Il debutto estivo dell’EES raddoppia i tempi di attesa negli aeroporti dell’Unione Europea

L’estate 2026 passerà alla storia del turismo non solo per i volumi record di passeggeri, ma anche per il banco di prova più difficile mai affrontato dai confini dell’Unione Europea.
A pochi mesi dall’attivazione a pieno regime del nuovo Entry/Exit System (EES) – il sistema digitale europeo per la registrazione biometrica dei viaggiatori extra-Schengen – i principali hub internazionali del continente si trovano a fare i conti con code raddoppiate e passeggeri inferociti.

Un’inchiesta condotta dal Financial Times e i dati diffusi dalle associazioni del comparto aereo hanno acceso i riflettori su una realtà ben lontana dalle promesse di fluidità ed efficienza sbandierate alla vigilia.

Cosa succede negli scali chiave, dell’Unione Europea: ecco il perchè del caos

Il nuovo sistema tecnologico, che dallo scorso 10 aprile ha mandato ufficialmente in pensione il tradizionale timbro cartaceo sul passaporto sostituendolo con scansioni facciali e rilevamento delle impronte digitali, sta mostrando il fianco a criticità operative pesanti nei momenti di maggiore afflusso.

Passaporto
@Grok AI generated

I riscontri orologio alla mano parlano chiaro:
Amsterdam Schiphol: Il primatista europeo per volumi di traffico ha visto i tempi di attesa medi balzare dagli 80 minuti della scorsa estate agli attuali 120 minuti di coda nei momenti di picco.
Francoforte: Lo storico hub tedesco registra un vero e proprio raddoppio, con attese che toccano punte massime di 120 minuti contro i 60 del 2025.
Monaco di Baviera: I tempi di transito ai varchi elettronici sono passati da 31 a 60 minuti, confermando il trend di rallentamento generalizzato.

Criticità analoghe, con code stimate tra le due e le tre ore, si registrano a intervalli regolari in altri grandi scali di collegamento internazionale come Parigi Charles de Gaulle e Madrid, mettendo a serio rischio la tenuta delle coincidenze più strette.

La rivolta delle compagnie aeree, senza mezzi termini: “Una porcheria mal progettata”

A far rumore sono state soprattutto le prese di posizione dei vertici del trasporto aereo dell’Unione Europea.
Senza usare mezzi termini, Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha definito il sistema Ees come “mal progettato”, rincarando la dose con un giudizio tranchant: Giusto gli europei potevano inventarsi una porcheria simile.
Il vettore low cost ha segnalato disservizi e impennate dei tempi d’attesa in almeno quindici differenti aeroporti del network.

Gli appelli alla prudenza e al “buon senso” arrivano anche da altri colossi del cielo, come EasyJet, il cui CEO Kenton Jarvis ha esortato i gestori aeroportuali a intervenire tempestivamente per evitare che i passeggeri restino bloccati per ore prima dell’imbarco.
Dello stesso avviso è l’ACI (Airports Council International) Europe, che ha definito la situazione ingestibile durante le ondate di traffico estivo, chiedendo margini di flessibilità e la facoltà di sospendere temporaneamente le procedure biometriche nei momenti di congestionamento critico.

La replica di Bruxelles e la risposta degli aeroporti

Di fronte alle proteste, la Commissione Europea ha difeso la bontà dell’infrastruttura.
Da Bruxelles fanno sapere che il completamento della registrazione digitale richiede in media appena 70 secondi per viaggiatore, un impatto teoricamente limitato che porta in dote vantaggi cruciali sul fronte della sicurezza e del monitoraggio dei flussi.

Shutdown
Immagine creata con AI Grok

Secondo la lettura comunitaria, i lunghi incolonnamenti sarebbero imputabili non all’EES in sé, quanto a criticità strutturali preesistenti: la cronica carenza di personale di frontiera, un numero di varchi automatici insufficiente rispetto alla domanda e sporadici malfunzionamenti tecnici dei terminali.

Nel frattempo, per tamponare l’emergenza sul campo, diversi scali europei hanno adottato soluzioni di “emergenza”, sospendendo temporaneamente la raccolta delle impronte nei momenti di blocco totale o alternando il passaggio ai vecchi banchi manuali per smaltire le masse di passeggeri in attesa.

Consigli pratici per chi viaggia dall’Unione Europea

Con la stagione turistica nel vivo e un sistema di trasporto aereo fortemente sotto pressione per la combinazione di traffico record, cieli saturi e procedure digitali ancora da calibrare, le raccomandazioni per i viaggiatori extra-Schengen cambiano radicalmente:
Anticipare l’arrivo in aeroporto: È vivamente consigliato presentarsi ai banchi di accoglienza con almeno 3 o 4 ore di anticipo rispetto ai voli intercontinentali o in partenza verso destinazioni extra-UE.
Attenzione alle coincidenze: Evitare scali troppo brevi (inferiori alle due ore e mezza) all’interno dei grandi hub europei di transito.
Viaggiare leggeri: Laddove possibile, optare per il solo bagaglio a mano per ridurre i colli di bottiglia legati alle attese post-controllo passaporti.

Related Articles

- Advertisement -

Ultimi articoli