Biodiversità, acqua, energia e persone al centro: Palazzo di Varignana presenta la seconda edizione del Report di Sostenibilità
Palazzo di Varignana, resort sui colli bolognesi, racconta i progressi di un progetto unico: meno acqua utilizzata, più energia rinnovabile e una filiera sempre più locale. Un modello che unisce ospitalità e azienda agricola in una visione di turismo rigenerativo che promuove la biodiversità.
Un progetto di ospitalità sostenibile
Sui colli bolognesi, tra oliveti e filari, Palazzo di Varignana racconta un modo di fare ospitalità che parte dal territorio e ci ritorna. Il resort – 150 camere, 5 ristoranti, area wellness, piscine e longevity center – dialoga ogni giorno con Agrivar, l’azienda agricola nata nel 2015 che ha adottato una strategia ambientale integrata che combina:
- agricoltura rigenerativa,
- recupero di antiche specie arboree,
- tutela dei suoli e delle acque,
- valorizzazione di habitat spontanei e biodiversità funzionale. Tutelare la biodiversità significa tutelare il futuro, ma anche riconoscere il valore del passato: varietà autoctone, frutti dimenticati, paesaggi agrari storici abbandonati che vengono rimessi in opera, micro-ecosistemi, forme di sapere e pratiche agricole stratificate nel tempo. La campagna entra nei piatti, la cura del suolo guida le scelte, l’energia si cerca sempre più vicino a casa. Da questo sguardo nasce la seconda edizione del Report di Sostenibilità, il bilancio del 2024 che mette in fila risultati e obiettivi di un progetto unico nel suo genere.
La fotografia del 2024 è chiara: meno acqua impiegata, più produzione da rinnovabili, formazione in forte crescita e una filiera di fornitura sempre più ancorata al territorio, il tutto all’insegna di un approccio che ha reso sistematica la misurazione degli impatti e ha avviato il percorso di carbon footprint (calcolo delle emissioni secondo lo standard internazionale ISO 14064) dell’hospitality e dell’azienda agricola. «È la nostra interpretazione dell’economia circolare: un modello in cui l’energia si rigenera, i materiali vengono riutilizzati, i processi diventano più efficienti, e ogni risorsa – dalla più piccola all’apparente scarto – acquista senso in una visione più ampia e interconnessa», dichiara la Sustainability Manager Cecilia Bortolotti. Risorse idriche
La gestione dell’acqua è l’asse su cui si vedono i progressi più tangibili: nel 2024 il resort ha ridotto i consumi a 3.792 metri cubi (-54,27% rispetto al 2023), mentre Agrivar si è attestata a 20.630 metri cubi (-40%). Non si tratta di un risultato estemporaneo: i bacini di accumulo realizzati (circa 3.500 m2) e la nuova rete di condutture consentono di convogliare l’acqua dove serve, con benefici indiretti anche su energia e carburanti legati alla movimentazione.
Il valore dell’energia
Per l’energia, i consumi di Palazzo di Varignana nel 2024 sono pari a 44.870 GJ; il cambio di passo arriva dall’investimento in un impianto fotovoltaico da 177,2 kW sostenuto da 377.520 euro di fondi europei. Si stima che l’intervento porterà, tra il 2024 e il 2025, l’incidenza percentuale della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in sito dallo 0,6% al 6,7% del fabbisogno, con circa 210.000 kWh aggiuntivi all’anno e un taglio stimato di 57 tonnellate di CO2 equivalente. In parallelo, prosegue il potenziamento delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici a servizio degli ospiti e della flotta interna.

La sostenibilità sociale nel cuore di Palazzo di Varignana
Le persone sono al centro del progetto. Nel 2024 Palazzo di Varignana ha impiegato 146 dipendenti (il 77% a tempo indeterminato) ed erogato 10.587 ore di formazione (+385% sul 2023) con focus su lingua inglese, salute e sicurezza, e competenze di sostenibilità. Accanto alla formazione, misure di welfare (bonus una tantum, flessibilità oraria) e procedure di onboarding hanno reso più rapido e ordinato l’inserimento dei nuovi colleghi.
Filiera e fornitori: Emilia-Romagna protagonista
La filiera conferma la scelta di prossimità e responsabilità: il 99% dei fornitori è italiano, con il 56% in Emilia-Romagna. La qualifica dei partner integra criteri ESG (Environmental, Social, Governance) tramite la piattaforma Synesgy, con un’ampia quota di verifiche su certificazioni ambientali e su aspetti sociali e di sicurezza. L’impegno verso la comunità si traduce in 10.750 euro tra donazioni e sponsorizzazioni nel 2024; il programma partecipativo “Adotta un Olivo” ha registrato 104 adozioni nell’anno, 344 complessive.

