Rigenerazione, progettualità e innovazione.
Gorizia si lascia alle spalle la Cortina di Ferro e la transizione geopolitica del Novecento per farsi modello di diplomazia culturale e sviluppo economico.
L’esperienza di Capitale Europea della Cultura 2025, vissuta in tandem con la slovena Nova Gorica, non è stata un traguardo, ma il volano di una metamorfosi strutturale. L’assegnazione congiunta a due città di stati diversi – prima volta assoluta nella storia del titolo europeo – ha formalmente capovolto il verdetto dei trattati del 1947.
Quel confine, che per decenni ha separato case da orti e stalle, è oggi un laboratorio europeo di cooperazione e crescita comune.
Ma vediamo cosa è stato fatto a Gorizia e cosa sarà fatto.
A tracciare il bilancio della svolta della città è il sindaco Rodolfo Ziberna, intervenuto all’Associazione Stampa Estera di Milano insieme all’amministrazione comunale per presentare le linee guida del progetto “Gorizia 2026: la città che resta capitale”.

Un anno che si estende e diventa strategia
Orgoglioso e fiero, il sindaco racconta la trasformazione di una città che non è più la città di cento, mille anni fa, ma neppure quella di 4, 3, 2 anni fa, non è la Gorizia di oggi, non sarà quella del 2027, 2028 e del 2029.
«Gorizia ha avuto un titolo onorifico importante, quello di Capitale Europea della Cultura nel 2025, mi piace ribadirlo, ma questo riconoscimento è frutto di un processo avviato da sindaci prima di me, lungimiranti e visionari, che ne hanno permesso la crescita – spiega Ziberna – Noi continuiamo in questa direzione, cercando di delineare una strategia capace di rafforzare il posizionamento europeo del territorio.
Il fatto straordinario è stato nelle coincidenze fortunate, l’arrivo dei fondi del PNRR, 20 milioni euro, a cui si sono aggiunti 12 milioni euro da parte della regione, per circa 150 milioni complessivi, tra investimenti e spese correnti».

La metamorfosi urbana di Gorizia: infrastrutture e primato del verde
Il cuore pulsante della rigenerazione è il progetto “Mille anni di storia al centro dell’Europa: Borgo Castello crocevia di popoli e culture”.
I cantieri hanno ridisegnato la mappa urbana, puntando su sostenibilità e recupero degli spazi pubblici.
Basti pensare alla Valletta del Corno: l’area boschiva un tempo impenetrabile è stata riconvertita in un polmone verde attrezzato di 13 ettari, dotato di percorsi ciclopedonali per 4,5 chilometri, ponti e infrastrutture leggere.
Oppure al Piazzale della Casa Rossa: l’ex grande parcheggio di confine ha cambiato pelle, trasformandosi in una piazza monumentale che accoglie un obelisco, simbolo internazionale di cultura e pace.
Ma anche alle oltre 200 aree verdi censite. Gorizia si attesta, secondo le rilevazioni del Sole 24 Ore, al primo posto assoluto tra i capoluoghi italiani per superficie verde fruibile, con una media di quasi 140 metri quadri per singolo cittadino. Tra i siti storici riqualificati spiccano il parco di Villa Coronini, i giardini pubblici e l’area verde municipale. Un record italiano di sostenibilità.

Il progetto di Borgo Castello
«L’entusiasmo riscontrato da residenti e visitatori nel 2025 ci ha spinto a consolidare questa eredità – continua Maria Grazia De Rosa, Segretario Generale del Comune di Gorizia e responsabile del progetto di Borgo Castello – Non si parla di un semplice restauro architettonico, ma di una potenziamento che unisce la memoria storica all’innovazione e alla creatività, ridefinendo un modello di rigenerazione urbana unico in Europa»
«Gorizia è una città, per quanto piccola, ma pur sempre una città, non un piccolo paese sperduto nelle montagne – prosegue De Rosa – In più al suo interno ha un borgo storico, il Borgo Castello, che ha vissuto nel passato momenti di grande vigore, soprattutto dal punto di vista economico, nella Via Rastello, una via che era luogo di commercio, dove appunto gli jugoslavi durante l’apertura della Cortina di Ferro venivano ad acquistare in Italia merci che lì non si trovavano.

Però, paradossalmente, l’abbattimento del confine ha annullato quella che era un’economia di confine per la città importante. Quindi questo progetto, insieme ai finanziamenti, ci ha consentito di cogliere l’occasione di trasformare, un’economia di confine in ribasso, verso un’economia di confine che diventa motore di cultura ed economia.
Tra i vari partner, molto importante è anche la sinergia con soggetti privati.
6 milioni di euro sono stati stanziati come contributi per associazioni di imprese culturali, 1 milione e 700 mila per attività di impresa sul territorio.
C’è chi ha creato delle residenze per artisti, chi accademie, chi mostre, chi visite guidate, chi invece ha sviluppato la cultura enogastronomica con la rosa di Gorizia, i vini di Oslavia, come non ricordare la Ribolla Gialla, e del Collio goriziano.
Si tratta di piccole perle ancora poco note.
E per il futuro, ovviamente, contiamo di continuare a curare e dare ulteriore vitalità a questi contatti che abbiamo avuto la possibilità di avviare».
Turismo High-Tech e attrattività internazionale

La svolta è arrivata anche dal punto di vista del turismo: 25% di arrivi in più rispetto al 2024 e 118% in più rispetto al periodo pre-covid.
«Siamo riusciti a sfruttare le potenzialità della nostra città, grazie alle idee del nostro vulcanico sindaco, grazie alla regione, al presidente Massimiliano Fedriga e ai nostri uffici – afferma l’Assessore al Turismo e Grandi Eventi Luca Cagliari – Uno dei più grandi lasciti è la Digital Art Gallery, la galleria digitale più grande d’Europa, un’infrastruttura con 1000 mq rivestiti di led, dove all’interno si può vivere un’esperienza immersiva digitale, 37 mila chili di strutture autoportanti, 6 mila viti, 44 mila sistemi di collocamento, 18 mila schede trattate con nanotecnologie, 6 km di fibra. In 5 mesi ci sono stati 200 mila accessi e 150 mila prenotazioni a venire».
È stata inaugurata con l’opera Data Tunnel di Refik Anadol, celebre media artist, regista e pioniere nell’uso dell’intelligenza artificiale e dei big data nell’arte pubblica.
«Abbiamo avuto il coraggio di partecipare alle sfide, le abbiamo anche vinte.
E quest’anno ne iniziano di nuove. Tra gli eventi, stiamo organizzando il primo maxiconcerto che si terrà il 31 maggio con Cesare Cremonini a Campovolo – conclude Cagliari – Un altro appuntamento al quale siete invitati a partecipare l’ultimo weekend di settembre è Gusti di Frontiera, la più grande kermesse enogastronomica del triveneto».
Come confermato dai dati recenti, Gorizia si inserisce oggi stabilmente nella top ten delle città d’arte italiane più visitate dell’anno, guadagnando una visibilità internazionale al fianco di mete globali come Venezia, Firenze e Roma.
«Ne andiamo fierissimi», conclude Cagliari!
photo courtesy https://www.scopri.gorizia.it/











