Il Parlamento Europeo approva la nuova normativa sul trasporto aereo e i diritti dei passeggeri.
Se da un lato arriva più chiarezza su bagagli e costi extra, dall’altro pesa l’assenza di un adeguamento economico degli indennizzi, falcidiati dall’inflazione degli ultimi vent’anni.
Il trasporto aereo europeo sta attraversando una fase di ridefinizione normativa, con il via libera definitivo del Parlamento UE a un nuovo pacchetto di regole destinate a cambiare – almeno in parte – l’esperienza di viaggio dei cittadini. Tuttavia, l’analisi degli addetti ai lavori, e in particolare di RimborsoAlVolo, solleva più di un dubbio sull’effettivo impatto positivo per i passeggeri.
Indennizzi al palo: il “taglio invisibile” dell’inflazione
Il nodo centrale rimane quello degli indennizzi pecuniari per ritardi prolungati e cancellazioni, disciplinati dal Regolamento CE 261/2004. Nonostante le compagnie aeree sostengano un costo complessivo annuo di circa 8 miliardi di euro per gestire rimborsi e tutele, il Parlamento ha deciso di non intervenire sul valore delle compensazioni.
Questo significa che le cifre introdotte due decenni fa rimangono cristallizzate: 250 euro per le tratte fino a 1.500 km, 400 euro fino a 3.500 km e 600 euro per le distanze superiori. Un dato che, di fronte a un’inflazione cumulata che dal 2005 al 2025 ha superato il 50% nell’Unione Europea, si traduce in una perdita secca del potere d’acquisto del risarcimento: in termini reali, oggi un passeggero riceve la metà del valore di quello che otteneva vent’anni fa.

Luci e ombre: cosa cambia concretamente per chi vola
Se sul piano economico le tutele appaiono indebolite dall’erosione inflattiva, il nuovo accordo introduce alcune novità operative volte a migliorare la trasparenza e l’inclusività:
Trasparenza tariffaria: le compagnie dovranno mostrare il prezzo finale del biglietto comprensivo del bagaglio a mano. Attenzione, però: questo non lo rende gratuito. La tariffa base senza trolley rimarrà un’opzione disponibile, mantenendo di fatto la discrezionalità dei vettori sulle dimensioni massime dei bagagli.
Assistenza e inclusività: un passo avanti importante riguarda i minori di 14 anni e i passeggeri a mobilità ridotta, che avranno il diritto garantito di sedersi accanto al proprio accompagnatore senza costi aggiuntivi. Migliorano inoltre le norme per il trasporto di attrezzature speciali.
Fine del “no-show” punitivo: le compagnie non potranno più negare l’imbarco sul volo di ritorno ai passeggeri che non abbiano usufruito dell’andata, né applicare penali per questa pratica.
Burocrazia semplificata: viene vietato l’addebito di costi per la correzione di errori nei dati di prenotazione ed è confermato il diritto di ottenere la carta d’imbarco senza dover necessariamente scaricare app o creare account online.
Comunicazione obbligatoria: entro quattro giorni dalla fine del viaggio, in caso di disservizi, le compagnie dovranno fornire istruzioni chiare e digitali su come presentare richiesta di risarcimento.

Il tema delle “circostanze eccezionali”
Il nuovo testo tenta di fare chiarezza sul concetto di “circostanze eccezionali”, ovvero quegli eventi che esonerano la compagnia dal pagamento del risarcimento. Un chiarimento atteso da tempo, che mira a ridurre il contenzioso, ma che dovrà essere monitorato attentamente nella sua applicazione pratica per evitare che diventi una “scappatoia” troppo facile per i vettori.
In conclusione, il bilancio delle nuove norme UE appare sbilanciato. Se da un lato si pongono le basi per una maggiore trasparenza e un rispetto più umano delle fragilità del passeggero, dall’altro la mancata indicizzazione degli indennizzi all’inflazione rappresenta un’occasione mancata per tutelare realmente il valore economico del diritto al risarcimento in caso di disservizio.














