Il turismo in Canada ha registrato una tendenza al ribasso negli arrivi di visitatori dagli Stati Uniti, cosa che alcuni analisti collegano al clima di tensione politica e alla richiesta di boicottaggio dei viaggi da parte dei cittadini canadesi in seguito alle dichiarazioni del presidente Donald Trump e alla guerra dei dazi tra i due paesi.
Secondo i dati di Statistics Canada, ad aprile 2025 sono arrivati 1,3 milioni di turisti americani, con un calo dell’ 8,9% rispetto allo stesso mese del 2024.
Il calo è stato osservato sia nei viaggi in auto (-8,4%), che rappresentano oltre la metà del totale del flusso USA-Canada, sia negli arrivi per via aerea (-4%).
Ancora più pronunciato è stato il calo dei crocieristi americani, che sono diminuiti del 31,5% rispetto all’anno precedente.

È il terzo mese consecutivo in cui il Canada registra un calo del numero di turisti provenienti dal suo principale mercato emissore.
Il fenomeno coincide anche con un calo del 12,6% dei visitatori asiatici, sebbene contrasti con la crescita dei turisti europei (+3,7%) e dei viaggiatori provenienti dalle Americhe (esclusi, ovviamente, gli Stati Uniti) (+14,4%).
Gli esperti del settore indicano diversi fattori alla base di questa tendenza.
Uno di questi è la percezione di un ambiente meno ospitale nei confronti degli americani, alimentata dalla retorica politica e dall’aumento del nazionalismo canadese. Chris Siegwart, presidente della Tourism Industry Association of Ontario, ha dichiarato che alcuni viaggiatori temono di non sentirsi benvenuti: «Una delle cose più importanti che possiamo fare è ribadire che diamo valore ai nostri visitatori americani e vogliamo offrire loro un’esperienza fantastica».

Il governo canadese ha risposto con una campagna di benvenuto emotiva, che includeva uno spot in cui una receptionist abbraccia un turista americano dopo che quest’ultimo ha confessato di essere statunitense, con lo slogan “Come, hug it out” (Vieni, abbraccialo).
Un altro fattore che potrebbe influenzare questo fenomeno è la svalutazione del dollaro statunitense, che rende i viaggi più costosi per chi attraversa il confine.
A ciò si aggiungano le preoccupazioni espresse sui social media circa l’opportunità di viaggiare in Canada in questo contesto politico.
Per ora, la tendenza riflette un momento complesso nelle relazioni bilaterali.
Resta da vedere se questo calo del flusso turistico sia temporaneo o se segnerà un cambiamento più profondo nelle abitudini di viaggio degli americani verso il Canada.












