Nasce quasi per caso, nel 2018, quella che oggi è una delle realtà più dinamiche del panorama alberghiero italiano: LVG Hotel, guidata dal fondatore Claudio Lavagna, muove i primi passi come società di consulenza specializzata in revenue management e gestione dati per il settore turistico.
Ma il punto di svolta arriva con una sfida inattesa: la gestione dell’hotel Guido Reni, in provincia di Torino, una struttura difficile da riempire che diventa presto il laboratorio di una nuova filosofia gestionale.
Grazie a un approccio basato su analisi numerica, algoritmi e intelligenza artificiale, Lavagna riesce a trasformare l’albergo in un caso di successo.
«Da lì – racconta il COO Francesco Sanna – il nome ha iniziato a circolare. Claudio è stato chiamato a fare consulenze per altri hotel, ma a un certo punto è arrivata la domanda che ha cambiato tutto: “Perché non gestisci tu stesso un albergo, invece di fare solo consulenza?”. È stato l’inizio di una nuova avventura».
Da quella provocazione nasce l’acquisizione del primo hotel, l’Al Mulino di Alessandria, seguita a ruota dall’ingresso nella gestione di altre strutture, tra cui gli alberghi della Curia di Novara. La crescita, da quel momento, è stata costante e strutturata, fino alla svolta più recente: la cessione del 66% di LVG Management al fondo di private equity italiano Whitebridge, avvenuta nel maggio scorso.
«Whitebridge – spiega Sanna – è un fondo che investe in diversi settori con una solida visione finanziaria e ci ha permesso di definire un piano industriale ambizioso: oggi contiamo 14 alberghi attivi e prevediamo di arrivare a 50 entro i prossimi tre o quattro anni».
La rete LVG Hotel si articola tra strutture business e leisure, con una spiccata vocazione per il turismo di qualità. Otto delle quattordici strutture attuali sono stagionali, distribuite tra Lago Maggiore, Sardegna e Liguria, mentre le restanti operano nel segmento business, con hotel a Novara, Alessandria e nuove aperture già calendarizzate: Verona il 1° novembre e Mantova il 1° febbraio. «Abbiamo in fase avanzata di trattativa anche due città secondarie – anticipa Sanna – e stiamo discutendo con interlocutori importanti su Milano e Roma. Ma il nostro focus resta sulle città di media dimensione, dove si può crescere in modo sostenibile e con un’identità precisa».
Gli hotel del gruppo variano dalle 30 alle 100 camere, con alcune strutture dotate di sale congressi per la clientela business e altre orientate al puro relax, come quella con spiaggia privata in Liguria o gli hotel fronte lago sul Maggiore.
«Non abbiamo un denominatore unico per tutte le strutture – sottolinea Sanna – ma un obiettivo comune: valorizzare ogni destinazione con un modello gestionale flessibile e tecnologico, capace di adattarsi alla stagionalità e ai flussi internazionali».
Proprio il Lago Maggiore rappresenta oggi il cuore pulsante del gruppo, generando circa il 70% del fatturato complessivo. Il mercato di riferimento è fortemente internazionale, con una prevalenza di ospiti tedeschi, francesi e americani, seguiti dal turismo italiano, in particolare gruppi, famiglie e viaggiatori individuali.
Con una crescita alimentata da dati, competenze e una visione industriale sempre più solida, LVG Hotel punta ora a consolidarsi come player di riferimento nel mid-scale italiano, mantenendo però lo spirito originario del suo fondatore: curiosità, sperimentazione e capacità di leggere il mercato prima degli altri.
«Abbiamo cominciato da un solo albergo che nessuno riusciva a riempire – conclude Sanna – e oggi ci prepariamo a gestirne cinquanta. Questo dimostra che innovazione e metodo possono cambiare le regole dell’hotellerie italiana».














