Nel cuore delle Hautes-Alpes: viaggio incantato nel Pays des Écrins

Qui a pochi chilometri dal confine italiano (Monginevro) nelle Alte Alpi, in territorio francese, il tempo, sembra scorrere seguendo il ritmo lento delle valli glaciali e il respiro profondo delle vette che sfiorano i quattromila metri.
Benvenuti nel Pays des Écrins, una terra di contrasti aspri e accoglienti, situata nel dipartimento delle Hautes-Alpes, nel cuore della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
Qui, il concetto di “montagna autentica” non è solo uno slogan, ma una realtà scolpita … nella roccia.

Geografia e territorio

Il Pays des Écrins si estende in un anfiteatro naturale di rara bellezza; è un territorio che trova il suo fulcro intorno alla valle della Gyronde, alimentata dai ghiacciai del massiccio degli Écrins, nella Francia Meridionale

Pays des Ecrins
La mappa del territorio

Si compone di otto comuni principali che punteggiano il paesaggio: L’Argentière-la-Bessée (centro nevralgico e porta d’accesso), Vallouise-Pelvoux, Puy-Saint-Vincent, Freissinières, Saint-Martin-de-Queyrières, Champcella, La Roche-de-Rame e Les Vigneaux.

Raggiungere questo paradiso è più semplice di quanto si pensi: il cuore delle Écrins è facilmente accessibile tramite la rete ferroviaria (TGV fino a Oulx o Briançon) o in auto, imboccando la strada che risale la valle della Durance, una porta spalancata verso l’alta quota.
Da qui non si “passa”, ci devi venire apposta, perché la strada a un certo punto di perde nelle montagne.

Il Parco Nazionale des Écrins

Il Parc National des Écrins, istituito nel 1973, è l’anima protetta di questa regione. È uno dei parchi nazionali più vasti di Francia, un santuario della biodiversità dove l’aquila reale e lo stambecco sono i veri padroni di casa.

Pays des Écrins
Pedalando verso Prè de M.me Carle ©Rogier Van Rijn @Pays des Écrins

La maestosità del massiccio, con la Barre des Écrins a fare da sentinella, definisce un orizzonte dominato da ghiacciai eterni, pareti verticali e praterie d’alta quota che in estate esplodono in colori vividi.

La strada verso il paradiso: il Pré de Madame Carle

Una delle esperienze più suggestive per chi visita la zona dei Pays des Écrins è percorrere la strada che da Vallouise-Pelvoux si addentra verso il cuore selvaggio della montagna, risalendo la valle, dove la vegetazione si dirada, lasciando spazio alla maestosità della pietra, costeggiando corsi d’acqua gonfi e, a volte, impetuosi.
La strada si snoda per 12 km, in salita…(pant pant)  fino a Ailefroide e culmina nel leggendario Pré de Madame Carle.

Pays des Écrins
Ailefroide @Pays des Écrins

Questo luogo non è solo un punto di arrivo, ma un punto di inizio: qui pare quasi di poter toccare il Glacier Blanc. È un luogo di memorie alpinistiche, dove l’aria è frizzante e il silenzio è rotto solo dal fragore lontano delle cascate e dal sibilo del vento che scende dalle cime.

Prendete a nolo una bici, magari a pedalata assistita da Neige & Roc, a Pelvoux, e iniziate a pedalare verso le salite che vi separano dalla direzione Ailefroide verso il Prato di M.me Carle, nel cuore dei Pays des Écrins: un mondo di pace e silenzio rotto solo dal vento e dal gorgoglio dell’acqua vi circonderà.

Sentirete il vostro respiro affannato per la salita che poi vi ripagherà con incredibili panorami.
Fermatevi nell’incantevole paesino di Ailefroide, che si sviluppa sull’unica strada, dove trovare qualche negozio di attrezzatura da montagna, un paio di pub e campeggi e un food cart di prodotti a km zero!

Avete la bicicletta? E allora scendete anche a visitare Vallouise un incantevole e autentico villaggio alpino 3 km più sotto, rispetto a Pelvoux, adagiato nel cuore delle Alpi francesi, all’ingresso del Parco.

Pays des Écrins
Vallouise, Pays des Écrins

Caratterizzato da una straordinaria armonia architettonica, il paese affascina i visitatori con le sue tradizionali case in pietra e legno, le fontane in marmo e la splendida chiesa del XV secolo, celebre per i suoi affreschi e il caratteristico campanile a cuspide.
Circondata da imponenti vette e foreste incontaminate, Vallouise è un vero paradiso per gli amanti della natura, ideale per l’escursionismo e l’alpinismo in estate, e per lo sci di fondo o le ciaspole in inverno.

Trekking sulle tracce di Félix Neff: l’apostolo delle Alte Alpi

Per chi desidera spingersi oltre, il trekking, nel cuore del parco, offre sentieri che profumano di leggenda.
Risalendo i tornanti verso gli alpeggi più remoti, si giunge un ampio parcheggio da cui si inzia a salire verso un villaggio d’alta quota che conserva intatta l’architettura alpina di un tempo.

