Tra la Foresta Nera e Ulm, un viaggio romantico nel Baden-Württemberg dove l’acqua si fa storia, leggenda e poesia.
Il Danubio è un’arteria pulsante che attraversa il cuore dell’Europa per 2.860 chilometri, unendo dieci nazioni in un unico abbraccio liquido. Ma è nel Baden-Württemberg, proprio dove tutto ha inizio, che il “Grande Blu” svela il suo volto più intimo e struggente. Viaggiare lungo il Giovane Danubio significa perdersi tra specchi d’acqua smeraldo, castelli che si specchiano vanitosi e silenzi carichi di millenni di storia.
Il battesimo dell’acqua: Donaueschingen
Tutto comincia a Donaueschingen, ai margini della Foresta Nera. Nel giardino dei Principi Fürstenberg, l’acqua riaffiora dal sottosuolo in una vasca circolare che ha il sapore del sacro. Qui, la statua di Mutter Baar, la Grande Madre, indica con un gesto eterno la via verso est al suo giovane figlio. È un luogo di pace barocca, sorvegliato dalla chiesa di San Giovanni, dove l’aria profuma di malto e storia. Prima di mettersi in cammino, è d’obbligo una sosta al birrificio storico Fürstenberg,: tra un boccale di tradizione e un piatto di Spätzle fumanti, si percepisce il calore di una terra che accoglie i viandanti dal 1283.
Il “Grand Canyon” Svevo e il fiume che scompare
Proseguendo nel Donaubergland, il paesaggio assume note poetiche. Qui il Danubio gioca a nascondersi: a circa 20 km dalla sorgente, il fiume scompare nel sottosuolo carsico per chilometri, lasciando il letto asciutto come un segreto non detto. Affacciandosi dal belvedere di Knopfmacherfelsen, lo sguardo spazia sul “Grand Canyon Svevo”: pareti di roccia bianca a strapiombo che incorniciano le anse scintillanti del fiume. È un regno di cigni e ninfee che conduce fino all’austera bellezza del monastero benedettino di Beuron.

Castelli da fiaba e veneri di avorio
Il viaggio continua verso Sigmaringen, dove l’imponente castello degli Hohenzollern domina il paesaggio con le sue 250 stanze cariche di fasti principeschi e armature leggendarie. Residenza dei conti e poi principi di Hohenzollern a partire dal XVI secolo, custodisce collezioni e dettagli che raccontano fasti e capricci principeschi dalla grande collezione di armi e armature (3.000 pezzi, tra le più grandi d’Europa) a quella dei trofei di caccia

Ma il romanticismo del Danubio scava ancora più a fondo, fino alle radici dell’umanità. Nella grotta di Hohle Fels (Patrimonio UNESCO), è stata ritrovata nel 2008 la Venere di avorio di mammut, la più antica mai rinvenuta. Risalente a circa 35.000 anni fa, insieme a un flauto in osso di grifone e ad altri considerati gli strumenti musicali più antichi del mondo, è conservata nel bel museo preistorico di Blaubeuren.

Nella cittadina, tra case a graticcio che sembrano uscite da un libro illustrato di fiabe, la sorgente Blau Topf incanta con il suo blu cobalto quasi irreale, un portale verso un mondo sotterraneo ancora in parte inesplorato. La sorgente carsica verde smeraldo del Blau, affluente a Ulm del Danubio, è vicinissima al complesso che un tempo fu un monastero benedettino edificato nel 1085.

Ulm: dove il gotico tocca il cielo
Il viaggio alla scoperta del Giovane Danubio nel Baden-Württemberg trova il suo gran finale a Ulm. Qui, il campanile della cattedrale gotica sfida le nuvole con i suoi 161,6 metri, il più alto del mondo. Si contrappone al moderno e bianco Stadthaus, centro culturale polifunzionale, dell’architetto newyorkese Richard Meier.
Raccontano l’epopea dei commerci sul Danubio (Ulm esportava canapone fino in Turchia, oltre a carte da gioco e pipe) gli affreschi cinquecenteschi del gotico Rathaus, il palazzo municipale. Lungo il fiume è un susseguirsi di orti (vengono dati in affitto dal comune), romantiche case sull’acqua e ponticelli nel Quartiere dei Pescatori e dei Conciatori alla confluenza del Blau nel Danubio.Passeggiare qui è come camminare in un acquerello tra canali, ponticelli, la celebre Schiefes Haus, l’hotel più storto del mondo che pende pigro sull’acqua, ristorantini e locali. Sulla riva opposta, oltre il ponte, c’è già la Baviera, ma il cuore resta qui, cullato dal mormorio di un fiume che ha ancora tutto il mondo davanti a sé.