Agrivar, la scelta biologica
Con l’azienda agricola Agrivar, che quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di vita, il gruppo investe in biodiversità e filiera corta: il 61% dei terreni è certificato biologico, l’olivicoltura conta oltre 190.000 piante, la cantina è in percorso di certificazione Equalitas – Vino Sostenibile. L’orto-giardino (oltre 5.000 m2, più 2.000 m2 dedicati all’agriturismo) alimenta quotidianamente i ristoranti del resort con prodotti a chilometro zero; a supporto dell’azienda agricola sono entrati in funzione nuovi impianti fotovoltaici dedicati.
Una mobilità sostenibile
Anche la mobilità evolve: la flotta comprende oggi caddy elettrici, auto full electric e ibride, con l’obiettivo di completare la conversione a zero emissioni nel 2025, in parallelo al progressivo rinnovo dell’illuminazione verso il 100% LED e alla riduzione ulteriore della plastica monouso (dispenser in camera, materiali naturali per le amenities).
A Palazzo di Varignana il turismo dialoga con la campagna
Questo report si inserisce in un modello di turismo rigenerativo che integra responsabilità ambientale, impatto sociale positivo e buona governance, in linea con i principi ESG e con gli SDGs (Sustainable Development Goals, gli obiettivi ONU di sviluppo sostenibile).A Palazzo di Varignana, l’ospitalità dialoga con la campagna: recupero architettonico e paesaggistico, gestione dell’acqua con bacini e reti dedicate, filiere corte e produzioni agricole che alimentano la ristorazione, efficienza energetica e tutela del patrimonio. Non solo “consumare meno”, ma restituire valore al luogo, alla comunità e all’ambiente – in una tenuta che oggi è un ecosistema agricolo-produttivo di oltre 760 ettari, rinato anche grazie ai restauri conservativi delle ville storiche.
«Crediamo in un’ospitalità che non si limita ad accogliere, ma che genera valore e restituisce al territorio. Ogni scelta, dalle risorse naturali all’ambito agricolo, nasce con l’obiettivo di lasciare un’impronta positiva: una bellezza che resta, un’eredità condivisa per il futuro», spiega Carlo Gherardi, fondatore di Palazzo di Varignana.
Metodo e standard
Il documento è stato redatto con riferimento agli standard GRI (Global Reporting Initiative); nel 2024 è stato avviato il calcolo della carbon footprint secondo ISO 14064 per il perimetro hospitality e agricolo. La rendicontazione viene aggiornata annualmente con indicatori ambientali, sociali e di governance e obiettivi pluriennali.
Collaborazione con l’Università di Bologna
Nel 2025 Palazzo di Varignana ha avviato una collaborazione con l’Università di Bologna – Corso di Laurea Magistrale in Advanced Design – attraverso un progetto di tirocinio che unisce ricerca, creatività e sostenibilità. Il lavoro, nato in occasione del decennale di Agrivar, si concentra sulla creazione di strumenti narrativi e didattici per raccontare in modo innovativo il percorso di rigenerazione paesaggistica e ambientale del resort e della sua azienda agricola.
Il cuore del progetto è una timeline interattiva e una mappa georeferenziata che rappresentano le principali azioni di tutela della biodiversità, gestione idrica, coltivazioni biologiche e recupero architettonico realizzate negli anni. Questi strumenti, pensati anche per le scuole del territorio, diventeranno mappe di comunità, arricchite dal contributo degli studenti attraverso laboratori e attività partecipative.
L’iniziativa intende generare molteplici impatti: educativi (sviluppo di competenze ecologiche e sensibilità ambientale nelle nuove generazioni), culturali (valorizzazione del paesaggio come patrimonio narrativo), sociali (rafforzamento del legame tra azienda, scuole e comunità locale) e ambientali (diffusione della consapevolezza sul valore della biodiversità e delle pratiche di tutela).
Un hub del turismo rigenerativo
Attraverso questo percorso condiviso, Palazzo di Varignana conferma la propria vocazione a farsi hub di turismo rigenerativo: un luogo che non solo riduce il proprio impatto, ma restituisce valore al territorio e a chi lo abita, coltivando bellezza, memoria e futuro.
Nel 2025 Palazzo di Varignana sta inoltre lavorando per conseguire due importanti certificazioni: la certificazione PDR UNI 125, che attesta l’impegno dell’organizzazione sui temi della parità di genere e dell’inclusione attraverso un sistema strutturato di gestione e monitoraggio, e la Green Key, il più diffuso marchio internazionale di sostenibilità per le strutture turistiche, promosso dalla Foundation for Environmental Education. Insieme, questi due percorsi paralleli rafforzano la strategia del resort: da un lato la valorizzazione delle persone e delle pari opportunità, dall’altro la conferma di un modello di ospitalità attento all’ambiente e riconosciuto a livello globale.














