28.5 C
Milano
domenica, Luglio 21, 2024

Natale in Terra Santa

Testo di Evelina Marchesini

 

Un viaggio tra Betlemme, Nazaret, Gerusalemme e Tel Aviv: come acquistare i biglietti per la messa di Natale, cosa non perdere, gli eventi e i luoghi sacri, il divertimento

 

Di luminarie, addobbi, alberi di Natale giganteschi e bancarelle natalizie in ogni vicolo non ne troverete molti. Ma ogni pietra che si calpesti è un viaggio nell’Antico e nuovo Testamento e il Natale "vero" non ha un luogo più appropriato in cui incasellarsi, come una tessera di un puzzle unico al mondo. Entrare nella Chiesa della Natività a Betlemme all’approssimarsi del Natale è un’esperienza senza paragoni, per poi passare da lì alla magica e controversa Gerusalemme e, ancora, a Nazaret, alla Galilea delle meditazioni e dai paesaggi mozzafiato: che si sia credenti o no, cattolici praticanti o meno, il solo pronunciare questi nomi evoca memorie,a volte forti ma a volte impalpabili, incise indelebilmente nel nostro inconscio. La grotta in cui secondo i cristiani nacque Gesù, la casa di Maria a Nazaret, il Santo Sepolcro e il Golgota e la Via Dolorosa a Gerusalemme, il Monte degli Ulivi, il Monte delle Beatitudini e il lago di Tiberiade sono solo le principali tessere che rendono un viaggio in Israele un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. E, anzi, a giudicare dai dati del Ministero del Turismo di Israele, una volta che ci si va, nella maggior parte dei casi poi vi si ritorna. Perché la prima e più grande sorpresa è scoprire che non ci si sente in pericolo: il timore di percepire una morsa di conflitti corrisponde poco alla realtà. Tanto che la Terra Santa macina record in termini di turismo. Nel 2012 i turisti provenienti da tutto il mondo sono stati 3,5 milioni, di cui il 60% dall’Europa: il 35% viaggia per pellegrinaggio, il 25% per divertimento, il 15% per affari. Quanto agli italiani, in 40 anni hanno raggiunto i 3 milioni, con una brusca frenata dopo l’attentato alle Torri gemelle e una decisa ripresa negli ultimi anni, a quota circa 180mila turisti l’anno e con l’obiettivo, da parte israeliana, di portarli a 200mila nei prossimi anni. In ogni caso, Israele è il Paese al mondo con la più alta percentuale di "repeaters", dopo una prima visita: il 40% ritorna.

Il viaggio. Di itinerari organizzati ce ne sono parecchi, sia leisure sia a prevalente profilo religioso. Ma Israele è uno di quei posti in cui è facile organizzarsi da sé, facendo base nell’affascinante e sempre sveglia Tel Aviv (letteralmente "collina della primavera"), per godersi anche le spiagge, oppure a Gerusalemme. La compagnia di bandiera El Al (www.elal.co.il/elal/english/states/italy/) vola sia da Milano sia da Roma sia da Venezia a Tel Aviv con voli non stop, con l’eccezione del sabato (shabbat), giornata in cui non ci sono voli di El Al. Escludendo il periodo natalizio, per tutto l’inverno sono in vigore tariffe promozionali a partire da 199 euro a/. Per gli hotel (rimando a pezzo) c’è l’imbarazzo della scelta, pur considerando che Tel Aviv e Gerusalemme non sono a buon mercato. Per muoversi nel Paese ci si può rivolgere ai vari tour organizzati che prevedono viaggi in giornata praticamente ovunque, prenotabili negli hotel e presso gli Uffici turistici.
Il Paese offre ogni tipologia di viaggio, con un crescente interesse verso le opzioni eco-naturalistiche e gli itinerari in boutique hotel ed enogastronomici ma, volendo concentrare al massimo, ci sono tre mete da non perdere se si vuole ripercorrere il Natale cristiano: Nazareth, Betlemme, Gerusalemme. A cui aggiungere almeno due giorni nel mix culturale di Tel Aviv.