Pays des Écrins

Non si può raccontare la valle di Freissinières senza rendere omaggio a Félix Neff (1797-1829), il giovane pastore svizzero che nel 1825 scelse questo angolo sperduto delle Alpi come sua missione. Considerato un vero pioniere dell’istruzione e del progresso sociale, Neff non si limitò a portare conforto spirituale; egli comprese che la miseria materiale delle comunità locali, in particolare a Dormillouse, era legata a un isolamento estremo.

Neff fu un visionario infaticabile: organizzò gli abitanti per costruire sistemi di irrigazione, introdusse nuove tecniche agricole e trasformò radicalmente l’architettura rurale. Ma il suo lascito più grande resta la scuola: convinto che l’analfabetismo fosse la prima catena da spezzare, aprì quella che è considerata una delle prime “Scuole Normali” di Francia, dove insegnava ai bambini di queste contrade, spesso dimenticate, la lettura, la scrittura, la geografia e persino la musica. La struttura che ospitava la scuola esiste ancora oggi ed è nota come il Gîte de l’Ecole. Neff morì di stanchezza a soli 31 anni, lasciando un esempio di dedizione verso i più svantaggiati che ancora oggi ispira chiunque percorra questi sentieri.

Pays des Écrins
Dormillouse Vallon de Chichin

Accoglienza in quota: dove rifugiarsi tra le vette

Pensando a Neff, alla difficile vita di montagna, si cammina e si esplora un territorio meraviglioso di natura incontaminata.
Diversi circuiti di trekking dai 4 km ai 21, a seconda di quanto si desidera esplorare fanno vivere la montagna appieno, ma fino al tramonto, (si può campeggiare nel parco, ma solo dalle 19 alle 7 am) quando è meglio trovare rifugio quando il sole cala dietro le vette.

Il Pays des Écrins offre un’esperienza di ospitalità autentica, che spazia dal comfort ricercato ai rifugi di alta quota dove il silenzio è l’unico compagno di viaggio.
Il fascino dei Rifugi d’alta quota: Se il tuo obiettivo è dormire a contatto con i ghiacciai, il Rifugio del Glacier Blanc (2.542 m) è una scelta d’elezione, celebre per la sua ampia terrazza solarium che offre una vista impareggiabile sulle pareti di roccia e neve.
Per chi cerca invece un sentiero più dolce, il Rifugio dei Bans (2.083 m), situato in una cornice da fotografia d’autore, è ideale per una sosta rigenerante in un contesto familiare.

Esperienze tipiche: Per chi desidera vivere l’atmosfera storica, il già citato Gîte de l’Ecole a Dormillouse rimane una testimonianza viva dell’opera di Neff, offrendo un punto di appoggio unico per chi percorre i sentieri della valle. Si dorme in due camere collettiva per circa 15 posti, e si gustano le specialità del luogo su una terrazza assolata e riparata dall’ombra di alberi secolari, con una vista impagabile sulla valle.

Pais des Ecrins
Vallouise Village Center

Il gusto del ritorno: Dopo le fatiche delle salite, delle camminate, delle pedalate, la gastronomia locale gioca un ruolo fondamentale.
L’Accoglienza: Auberge Saint-Antoine

Dopo aver esplorato vette e sentieri, il viaggio trova il suo approdo perfetto all’Auberge Saint-Antoine, le cui camere sono minimali, confortevoli e oggetto di un completo ammodernamento nel 2021.
Situata in una posizione privilegiata, questa locanda rappresenta l’essenza dell’ospitalità locale. Con le sue pareti in pietra, il legno vissuto e una cucina che celebra i sapori del territorio — dai formaggi d’alpeggio alle erbe spontanee — l’Auberge Saint-Antoine non è solo un luogo dove riposare, ma un nido ristoratore.

Pays des Écrins
La diliziosa terrazza del ristorante la Tabel de l’Auberge, Auberge Saint-Antoine

Il ristorante dell’hotel, gemma nascosta, “La Table de l’Auberge” punta su una cucina di qualità basata sulla trasformazione di prodotti grezzi e freschi, con una forte valorizzazione delle eccellenze locali del dipartimento delle Alte Alpi.
Tra i piatti proposti dallo chef Lukasz figurano specialità come la tartare di trota bio di Névache, l’agnello locale, il manzo delle Alte Alpi e, come dessert, il babà al Genepì.
Gli ospiti possono cenare in una sala recentemente rinnovata o sulla terrazza panoramica che offre una vista spettacolare sulle montagne.

Questi luoghi non sono solo tappe logistiche, ma veri presidi di cultura montana, dove l’ospitalità è intesa come un atto di condivisione, esattamente nello spirito comunitario che Félix Neff cercava di coltivare tra i suoi villaggi quasi due secoli fa.

Massimo Terracina
Massimo Terracina
Giornalista dal 1987 si è sempre occupato di sport e turismo, con incursioni professionali su radio e tv. Ha sempre la valigia pronta per esplorare il mondo, inesauribile fonte di spunti. Viaggiare allarga la mente. "State viaggiati" (con licenza)

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