Quarta edizione per il weekend del 25-26 aprile: 23 residenze d’eccellenza svelano tesori nascosti tra architettura monumentale e paesaggio
Il Friuli Venezia Giulia si prepara a trasformarsi in un museo diffuso, vivo e pulsante. Il weekend del 25 e 26 aprile segna il ritorno del Festival delle Dimore Storiche, giunto alla sua quarta edizione. Promossa dalla sezione regionale dell’ADSI (Associazione Dimore Storiche Italiane), la manifestazione non è solo un evento turistico, ma un atto di resistenza culturale che accende i riflettori su 23 residenze private d’eccezione, normalmente celate allo sguardo del grande pubblico.
Un palinsesto di bellezza: l’eccellenza artistica del territorio
Il cuore pulsante del Festival delle Dimore Storiche risiede nell’altissimo valore storico-artistico dei siti coinvolti. Attraversare le soglie di queste dimore significa compiere un’immersione nelle correnti estetiche che hanno plasmato il Nord-Est d’Italia. Dalle strutture medievali fortificate alle raffinatezze del barocco e del neoclassicismo, il catalogo architettonico offerto è impressionante.
Le dimore storiche non sono semplici edifici, ma complessi stratificati dove l’arte dialoga costantemente con il paesaggio. Si pensi alla maestosità di Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco, dove l’armonia tra la struttura dominicale e il giardino formale rappresenta un vertice del vivere in villa; o alla suggestione delle “casaforte” come La Brunelde a Fagagna, dove l’architettura difensiva si è evoluta in un’eleganza austera e senza tempo. Ogni stanza, ogni salone affrescato, ogni archivio di famiglia aperto per l’occasione rappresenta un frammento di una narrazione corale che definisce l’identità artistica della regione.

Dimore storiche a Udine e provincia: il cuore del patrimonio diffuso
Con ben 18 dimore coinvolte, l’area udinese si conferma il baricentro della manifestazione. Il pubblico potrà spaziare dalla nobiltà urbana di Palazzo Orgnani e Palazzo Pavona Asquini nel capoluogo friulano, fino alle gemme rurali di straordinario pregio.
Ad Aquileia, la Villa Ritter de Záhony offre un connubio tra archeologia e architettura ottocentesca, mentre a Pavia di Udine, Villa Lovaria si erge come testimonianza di una raffinata cultura veneto-friulana. Non meno rilevanti sono le tappe a Remanzacco con Casaforte Bergum o a Marsure di Sotto con Villa Mangilli Schubert, luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, preservando nelle dimore storiche decorazioni pittoriche e arredi originali di inestimabile valore.
L’Isonzo e il Friuli Occidentale: perle del barocco e del gusto Liberty
Il Festival delle Dimore Storiche si estende con forza anche nelle province di Gorizia e Pordenone. Nel goriziano, la magnificenza di Villa Attems a Lucinico e il fascino settecentesco di Villa del Torre a Romans d’Isonzo raccontano una storia di frontiera, dove il gusto mitteleuropeo si fonde con la solarità latina. Spostandosi a Pordenone, il Palazzo Scolari Salice a Polcenigo — uno dei borghi più belli d’Italia — incanta con le sue linee eleganti, mentre Villa Della Donna Stoinoff a Valvasone Arzene rappresenta un unicum che affianca il fascino del borgo medievale a una sensibilità architettonica più moderna.

Visite esperienziali: il racconto dei custodi della bellezza
La peculiarità del Festival delle Dimore Storiche risiede nella modalità di fruizione: a fare da ciceroni saranno spesso i proprietari stessi. Questo “racconto a voce viva” trasforma la visita in un’esperienza antropologica oltre che estetica. Non si ammirano solo stucchi e quadrerie, ma si ascoltano le vicende umane di chi, per secoli, ha tutelato questi beni. Ad arricchire il programma, un fitto calendario di iniziative collaterali: concerti di musica da camera, esposizioni d’arte contemporanea e degustazioni enogastronomiche nei parchi storici, pensate per creare un ponte tra la staticità del monumento e la vitalità della cultura contemporanea.
Sostenibilità e tutela del bene culturale
Il Festival delle Dimore Storiche ha anche un’importante finalità filantropica. L’accesso alle visite è garantito a fronte di una donazione libera (minimo 10 euro), i cui proventi saranno interamente destinati ai progetti di valorizzazione e tutela del patrimonio culturale privato di ADSI FVG. Sostenere il Festival significa, dunque, contribuire direttamente alla conservazione di questi “musei viventi” che, pur essendo privati, costituiscono la spina dorsale della bellezza paesaggistica e storica del Friuli Venezia Giulia.












