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lunedì, Febbraio 6, 2023

Italia leader in Europa nell’offerta del turismo enogastronomico

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) L’Italia è leader in Europa nell’offerta di turismo enogastronomico, ma ci sono ampi margini di miglioramento in un settore in crescita e dove la competizione internazionale è sempre più agguerrita. A sottolineare eccellenze e potenzialità del Belpaese è l’edizione 2020 del “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano”, curato da Roberta Garibaldi sotto l’egida della World Food Travel Association e dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, presentato a Milano alla UniCredit Tower Hall. Il 53% dei viaggiatori del mondo si dichiara ‘turista enogastronomico’, con percentuali che vanno dall’81% dei cinesi al 42% dei britannici e sono percentuali in netto aumento nel corso degli anni. Sono turisti alla ricerca di esperienze enogastronomiche, auspicabilmente memorabili, in ristoranti, agriturismi, mercati, luoghi di produzione, ma anche nel ‘cibo di strada’ e nei corsi di cucina. Più spesso dei turisti generalisti amano anche altre attività, come lo shopping (85% contro il 68%) e i festival musicali (66% contro 45%) e sono anche più interessati alla storia dei luoghi che visitano.

Il Turismo enogastronomico, quindi, è  tendenzialmente più ricco e colto di quello generalista. Dal confronto con i maggiori competitor europei, emerge un quadro positivo per l’Italia che è al primo posto in sette degli indicatori considerati: produzioni di eccellenza (825 contro le 687 francesi), aziende vitivinicole e aziende olearie (davanti alla Spagna), numero delle imprese di ristorazione (sempre davanti alla Spagna), beni e Città Creative Unesco legate all’enogastronomia (8 contro le 5 della Francia). La Francia è al primo posto per numero di ristoranti stellati (610 contro i 374 dell’Italia) e la Gran Bretagna ha il primato dei micro-birrifici, davanti alla Francia, mentre l’Italia è in questo casa quarta. La Francia negli ultimi tre anni ha registrato il maggiore incremento di prodotti agroalimentari a indicazione geografica e di micro-birrifici e la Spagna di vini a indicazione geografica e imprese di ristorazione, ma l’Italia mantiene il primato per la crescita di aziende viticole e olivicole, dimostrando quindi un buon dinamismo nonostante la crisi. Durante la presentazione del rapporto è stato anche illustrato “MADE4ITALY”, il nuovo programma di Unicredit, come ha spiegato Massimo Costantino Macchitella, Head of Small Business & Financing Products della banca – nato con l’obiettivo di promuovere un sistema integrato turismo-agricoltura e supportare lo sviluppo di progetti di valorizzazione del territorio e che mette a disposizione 5 miliardi di euro di finanziamenti per le Pmi italiane nel triennio 2019-2021 per favorire l’imprenditorialità e rafforzare le identità regionali tipiche.

Turismo enogastronomico,i punti di forza

Illustrando i punti cardine del rapporto (735 pagine, in 2 tomi), Roberta Garibaldi ha spiegato che “incrociando i dati delle esperienze più gradite, più ricercate sul web, più vissute e più valorizzate dai tour operator e il posizionamento del nostro Paese emergono alcuni temi su cui puntare”. Ad esempio i “food truck” , cioè il cibo di strada, sono tra le esperienze più vissute e più ricercate sul web, così come i ristoranti e i bar storici e le dimore storiche sede di aziende di produzione agroalimentare, le visite ai produttori extra vino, e infine i corsi di cucina. La pizza emerge come prodotto trainante per il nostro Paese, e facendo tesoro anche del riconoscimento Unesco dovrebbe diventare un asset su cui puntare in modo più forte per il turismo: “pensiamo ad un museo dedicato o ad esperienze diversificate. Le cantine interessano sempre, ma l’offerta deve evolvere verso una segmentazione e un posizionamento più distintivo”, ha spiegato l’esperta, citando gli esempi della Spagna, ma anche in Argentina e in SudAfrica. I prodotti italiani ad Indicazione Geografica più ricercati sul Web tra il 2017 e il 2019 sono, immancabilmente, il gorgonzola e la pizza. Tra i trend topic di Internet tra novembre 2019 e gennaio 2020 per gli utenti di Stati Uniti, Cina, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito figurano oltre alla pizza, gli arancini, l’ossobuco, il Parmigiano Reggiano e il Pecorino romano e tra le produzioni vitivinicole lo “Sparkling wine”, i vini dell’Alto Adige e il Chianti. Tutto bene quindi? No, perché i Paesi concorrenti molto spesso presentano un valore aggiunto nella valorizzazione del turismo enogastronomico attraverso piani organici e di sviluppo e promozione a livello nazionale. E’l’esempio della Francia e dell’Argentina, ma anche dell’Irlanda e della Scozia. In Italia, a fronte dell’eccellenza nella qualità dell’offerta, non si può dire altrettanto dell’accessibilità. Una conferma viene dall’analisi diretta condotta sui Tour Operator stranieri, che giudicano buona o eccellente la qualità dell’offerta e delle esperienze a tema enogastronomico nell’87% dei casi, mentre minore è la facilità di reperimento delle informazioni e di prenotazione delle strutture. Portali regionali italiani, incenntivi alla digitalizzazione e all’assunzione di hospitality manager e per le aperture domenicali, formazione a 360 grandi sono tra i suggerimenti dati dal rapporto per dare sostegno e valorizzare il settore. Un giro d’orizzonte, infine, sulle eccellenze agroalimentari di cui è ricco tutto il territorio nazionale.

Turismo enogastronomico, i primati delle Regioni

L’Emilia-Romagna è la regione con il maggior numero di prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica davanti al Veneto e alla Lombardia, il Piemonte ha il primato per i vini, davanti alla Toscana e al Veneto, la Campania per i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, seguito da Toscano e Lazio. La Lombardia è, invece, prima nell’offerta ristorativa, inclusi i ristoranti di eccellenza segnalati sulle principali guide, oltre ad annoverare il maggior numero di micro-birrifici e brew pub in Italia. La Toscana risulta essere la prima regione italiana per numero di agriturismi, sia in termini assoluti, sia per le differenti tipologie di servizi. Negli ultimi tre anni, il Centro-Sud risulta, per altro essere, l’area più dinamica, con i maggiori incrementi nell’offerta. Tra le curiosità, sul fronte dei ristoranti, Umbria, Toscana e Trentino Alto Adige sono le prime tre regioni per sentiment positivo sula qualità dei cibi nelle recensioni. Tra i giudizi sui piatti tipici, i peperoni cruschi lucani risultano i più citati, ma è la carne salada del Trentino ad ottenere le migliori opinioni. ‘Vino della casa’ e ‘Pasta fatta in casa’ sono temi ricorrenti, mentre la maglia nera nelle recensioni va al ‘menu fisso’, stroncato con il 23% di bocciature.

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