Le misure economiche annunciate dal governo dell’isola di Cuba, rappresentano una delle trasformazioni più rilevanti degli ultimi decenni.
Oltre a far fronte all’attuale crisi economica, alla cessazione delle operazioni di diversi operatori alberghieri stranieri di primaria importanza, oltre che essere investitori, esse propongono una ristrutturazione radicale del sistema produttivo, aprendo a una maggiore partecipazione del settore privato e degli investimenti esteri in settori chiave, tra cui spicca in primo piano il turismo.
Tuttavia, dal punto di vista imprenditoriale e turistico, esiste una distanza fondamentale tra l’annuncio e la realtà giuridica.
La modernizzazione del settore turistico e strategico
I recenti provvedimenti mirano a garantire maggiore autonomia alle imprese statali e ad ampliare le opportunità per i capitali privati e stranieri, puntando alla modernizzazione di infrastrutture cruciali come energia, trasporti, commercio e, naturalmente, l’offerta turistica. Se queste riforme verranno implementate con successo, il mercato cubano potrebbe inaugurare nuove forme di collaborazione
pubblico-privata e partnership strategiche internazionali.
Per il momento, tuttavia, molte di queste possibilità rimangono aspettative.
Proprio per questo motivo, i primi interventi legislativi si sono concentrati sulla costruzione dell’architettura istituzionale necessaria a rendere possibile tale transizione.
I due punti chiave della riforma
Istituzione del nuovo ente per coordinare la riorganizzazione del sistema d’impresa pubblica e gestire i progetti con investimenti esteri.
Riforma la Legge sugli Investimenti Esteri semplificando i processi burocratici e sostituendo i complessi studi di pre-fattibilità con un piano aziendale strategico.
Verso una semplificazione burocratica prudente
La riforma dei regolamenti sugli investimenti esteri introduce importanti novità per snellire i processi amministrativi, accorciare i tempi e sostituire alcuni controlli preliminari con obblighi di rendicontazione.
Ciononostante, il governo resta ancorato a un sistema di autorizzazione preventiva: ogni progetto viene valutato individualmente dalle autorità, che mantengono un ampio margine discrezionale in base alle priorità economiche nazionali.

Di conseguenza, più che a una completa liberalizzazione, assistiamo a un significativo sforzo di snellimento delle procedure esistenti.
Opportunità e sfide per gli operatori del settore
Nonostante la necessità di procedere con cautela, il panorama che sta prendendo forma merita un’attenzione particolare da parte degli investitori turistici e alberghieri. Il turismo, insieme all’energia rinnovabile e all’agroalimentare, potrebbe catturare una fetta importante delle opportunità generate dalla riforma, a patto che l’evoluzione normativa prosegua con coerenza.
Le aziende interessate al mercato cubano farebbero bene ad adottare un approccio strategico: identificare tempestivamente le opportunità, analizzare i partner locali e preparare strutture di investimento flessibili, subordinando le decisioni cruciali alla stabilità del nuovo quadro legale.















