Bologna: molti la conoscono per i suoi portici, le torri e la straordinaria tradizione gastronomica.
Ma ce n’è un’altra, più nascosta e sorprendente, che affonda le proprie radici nell’acqua.
È proprio da questa storia poco nota che prende forma il nuovo progetto estivo di Cesare Marretti al Parco del Cavaticcio, uno degli angoli verdi più suggestivi della città.
Per la seconda stagione consecutiva, lo chef porta la sua cucina creativa e rigorosamente stagionale all’interno del parco, trasformandolo in un’oasi urbana dove gastronomia, natura e cultura si incontrano.
Un bel modo di visitare Bologna sotto una luce insolita.
I tavoli sull’erba tornano a essere il cuore dell’esperienza, offrendo agli ospiti la possibilità di vivere una pausa all’aperto immersi nel verde, a pochi passi dal centro storico.
Quest’anno il progetto è dedicato alla riscoperta della Bologna dei canali e dell’antico porto cittadino, un patrimonio storico spesso poco conosciuto anche dagli stessi bolognesi.
A fare da cornice all’iniziativa è la mostra “C’era un porto. Era qui. – La storia del porto antico e del Canale Cavaticcio”, realizzata in collaborazione con il Consorzio dei Canali di Bologna (città che nel primo medio evo fu capitale della seta).
Attraverso immagini storiche e pannelli informativi, i visitatori possono conoscere il ruolo che l’acqua ha avuto nello sviluppo economico e sociale della città.
La grande novità, però, è rappresentata dal menu ideato da Marretti, che trae ispirazione proprio dall’ambiente naturale che si sviluppa lungo i corsi d’acqua bolognesi. Canali e zone umide ospitano infatti una ricca biodiversità vegetale fatta di erbe spontanee che da sempre fanno parte della tradizione botanica locale.
Da questa osservazione nasce un percorso gastronomico che valorizza ingredienti come malva, elicriso, crescione, aglio orsino e soprattutto la menta d’acqua, autentica protagonista della stagione.
Raccolte nei territori attraversati dai canali, le erbe vengono essiccate e conservate nella tenuta di Marretti per essere poi trasformate in piatti che raccontano il legame profondo tra natura e cucina.
Il risultato è un menu che interpreta in chiave contemporanea il patrimonio botanico del territorio, offrendo sapori freschi, eleganti e fortemente identitari.

Tra le proposte spiccano il soufflé di ricotta e Parmigiano Reggiano arricchito dalla freschezza della menta d’acqua, gli spaghetti con pesto di basilico e menta, patate e pecorino fresco, il pesce accompagnato da una salsa verde aromatica e, per concludere, una torta fondente al cioccolato in cui la nota balsamica della menta crea un raffinato contrasto con l’intensità del cacao.
Più che un semplice menu stagionale, quello del Cavaticcio si presenta come un vero viaggio sensoriale nella Bologna dell’acqua.
Un’esperienza che unisce storia, paesaggio e gastronomia, dimostrando come anche una semplice foglia di menta possa raccontare il passato di una città e trasformarlo in un’esperienza contemporanea da gustare.