Nazaret. E’ a Nazaret che l’Arcangelo Gabriele annunciò a Maria la nascita di Gesù, il figlio di Dio. Ed è a Nazaret che Gesù passà la propria infanzia. E la cittadina nella regione storica della Galilea è una tappa obbligata per un itinerario nei luoghi di Gesù: anche se le due chiese dedicate a Maria si isolano rispetto a un paesaggio arabeggiante (la maggioranza della popolazione è cittadina araba di Israele, con il 68,7% di musulmani e il 31,3% di cristiani) e un grande cartello all’avvicinarsi alla Basilica dell’Annunciazione ammonisce i cristiani dal non commettere il peccato di adorare tre divinità anziché un unico Dio. Nazaret non va visitata la domenica, perché è quasi tutto chiuso (con l’esclusione dei luoghi sacri).
Quanto all’Annunciazione, a Nazaret troverete due differenti luoghi accreditati. Per la tradizione romano-cattolica è la Basilica dell’Annunciazione, all’interno della quale si trova la "grotta" in cui si manifestò l’Arcangelo Gabriele e dove si presuppone vivesse la Sacra famiglia: si tratta della chiesa più grande del Medio Oriente e, all’entrata, spicca una statua della Vergine, bianchissima, a cui fa da sfondo un cielo solitamente blu-cobalto (si veda la photogallery) con le mani della Madonna nere, consumate dallo sfiorarle da parte dei credenti. Il secondo luogo è la bellissima chiesa greco-ortodossa dell’Annunciazione, da non perdere perché all’interno vi sgorga tuttora la fonte nel luogo in cui si reputa che Maria e Giuseppe si approvigionassero di acqua (è anche possibile portarla via, se si dispone di una piccola bottiglia). Per gli appassionati del genere, da vedere il negozio di spezie antiche sulla via per la chiesa greco-ortodossa, un edificio di oltre 250 anni, sotto le cui volte antiche si trovano sementi e spezie di ogni genere (www.elbabour.com; info@elbabour.com, chiuso la domenica).
Sempre a Nazaret, vale la pena salire al Monte del precipizio (Hill of the leap), dove si tengono anche vari eventi; la vecchia Sinagoga nell’Old market e lo stesso mercato (anche se, dovendo scegliere tra mercati, meglio privilegiare il Carmel market di Tel Aviv o i vari suk di Gerusalemme). Il Nazareth Village ricrea esattamente le condizioni di vita di duemila anni fa, ai tempi di Gesù, ma se si vuole avere un’idea della Nazaret originaria, che oggi è totalmente nel sottosuolo, il Convento delle sorelle di Nazaret di fianco alla basilica organizza tour guidati nel mondo nascosto delle cisterne d’acqua, delle catacombe, dei mosaici e delle case nelle antiche grotte. La Old city ha poi la più grande "collezione" di palazzi palestinesi della regione, dimore affrescate e decorate in un particolare stile veneziano, oltre al Seraya, il palazzo del Governatore della Galilea durante il periodo Ottomano.
A Nazaret le celebrazioni natalizie iniziano l’11 dicembre con l’accensione delle luci dell’albero di Natale presso la Chiesa greco-ortodossa e con l’apertura del mercatino natalizio. Il 24 dicembre ha luogo la processione di migliaia di giovani insieme ai maggiori rappresentanti della comunità cristiana (alle 15.30), con partenza dalla spianata di fronte alla Basilica dell’Annunciazione. Alle 17.30 i fuochi d’artificio del ministero del Turismo, per dichiarare aperte le festività natalizie e alle 19.00 la Messa nella Basilica. Il 25 dicembre tutte le chiese celebreranno messe, nella Basilica a partire dalle 7 del mattino (www.cicts.org).

