Il GIST ha inaugurato la primavera 2026 da protagonista del Camminando Festival, che in Valbelluna manda in scena esperienze, sensazioni ed emozioni dell’andare a piedi concentrandosi su focus culturali che testimoniano l’importanza e l’attualità del cammino. Sostenibilità turistica e impatto dei social media sui piccoli borghi è stato il tema al centro del convegno inaugurale a Mel, realizzato con la regia de Il Veses.
Primo di una serie di quattro eventi culturali che proseguiranno fino a tutto il mese d’aprile, l’incontro è stato moderato da Marco Giovenco (socio GIST), direttore di Itinerari e Luoghi che è media partner della manifestazione. Nell’occasione il GIST stesso ha collaborato con l’organizzazione di Camminando Festival che ha invitato in Valbelluna giornalisti di testate nazionali di turismo. Un press weekend che ha fornito l’opportunità di approfondire la conoscenza del territorio tramite l’esperienza diretta.

E così, ospitati dal Rifugio Pranolz, i colleghi hanno avuto modo di pagaiare su un gommone discendendo il Piave da Ponte nelle Alpi fino a Belluno accompagnati dai bravissimi istruttori del progetto della Via degli Zattieri. Raggiunta la città in tempo per ammirare il tramonto sulle Dolomiti, via le mute e subito accolti da una tisana di limone e zenzero durante la visita al Museo degli Zattieri, nella sua nuovissima sede. Qui i volontari raccontano la storia di una faticosa attività che per secoli ha assicurato la sussistenza agli abitanti del luogo, che lungo il Piave trasportavano la legna indispensabile alla costruzione e alla manutenzione di Venezia.
Provenienti dal Cadore, gli alberi venivano assemblati in zattere e condotti in un pericoloso viaggio fino alla laguna. A quel punto gli zattieri dovevano tornare a casa a piedi. Un lavoro durissimo, che è stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità solo in altri paesi europei: la gente del posto, a cominciare da Christian Da Canal di Canyoning Borgo Valbelluna, si sta impegnando per colmare questa lacuna.

A pochi passi di distanza, una meta del folclore è il Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco. Una collezione di manichini, volti lignei, quadri e tavole che restituiscono l’atmosfera delle mascherate locali. Un must per gli amanti del genere.
Cultura e sapori: assaggiare il territorio
Borgo Valbelluna ha altri indirizzi per accendere una vacanza d’interesse culturale.
Le chiese, ad esempio. Come la parrocchiale di Santa Maria Assunta a Lentiai, con il monumentale soffitto a cassettoni realizzato da Cesare Vecellio nella seconda metà del Cinquecento. O la chiesa di Cesana, intitolata a San Bernardo, dove sono stati recuperati e restaurati stupendi affreschi collocabili tra il XIII e il XIV secolo. Ma tanti altri edifici di culto custodiscono tesori impensabili.
E ancora due istituzioni museali. Nella piazza centrale di Mel, il seicentesco Palazzo delle Contesse ospita mostre ed eventi. Nella frazione di Farra, il Museo del Latte è ospitato nella pubblica latteria del paese, e spiega al pubblico la quotidianità di un tempo che fu. Già, il latte. La valle è ricchissima di aziende agricole che offrono prodotti di primissima qualità. E la cosa bella è che si tratta di aziende giovani, non di rado a conduzione femminile.

Molte di quelle bagnate dalla riva sinistra del Piave sono federate nell’associazione Mele a Mel: noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerne diverse, tutte valide, anche in un pranzo che è stato offerto dall’organizzazione presso la Villa Francescon nel centro di Mel. Si tratta di un edificio trecentesco, il cui cortile, di bellezza struggente, è abbracciato da questa residenza storica dove è possibile soggiornare. L
a struttura rientra nel gruppo delle Dimore Dolomiti, una risorsa speciale per organizzare una vacanza in provincia di Belluno.












