Bologna si prepara ad accogliere una novità significativa nel panorama culturale e formativo italiano.
Dal 19 settembre 2026 al maggio 2027, il Grand Tour Italia ospiterà FEELING, la prima grande mostra immersiva nel nostro Paese interamente dedicata all’educazione emotiva.
Un percorso tra arte e consapevolezza
Il progetto, ideato da Marco Mazzoni e allestito in un padiglione rinnovato di oltre 5.000 metri quadrati, nasce per rispondere a un’esigenza sociale sempre più pressante: la difficoltà, riscontrata da un italiano su due, nel riconoscere e gestire le proprie emozioni.

L’obiettivo dell’esposizione è quello di offrire ai visitatori — bambini, ragazzi e adulti — uno spazio in cui trasformare il gioco in un’esperienza consapevole. Non si tratta di una lezione teorica, ma di un viaggio che accompagna il pubblico verso una maggiore comprensione di sé e, di conseguenza, verso relazioni più sane.
La struttura della mostra: 10 stanze per 10 emozioni
Il cuore pulsante dell’esperienza è un percorso interattivo della durata di circa 75 minuti, suddiviso in 10 stanze tematiche. Ogni spazio è progettato per esplorare una specifica dimensione emotiva, tra cui:
Stupore: dedicato alla scoperta del nuovo.
Curiosità: pensato per stimolare l’immaginazione.
Ansia: focalizzato sull’anticipazione del futuro.
Paura: intesa come ambiente protetto per affrontare l’ignoto.
Rabbia: uno spazio sicuro per gestire ed esprimere la propria energia.
Noia: interpretata come spazio vitale tra la fine di un’esperienza e l’inizio della successiva.
Tristezza: vissuta come uno stato temporaneo da normalizzare e accogliere.
Affetto/Amore: Inteso come attaccamento e relazione stabile (non romanticismo o sessualità).
Calma: Ritrovare il proprio equilibrio attraverso il respiro e lo spazio.
Gioia: Il gran finale, inteso come vero motore dell’apprendimento.

Un metodo scientifico validato
L’intero impianto della mostra si basa sulla “Didattica delle Emozioni®”, un protocollo educativo validato da oltre vent’anni di ricerche scientifiche. Grazie alla collaborazione con diversi atenei italiani, è stato dimostrato come questo approccio sia in grado di ridurre i livelli di cortisolo — l’ormone dello stress — nei bambini, favorendo l’empatia e fungendo da vero e proprio “vaccino psicologico” contro il bullismo e la dispersione scolastica.