Betlemme. Il viaggio per Betlemme vale, da solo, il fatto di dedicare una giornata al villaggio in cui nacque Gesù. Andare a Betlemme significa entrare nella zona palestinese chiusa e, quindi, attraversare il muro e i famosi check point che dividono le due regioni: gli israeliani non possono passare oltre, i palestinesi non possono attraversare il confine. E’ un’occasione preziosa, dunque, anche per carpire i volti più reali del conflitto tra Israele e Palestina, altrimenti invisibili a un turista, che nelle località israeliane non percepisce la conflittualità della situazione. Il viaggio non è complicato, se ci si appoggia a un tour organizzato, con andata e ritorno in giornata da Tel Aviv o da Gerusalemme: occorre portare con sé il passaporto e la guida israeliana vi lascia prima del check point, passato il quale (rigorosamente a piedi) troverete ad accogliervi la guida palestinese. Il paesaggio, passato il muro, cambia completamente, entrando in pratica in un mondo diverso, dove valgono regole differenti da quelle che lasciate in Israele. Il panorama con vista sul monte di Erode è abbagliante e vale la pena fermarsi, sulla via verso la Chiesa della Natività, per cogliere le sfumature dei colori ocra e sabbia che si perdono all’orizzonte.
Per il periodo natalizio il ministero del Turismo di Israele ha previsto l’arrivo di migliaia di fedeli in Terra Santa e ha investito circa 18 milioni di euro per lo sviluppo di infrastrutture ad hoc e per la manutenzione dei luoghi sacri cristiani. . Per il periodo natalizio sono appunto attesi circa 75mila visitatori in Terra Santa, di cui 25mila pellegrini. Durante le festività il ministero offrirà il trasporto gratuito da Gerusalemme a Nazaret, dal Mar Elias Monastery alla Chiesa della Natività, con un’operatività non stop il 24 e il 25 dicembre. Nel periodo gennaio-ottobre 2103, ben 1,85 milioni di turisti hanno passato la barriera israeliana-palestinese per visitare Betlemme. La visita di Papa Francesco prevista nel 2014 darà poi ulteriore impulso agli investimenti nei luoghi sacri cristiani. A Betlemme, nel periodo natalizio, verrano celebrate messe in continuazione, che vanno a sommarsi agli eventi che già normalmente si svolgono quotidianamente nella Chiesa della Natività, come la messa nella grotta sottostante la chiesa, durante la quale il Bambin Gesù viene posto nella culla.
Betlemme viene tradotto come "casa del pane" in ebraico o "casa della carne" in arabo e, oltre a essere il luogo in cui Maria diede alla luce Gesù, fu il luogo di nascita di Re Davide e il sito della sua consacrazione da parte di Samuele. Entrare nella Chiesa della Natività può non essere facile nel periodo natalizio e occorre mettere in conto code: la parte interna della chiesa è in fase di restauro e l’accesso ai sotterranei, dove si travano la locanda e la grotta in cui nacque Gesù, avviene a rilento. Ma, di sicuro, è un’attesa che vale la pena. Le pareti nude delle due grotte sottostanti evocano atmosfere antiche e sacre. La cripta è lunga circa 12 metri e larga 3,5 e nella grotta ci sono due zone distinte. La prima è il luogo in cui, secondo la tradizione cristiana, è nato Gesù, dove il punto esatto è simbolicamente segnato da una stella d’argento in cui è incisa, in latino, la frase «Qui dalla Vergine Maria è nato Cristo Gesù». Sopra la stella, ma non immediatamente sopra, sono sospese alcune lampade. La proprietà esclusiva di questa parte della grotta, così come del resto della basilica (a parte uno spazio riservato alla Chiesa apostolica armena) è della Chiesa greco-ortodossa.
La seconda è il luogo in cui era situata la mangiatoia in cui Maria avrebbe deposto il bambino Gesù subito dopo la nascita. La proprietà esclusiva di questa parte della grotta è dei Padri Francescani della Custodia di Terra Santa. Attenzione: i biglietti per la Messa di Natale di mezzanotte nella chiesa della Natività vanno prenotati entro il 17 dicembre con accesso al seguente sito: http://cicts.org/default.asp?id=739.

