Il turismo italiano inaugura una nuova fase con il giuramento al Quirinale del 3 aprile 2026 di Gianmarco Mazzi, che assume la guida del dicastero succedendo a Daniela Santanchè nel governo presieduto da Giorgia Meloni. Un passaggio che segna non solo un avvicendamento, ma anche un possibile cambio di visione per uno dei settori chiave dell’economia nazionale.
Veronese, classe 1960, Mazzi arriva al ministero con un profilo atipico, costruito nel mondo dello spettacolo, tra produzione televisiva, management artistico e grandi eventi. Il suo nome è legato anche al Festival di Sanremo, esperienza che evidenzia una competenza diretta nella costruzione di narrazioni capaci di promuovere l’immagine dell’Italia su scala internazionale.
Eletto deputato nel 2022 nelle fila di Fratelli d’Italia, ha ricoperto l’incarico di sottosegretario alla Cultura, maturando competenze nella valorizzazione del patrimonio e nella promozione del sistema Paese. Un percorso che lo ha progressivamente avvicinato ai temi turistici, oggi al centro del suo nuovo mandato.

Il suo insediamento arriva in una fase di consolidamento per il comparto, chiamato a gestire sfide complesse come la sostenibilità dei flussi, l’overtourism e la necessità di distribuire meglio la domanda lungo tutto l’arco dell’anno. In questo scenario, la scelta di Mazzi sembra orientata a rafforzare il legame tra turismo e cultura, puntando su eventi, identità e capacità di racconto.
Nelle prime dichiarazioni, il nuovo ministro ha ribadito il ruolo del turismo come pilastro dell’economia italiana, lasciando intravedere una linea strategica che mette al centro la valorizzazione integrata di arte, paesaggi e tradizioni. Un approccio che potrebbe tradursi in una maggiore attenzione alla promozione internazionale e ai format esperienziali.
Resta ora da vedere quali saranno le prime iniziative operative, in un contesto che richiede coordinamento con i territori e dialogo costante con gli operatori. Con Mazzi, il turismo italiano si affida a una figura che punta sulla forza della cultura e della comunicazione per rafforzare l’attrattività del Paese.
Il GIST le augura buon lavoro, Ministro










