L’Italia si conferma una delle mete più desiderate al mondo, per il cicloturismo, posizionandosi come la seconda destinazione più visitata dell’Unione Europea con l’impressionante cifra di 458 milioni di presenze registrate nel 2024.
Tuttavia, dietro questi numeri da record si cela un’insidia che sta trasformando il volto delle nostre città d’arte: l’overtourism.
Il 75% degli arrivi totali, infatti, si concentra su appena il 13% del territorio nazionale, saturando le destinazioni più celebri e lasciando in ombra le meraviglie della “provincia italiana”.
In questo scenario, emerge una soluzione concreta e sostenibile: il cicloturismo.
Non più una nicchia per pochi appassionati, ma una vera e propria politica di sviluppo territoriale capace di ridistribuire i flussi e generare ricchezza in modo capillare.

La rivoluzione digitale di Bicitalia.it
Per sostenere questa crescita, la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) ha annunciato il lancio della versione completamente rinnovata del portale Bicitalia.it, che verrà presentato ufficialmente a Padova venerdì 27 marzo in occasione della Fiera del Cicloturismo.
Il nuovo sito non sarà una semplice vetrina di percorsi, ma una piattaforma “all-in-one” progettata per semplificare la vita del viaggiatore.
L’integrazione con Albergabici permetterà infatti di individuare e prenotare strutture ricettive bike-friendly certificate, garantendo al cicloturista servizi essenziali come ricoveri sicuri per le bici, officine per piccole riparazioni e colazioni energetiche. L’obiettivo è chiaro: trasformare la pianificazione di un viaggio su due ruote in un’esperienza accessibile a tutti, dalle famiglie ai viaggiatori solitari.
Un mercato che “pedala” veloce

I numeri del settore parlano di un successo economico senza precedenti. Attualmente, il cicloturismo in Italia ha un valore di 4,7 miliardi di euro, ma le proiezioni per il futuro sono ancora più rosee. Con una crescita media annua prevista del 10,9% nel periodo 2025-2033, si stima che il comparto possa superare il traguardo degli 11 miliardi di euro entro i prossimi otto anni.
Investire nelle due ruote significa investire nel futuro del turismo. Esplorare il paesaggio “senza fretta” permette di scoprire un patrimonio artistico e culturale inestimabile che spesso sfugge ai percorsi del turismo di massa. Ogni borgo toccato da una ciclovia beneficia di un indotto economico diretto, favorendo la nascita di micro-economie locali e incentivando la conservazione del territorio.
Contrastare l’overtourism con la sostenibilità
La FIAB sottolinea come promuovere il cicloturismo sia una scelta strategica per rendere l’Italia un Paese più vivibile, non solo per i turisti ma anche per i residenti. “Il turismo a due ruote permette di valorizzare aree meno conosciute e generare economia locale in modo sostenibile,” spiegano dalla Federazione.
Il nuovo portale Bicitalia.it offrirà anche una fotografia concreta dello stato della rete cicloturistica nazionale. Rendere visibili i tratti già esistenti e, soprattutto, quelli ancora da completare, aiuterà le istituzioni e i territori a comprendere dove è necessario investire per costruire un sistema ciclabile continuo, sicuro e competitivo a livello europeo.

Verso un nuovo modo di viaggiare
La sfida per il 2026 e oltre è ambiziosa: trasformare l’Italia nella “terra dei ciclisti”. Con infrastrutture migliori, una rete di accoglienza capillare e strumenti digitali all’avanguardia, il Bel Paese può finalmente aspirare a un modello di turismo che non consuma il territorio, ma lo celebra.
Il cicloturismo rappresenta l’invito a prendersi il tempo necessario per innamorarsi della diversità italiana, un colpo di pedale alla volta, lontano dalle folle e immersi nella bellezza autentica dei nostri paesaggi.