Gerusalemme. Descrivere Gerusalemme e i luoghi da non perdere è quasi impossibile, dato che da sola vale almeno una settimana di permanenza. L’energia che emana dalla Città sacra fa da contraltare alle mille contraddizioni dell’unico sito sulla terra sacro per cristiani, ebrei e musulmani, dove la competizione si respira negli stretti vicoli antichi e i rituali dei credenti vanno a braccetto con la rigida divisione di ruoli tra le varie branche del cristianesimo. In nessun luogo, in Israele, i contrasti sono così appariscenti come a Gerusalemme. Archi romani, fossi bizantini, mura crociate e bastioni ottomani ne fanno un mosaico unico al mondo. La basilica del Santo Sepolcro è indubbiamente il luogo più visitato della Terra Santa, ma non pensate di immergervi in un’atmosfera di pace e spiritualità: come in tutta la città, si respira un’energia positiva ma caotica al tempo stesso, i visitatori entrano ed escono a migliaia, ogni sito della basilica è supervisionato e affidato alle cure di una specifica corrente religiosa e guai a chi invade il territorio altrui (la competizione tra greci ortodossi e cattolici è particolarmente sentita): basti pensare che le chiavi della Basilica sono state affidate a una famiglia musulmana, per l’impossibilità di accordarsi tra loro da parte dei cristiani. Per entrare nel Santo Sepolcro bisogna mettere in conto code di ore, per permanere all’interno circa 30 secondi; leggermente più veloce l’accesso all’altare del Golgota. Da non perdere le varie stazioni della Via Crucis o Via Dolorosa, i percorsi nei vari suk (quelli cristiano, musulmano, armeno) della Old city, la vista dal Monte degli Ulivi, il quartiere ebraico-ortodosso, il Castro (cioè i resti dell’antica via romana). E, naturalmente, il Western Wall, chiamato Muro del pianto o, meglio, il Muro delle meditazioni (per gli ebrei, il luogo più vicino a Dio), i resti del muro dell’antico tempio di Salomone distrutto dai romani. Cercate di evitare di visitare Gerusalemme il sabato (shabbat) perché tutta la parte ebraica è chiusa e non è possibile scattare foto, per esempio, nell’area del Western Wall. Se si ha tempo, da non perdere la visita ai sotterranei del Western Wall o una vista d’insieme dall’alto della spianata. Il Santuario del libro ospita i Rotoli del Mar morto, che hanno duemila anni e il Museo dell’Olocausto è una delle mete più visitate.
Le iniziative per le festività natalizie vanno a sommarsi alle decine di eventi che già si svolgono quotidianamente e tutte le chiese celebreranno messe la Vigilia e il giorno di Natale (per info, www.cicts.org).

