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domenica, Luglio 14, 2024

Giordania: Jerash la “Pompei del Medio Oriente”

Appunti di viaggio di Pietro Ricciardi

Il viaggio in Giordania a metà maggio, organizzato dall’Ente del Turismo Giordano, cui ho partecipato mi ha fatto conoscere molti luoghi di una realtà in cui non ero ancora mai stato.

Al contrario di me, gli italiani che ogni anno la visitano sono davvero tanti. Tra i paesi del medio oriente e del nord Africa la Giordania è una destinazione molto amata dai turisti italiani. Infatti, sia nella capitale Amman e sia nei classici posti frequentati dai turisti: Petra, Monte Nebo, Madaba, Umm Al-Rasas, deserto Wadi Rum o Mar Morto gli italiani incontrati sono stati parecchi.

Il primo impatto con questo paese e con le persone giordane è stato incredibilmente positivo. Ho scoperto e apprezzato le mille sfumature, di questa terra ricca di storia e cultura. Ma anche la sua fascinazione e la straordinaria bellezza dei luoghi. I giordani peraltro sono un popolo accogliente e generoso.

Giordania
Teatro sud

Sebbene l’area si trovi in un contesto di tensioni regionali a causa del conflitto israelo-palestinese oltre confine, la situazione in Giordania come destinazione turistica è da ritenersi sicura, grazie anche al ruolo di mediatore che negli anni ha sempre svolto per miticare le tensioni e promuovere la pace. Più volte è stata definita “oasi di stabilità” nella turbolenta regione mediorientale. Dal giorno dell’indipendenza dagli inglesi, 25 maggio 1946, la Giordania ha sempre accolto i rifugiati provenienti dai paesi vicini in conflitto.
Oggi su 11 milioni e mezzo di abitanti quasi 4 milioni sono palestinesi e siriani.

La Giordania turisticamente è davvero per tutti. Siamo di fronte a un paese che ha una storia ultra millenaria tra città perdute e antichi tesori. Ora che l’ho visitata posso affermare che è sempre il momento per andare in Giordania e condividere l’emozione del viaggio con i suoi abitanti sempre accoglienti, generosi in città e nei suq, come nel deserto sorseggiando un tè in una tenda beduina.

In questo servizio vi racconto la storia della magnifica città archeologica di Jerash. Una destinazione imperdibile per chi va in Giordania. Questa antica città offre ancora oggi uno sguardo affascinante della magnificenza romana, attraverso la straordinaria conservazione dei suoi siti archeologici.

Jerash Arco di Adriano

La “Pompei del Medio Oriente” in Giordania

Jerash o Gerasa, l’antica Antiochia di Giordania (in linguaggio semitico Garshu), abitata ininterrottamente per oltre 6.500 anni si trova a circa 50 km a nord di Amman. La città degli alberi è a ridosso della sorgente del Wadi Jerash, che rendeva fertile il terreno agricolo circostante. Posta a 500 metri di altitudine godeva di un’eccellente visuale dei territori vicini, utile per la difesa, e di un clima temperato e non torrido come in altri territori non lontani. Il suo massimo splendore lo raggiunge sotto il dominio dei Romani. Oggi è una delle città di epoca romana meglio conservate al mondo.

La storia di Jerash è un mosaico di influenze culturali susseguitesi nel corso dei millenni. Si va dall’eredità greca alla magnificenza romana, passando per il periodo bizantino e l’era islamica. Ogni civiltà ha lasciato il proprio segno indelebile.

Jerash Arco di Adriano

La prima colonizzazione avvenne con Alessandro Magno nel 332 a.C., e proprio lui iniziò la trasformazione di Jerash importando l’influenza greca che pose le basi per lo sviluppo futuro della città. I romani la conquistarono con Pompeo, abile generale e condottiero, nel 64 a.C. che la annette alla Repubblica Romana della provincia Siriana. In questo periodo furono costruiti imponenti edifici, strade colonnate e monumenti. L’opera di costruzione continuò sotto l’imperatore Adriano (dal 117 fino al 138 d.C.) che nel 129 fece visita alla città.

