C’era una volta il Club Vacanze e due geni che lo inventarono.
Uno di loro si è spento nella giornata di ieri: Roberto Cossa, imprenditore visionario e figura di spicco del turismo italiano, quello con la “T” maiuscola.
Con lui se ne va uno dei protagonisti della storia del settore, capace di anticipare i tempi, lasciando un’impronta indelebile.
Mi piace ricordare i tempi in cui fra i 19 e 22 anni lavoravo come animatore al Club Vacanze, quello della premiata ditta “Cossa & Benati” due geni del turismo che inventarono il villaggio in Italia, migliorando nella formula, se possibile, il Club Med.
MI piace ricordarlo quelle poche volte che lo avevo incontrato per villaggi (Arbatax, Tropea, S.Martino di Castrozza, Ustica, Favignana) molto discreto, ma gentile.

Proprio con quel Club Vacanze, nato a fine anni 60, Roberto Cossa ha scritto pagine fondamentali del turismo italiano dalla sede di Via Rastrelli: iniziò organizzando i primi charter per studenti a Londra, trasformando ben presto quella intuizione in un tour operator.
Con la stessa visione, fu tra i pionieri della formula del villaggio in Italia: aprì le prime strutture sul Mar Rosso e alle Maldive già all’inizio degli anni ’80, spalancando agli italiani l’orizzonte di mete allora sconosciute e trasformando il sogno del viaggio in un’esperienza concreta e condivisibile.
Insieme alla sua storica Socia Grazia Benati ha costruito con passione, concretezza e visione un marchio blasonato, fino al sofferto passaggio all’allora Parmatour.Il suo ricordo resta vivo non solo nell’industria turistica, ma anche nella famiglia. Roberto Cossa era il fratello di Paolo Cossa, socio fondatore e attuale presidente di Borghini e Cossa, e lo zio di Michele Cossa, Amministratore Delegato.

Due fratelli che, in ambiti diversi, hanno contribuito a trasformare il paradigma del turismo italiano: Roberto innovando nel prodotto, Paolo creando negli anni ’70 le prime polizze dedicate a tour operator, intermediari e viaggiatori.
«Ricordiamo Roberto non solo per ciò che ha costruito, ma per l’entusiasmo, la passione e l’esempio che ha lasciato – ha commentato Michele Cossa, AD di Borghini e Cossa – Ci ha insegnato che nel turismo, come nella vita, contano il rispetto delle persone, la parola data e la qualità del lavoro. Resterà un punto di riferimento per chiunque creda che il turismo sia prima di tutto un’avventura umana».
Arrivederci, dott. Cossa. Faccia buon viaggio e ci saluti la dott. Benati !