Tel Aviv. Sarebbe davvero un’occasione persa non dedicare un paio di giorni a Tel Aviv, una città sorprendente e al di là delle aspettative. Da sola, la Promenade _ cioè il lungomare di circa sette chilometri che si dipana dal porto (da non mancare, per l’atmosfera dei ristorantini e dei negozi e perché vi si svolge parte della vita cittadina, insieme all’area di Rotschild Boulevard) fino all’antica Jaffa _ è un’esperienza da vivere: camminare, correre o prendere una bici pubblica a noleggio, con affaccio sulle diverse spiagge della città, mangiare pesce o frutti di mare nei bistrò o anche solo godersi il tramonto. Jaffa è un tuffo nel passato, sembra di venire catapultati in un bel paesino della Provenza, tra atelier artistici, gallerie d’arte, gioiellerie di manufatti armeni, ristoranti ospitati in strutture antiche, vicoli cosparsi di porte preziose e targhe blu cobalto. Il "suk", ovvero il Carmel market, è invece perfetto per comprare souvenir, ma non solo: in nessun altro posto al mondo vedrete una tale diversità biologica di frutta e verdura, presentate in ordine impeccabile come in una mostra. Da non perdere, i succhi di melograno spremuti al momento, da mixare eventualmente con arancia e pompelmo; oppure una puntata gastronomica attraverso i famosi falafel e l’hummus. Il Carmel Market sbuca in una delle zone dei famosi edifici, tutelati dall’Unesco, Bauhaus: nella città ve ne sono più di 4mila, la cosiddetta "white city", alcuni totalmente da ristrutturare, altri restaurati ad arte. Si tratta di uno stile di architettura (international style) importato negli anni Trenta da architetti tedeschi ebrei immigrati nel Territorio britannico di Palestina in seguito alla salita al potere del nazionalsocialismo. E di notte, Tel Aviv non dorme ed è un gioco passare da un pub a un’enoteca, partendo da Rotschild Boulevard.
Chissà, dunque, se alla fine di questo viaggio sarete tra quel 40% di visitatori che non si accontenta di una volta sola e ritorna. Non solo per vedere, ma per "sentire". Sentire la terra da cui si dice tutti proveniamo.

 

Info:

www.goisrael.com
www.israele-turismo.it
www.elal.co.il/elal/english/states/italy/)
www.cicts.org
http://cicts.org/default.asp?id=739

 

Hotel
Gli hotel di lusso di Tel Aviv sono tutti sulla Promenade, dove sono presenti le principali catene alberghiere internazionali. I prezzi sono alti. Una delle scelte appoggiate dall’Ufficio del turismo israeliano è il Dan Panorama (www.danhotels.com/TelAvivHotels/DanPanorama ), sulla Promenade e con piscina, con un breakfast buffet notevole e un ragionevole rapporto qualità prezzo. Sempre a Tel Aviv, si possono però trovare anche soluzioni alternative, per budget meno impegnativi e bypassando le grandi catene. Vanno molto di moda le sistemazioni in appartamenti-alberghieri, ma bisogna verificare con cura che siano in edifici ristrutturati di recente. Una scelta dal buon rapporto qualità-prezzo e per budget meno esigenti è il recentemente inaugurato See the Sea (www.seethesea.com.il ), un design building con una bella roof-terrace da cui si vede il mare e si godono incredibili tramonti e con le camere accuratamente arredate e provviste di forno a microonde e frigorifero: da preferire le camere vip, con jacuzzi e più spaziose. Si trova direttamente nel porto ristrutturato di Tel Aviv. Anche a Gerusalemme sono presenti le maggiori catene, ma l’hotel più famoso è il King David, con tariffe da super lusso. Un’alternativa sono le varie forme di ospitalità religiosa e gli "ospizi", tra cui per esempio l’Austrian Hospice, un’oasi di pace poco conosciuta proprio nei vicoli della Old town (www.austrianhospice.com/experience-jerusalem.htm ) che offre sia camere (prezzi da 57 euro per due persone), sia dormitori per i pellegrini. Per chi viaggia nel Paese, da provare gli hotel in kibbutz, che offrono la possibilità di osservare da vicino lo stile di vita del kibbutz (www.kibbutz.co.il , la catena di questa tipologia di ospitalità). Per i giovani, in ottime location sono disponibili gli Ostelli per la gioventù, in alcuni casi accessibili anche alle famiglie con bambini: l’associazione è la Iyha (www.iyha.org.il/eng/). (Ev.M)

RIPRODUZIONE RISERVATA

 

L’articolo è stato pubblicato su sito:

www.ilsole24ore.com

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stay Connected

0FansLike
- Advertisement -

Latest Articles