Lo sviluppo di Jerash (Gerasa) data tra il I e II secolo divenendo un centro di scambi commerciali. Il titolo di colonia romana lo raggiunge nel III secolo d.C., mentre nel V secolo, con l’imperatore Giustiniano I il Grande (527-565) si assiste al processo di cristianizzazione e all’edificazione di edifici sacri. Giustiniano facilitò i rapporti con la cultura bizantina e finanziò la costruzione di sette chiese. Il suo governo coincise con un periodo d’oro per l’Impero Romano d’Oriente. Jerash oggi è una delle città di epoca romana meglio conservate al mondo.

Il terremoto e la devastazione

Giordania
Il cardo massimo

Nel 747 un terremoto la devastò e segnò l’avvio verso il declino. Questa meraviglia, definita la “Pompei dell’Asia“, restò sepolta per secoli sotto la sabbia. Dopo la sua riscoperta, a partire dagli anni ’20 del secolo scorso sono iniziati i restauri.
L’antica Gerasa costituisce una splendida testimonianza della grandezza dell’opera di urbanizzazione fatta dai Romani: strade lastricate, colonnati, templi in cima ad alture, meravigliosi teatri, spaziose piazze pubbliche, bagni termali, fontane e mura interrotte da torri e porte cittadine.

Trovarsi in questa città archeologica riportata alla luce è qualcosa di stupefacente. Attraversare l’imponente e monumentale Arco di Adriano, entrare nell’Ippodromo (fuori le mura), passare dalle porte (a sud e a nord), arrivare al Tempio di Zeus e guardare dall’alto il cardo e il decumano con le 4 porte che sfociano nelle mura è una sensazione indescrivibile. Jerash è certamente una fra le destinazioni turistiche imperdibili della Giordania.

Cosa vedere nella città archeologica di Jerash

Giordania
Teatro Nord

Arco di Adriano. Il monumento, costruito dopo la visita dell’imperatore romano a Gerasa, si trova nella parte sud della città. La struttura è alta 37 metri ed è arricchita con sculture di ghirlande di foglie di acanto che alleggeriscono l’estetica dei basamenti.

Ippodromo. Superato l’Arco prima di arrivare alle porte di ingresso alla città, sulla destra c’è l’ippodromo. Una imponente arena lunga 265 metri e larga 52 con una capienza di 17mila spettatori per le corse con le bighe e altri sport come le gare di atletica.

Tempio di Zeus. Il tempio si trova sulla sommità di una collina che domina la città. È stato edificato nel 162 d.C. sulle rovine di un preesistente luogo di culto romano. La struttura, sebbene visibilmente danneggiata dall’erosione e dai terremoti, lascia immaginare come doveva apparire in origine. Da qui è possibile ammirare in tutta la sua magnificenza e bellezza il Forum, la piazza ovale.

Giordania
Jerash tempio di Zeus

Forum. Nell’area centrale di Jerash si trova il Foro. Una grande piazza a forma ellittica, cuore pulsante dell’antica Gerasa. Circondato da 56 colonne ioniche, questo spazio centrale lastricato di pietra calcarea era il fulcro della vita sociale, commerciale e politica della città. La struttura architettonica collegava il Tempio di Zeus al Cardus Maximus.

Strada colonnata/Cardo Massimo. Attraversare il Cardo Massimo si ha la sensazione di camminare nella storia. Poggiamo i piedi sul lastricato di pietre originali dove sono ancora visibili i solchi delle bighe. Il Cardo, 800 metri di lunghezza, era l’ossatura architettonica di Gerasa. Visibile ancora oggi la rete fognaria sotterranea che si estendeva per l’intera lunghezza del Cardo e i fori regolari ai lati della strada servivano per raccogliere l’acqua piovana convogliandola nelle fognature.

Tempio di Artemide. È uno dei monumenti più significativi e meglio conservati. Costruito tra il 150 e il 170 d.C., questo tempio colpisce per la maestosità delle 11 colonne corinzie, realizzate con una tecnica a incastro.

I Teatri. Jerash ospitava due teatri principali: Teatro del Nord e Teatro del Sud, centri vitali per la cultura e l’intrattenimento. Il Teatro del Nord, costruito nel 165 d.C., era originariamente destinato a ospitare assemblee politiche e spettacoli minori, con una capacità di 1600 spettatori. Il Teatro del Sud, invece, edificato tra il 90 e il 92 d.C., poteva contenere circa 5000 spettatori.

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