La situazione del turismo cubano è certamente a un punto, difficile per l’economia dell’isola che, sotto la guida dell’allora ministro del Turismo Manuel Marrero Cruz – oggi Primo Ministro dal 2019 – era arrivata a sfiorare i quattro milioni di visitatori internazionali annui. Oggi, invece, Cuba si trova a fronteggiare una delle fasi più complesse della sua storia recente, tra calo degli arrivi, difficoltà operative e un contesto geopolitico che continua a pesare sul comparto turistico.
A fotografare la situazione è lo stesso Ente del Turismo di Cuba, che in una nota ufficiale attribuisce le difficoltà alle misure restrittive imposte dagli Stati Uniti e al loro impatto sull’intera filiera dell’ospitalità.
Secondo le autorità cubane, alcune strutture alberghiere hanno dovuto sospendere temporaneamente le attività, mentre le limitazioni hanno colpito non solo il turismo ma anche lavoratori, famiglie, comunità locali e piccole imprese che dipendono dall’indotto generato dai visitatori internazionali.
Tra le conseguenze più evidenti vi sarebbe la riduzione della connettività aerea. Diverse compagnie hanno ridimensionato frequenze e collegamenti verso l’isola, rendendo più complessi gli spostamenti dai principali mercati di origine e contribuendo alla diminuzione degli arrivi registrata nel 2026.
Le difficoltà non si fermano però ai collegamenti. L’Ente del Turismo denuncia infatti ostacoli crescenti nella commercializzazione della destinazione. La presenza di società cubane nelle liste restrittive statunitensi avrebbe complicato i rapporti con tour operator, agenzie di viaggio, piattaforme digitali e partner commerciali internazionali.
In questo scenario, anche la distribuzione online dei prodotti turistici risulterebbe penalizzata.
Gli hotel cubani incontrerebbero maggiori difficoltà a essere presenti nei principali sistemi globali di prenotazione e distribuzione, riducendo la visibilità della destinazione e rendendo più complessi i processi di vendita sui mercati internazionali.
Le ripercussioni riguardano inoltre gli investimenti stranieri. Alcuni partner internazionali che contribuivano con capitali, tecnologie e know-how hanno ridotto o interrotto la propria presenza sull’isola, rallentando i programmi di ammodernamento delle infrastrutture turistiche.

Anche il settore crocieristico, che negli anni passati aveva rappresentato una significativa opportunità di crescita per diverse città portuali, continua a subire pesanti limitazioni.
Una situazione che incide direttamente sulle economie locali, sulle attività commerciali e sui servizi turistici collegati.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono le difficoltà nell’accesso a finanziamenti internazionali, carburante, tecnologie, pezzi di ricambio e beni essenziali. Tutti fattori che contribuiscono ad aumentare i costi operativi per hotel, ristoranti, trasporti e operatori turistici.
Nonostante il contesto sfavorevole, Cuba ribadisce la volontà di mantenere aperte le porte al turismo internazionale.

Le autorità sottolineano il lavoro svolto insieme a compagnie aeree, tour operator e partner commerciali per preservare la connettività e continuare a offrire ai visitatori l’esperienza autentica che da sempre rappresenta uno dei punti di forza della destinazione.
L’isola punta così a valorizzare il proprio patrimonio culturale, le città coloniali, la musica, la natura e l’ospitalità della popolazione, elementi che continuano a esercitare un forte richiamo sul mercato internazionale.
Il messaggio lanciato dall’Ente del Turismo è chiaro: nonostante le difficoltà economiche, logistiche e finanziarie, Cuba intende continuare a considerare il turismo un settore strategico per il proprio sviluppo. Una sfida complessa che passa attraverso resilienza, innovazione e cooperazione internazionale, nella speranza di tornare ai livelli di crescita che avevano caratterizzato gli anni precedenti alla crisi.















