Cuba in ginocchio: crisi senza precedenti per il turismo con il 73% degli hotel chiusi

Mai il turismo della repubblica di Cuba ha affrontato una paralisi di queste dimensioni.
È una situazione senza precedenti nel settore turistico strategico, a seguito della conferma ufficiale da parte del governo secondo cui il 73% di tutte le strutture alberghiere presenti sull’isola risulta attualmente chiuso e non operativo.
Questa drammatica dichiarazione evidenzia la pressione combinata di gravi carenze di carburante e del progressivo inasprimento delle restrizioni commerciali internazionali.

Cuba
Il Premier, Manuel Marrero Cruz

Durante un discorso formale davanti al Parlamento, il Primo Ministro Manuel Marrero ha illustrato l’impatto devastante che i vincoli di fornitura continui stanno avendo sull’economia nazionale.
I dati governativi indicano che l’effetto combinato delle importazioni limitate di carburante e delle pressioni di politica estera ha innescato una stagnazione quasi totale dei servizi di ospitalità standard.

L’abbandono dei colossi internazionali e l’impatto sul lavoro

La crisi sistemica ha spinto sette grandi catene alberghiere internazionali a ritirarsi dal Paese, rinunciando al controllo su quasi la metà delle camere per ospiti complessivamente disponibili sull’isola.

Questo esodo aziendale ha lasciato circa venticinquemila dipendenti locali del settore turistico esposti a una forte vulnerabilità lavorativa e costretti a transizioni occupazionali difficili.
Gli specialisti del settore ricordano che il turismo rappresenta storicamente la seconda fonte di valuta estera per la nazione caraibica, dando storicamente sostegno a centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il forte calo della capacità operativa mette in luce le ampie sfide infrastrutturali che gravano sul comparto regionale dei viaggi e dell’ospitalità.

Cuba
Iberostar Grand Packard Ph courtesy Iberostar hoteles

Strategie di rilancio e prospettive future

Per far fronte alle crescenti pressioni economiche, la leadership amministrativa sta valutando modifiche strutturali orientate a incoraggiare modelli di business alternativi e segmenti di mercato specializzati.

I funzionari governativi sottolineano che la stabilizzazione delle forniture energetiche domestiche e la ristrutturazione delle partnership internazionali rimarranno fattori imprescindibili per qualsiasi futura ripresa del settore.

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