceramiche della Manifattura di Signa, oggi è un centro vibrante di cultura, sede di concerti ed eventi che animano le serate fiorentine.
Ma la sorpresa più iconica attende i visitatori nella parte alta, nota come gli orti del Parnaso. Qui, una scalinata monumentale ospita una fontana a forma di drago (o serpente) che sembra sorvegliare la città. Da questo punto panoramico, la vista su Firenze è mozzafiato, offrendo una prospettiva inedita sulla cupola del Brunelleschi. Tra spettacolari platani, pini e una pianta di lagerstroemia dedicata al campione Gino Bartali, il giardino si divide tra zone di meditazione, aree giochi per bambini e un innovativo giardino sonoro, dove luci e suoni creano un’esperienza multisensoriale indimenticabile.
L’eleganza contemporanea dell’FH55 Grand Hotel Mediterraneo

Per chi desidera esplorare queste meraviglie, la scelta dell’alloggio diventa parte integrante del viaggio. L’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, situato lungo le rive dell’Arno, rappresenta la sintesi perfetta tra comodità e stile. La sua posizione strategica permette di raggiungere facilmente non solo il giardino dell’orticoltura, ma anche icone come piazza Santa Croce e il Ponte Vecchio.
L’hotel si distingue per un design contemporaneo e funzionale, ideale sia per il turismo leisure che per il business (grazie al centro congressi “Globo”, il più grande della città). L’offerta gastronomica è un altro punto di forza: il ristorante Arno celebra i sapori della tradizione toscana, mentre il lounge bar e la terrazza estiva offrono angoli di relax dove sorseggiare cocktail internazionali ammirando lo scorrere del fiume.
Sostenibilità e inclusione: l’impegno del gruppo FH55
Non è solo l’estetica a rendere speciale il Grand Hotel Mediterraneo, ma la sua filosofia gestionale. L’hotel adotta politiche eco-friendly, dall’ottimizzazione delle risorse idriche all’uso di tecnologie per ridurre l’impatto ambientale, offrendo persino biciclette elettriche per scoprire Firenze in modo “green”.
L’attenzione alla persona si riflette anche nei servizi per il turismo accessibile e nella certificazione dell’Associazione Italiana Celiachia, garantendo menu gluten-free sicuri e variegati. Inoltre, la struttura è orgogliosamente pet-friendly, con spazi dedicati per accogliere al meglio gli amici a quattro zampe, rendendo il soggiorno inclusivo sotto ogni aspetto.

Una storia di settant’anni e un cuore solidale
Dietro l’eccellenza dell’ospitalità si cela la storia di una famiglia. Fondato nel 1955 da Dino Innocenti, il gruppo FH55 HOTELS ha celebrato nel 2025 il suo 70° anniversario. Quella che era la visione di un pioniere dell’hôtellerie è oggi una realtà consolidata con quattro strutture di prestigio tra Firenze e Roma.
Oltre al business, il gruppo batte un cuore solidale. Dal 2023, in collaborazione con l’Istituto delle Piccole Sorelle dei Poveri, l’hotel trasforma le eccedenze del buffet della colazione in pasti quotidiani per oltre cento persone, tra anziani e personale dell’istituto. Un’iniziativa che dimostra come l’ospitalità di alto livello possa e debba generare un impatto positivo sul territorio circostante.













