Dal 5 settembre al 4 ottobre la Cantina Buglioni riapre i suoi vigneti a San Pietro in Cariano per la Harvest Experience 2026: un tuffo autentico tra terra ed eccellenze enogastronomiche.
Quando ll paesaggio collinare della Valpolicella abbandona il languore estivo per accendersi di un fermore operoso, i profumi del mosto si confondono con l’aria fresca che scende dalle Prealpi veronesi e il lavoro nei campi smette di essere semplice routine agricola per trasformarsi in un vero e proprio rito collettivo. In un’epoca dominata dall’iper-connessione e da uno stile di vita sempre più smaterializzato, cresce nell’animo dei viaggiatori e degli appassionati il desiderio profondo di ritrovare il contatto con le cose vere, fisiche, primordiali.

È proprio da questa sensibilità che nasce la Buglioni Harvest Experience 2026, l’appuntamento autunnale promosso dalla celebre Cantina Buglioni a San Pietro in Cariano (Verona). L’obiettivo? Abbattere il muro che da sempre separa il consumatore finale dal produttore, trasformando lo spettatore passivo nel protagonista assoluto del vigneto. Qui la regola d’oro è diretta e priva di filtri: la vendemmia non si guarda, si fa.
Oltre la classica degustazione: il richiamo della terra
Dimenticate le solite visite guidate ovattate, dove ci si limita a passeggiare tra botti di rovere annusando calici in ambienti asettici. La proposta firmata Buglioni punta dritto al cuore della tradizione contadina, riletta con un gusto squisitamente contemporaneo e conviviale. Dalla prima settimana di settembre fino al primo weekend di ottobre, gli ospiti hanno la possibilità di indossare i panni del vignaiolo per un giorno, infilandosi letteralmente tra i filari.

Guidati passo dopo passo dai Wine Specialist della tenuta, i partecipanti apprendono i segreti della raccolta manuale, imparando a riconoscere i grappoli perfetti destinati a trasformarsi in pilastri dell’enologia veronese come l’Amarone e il Recioto della Valpolicella. C’è una bellezza antica nel sentire le forbici recidere il tralcio, nel percepire il peso del grappolo maturo e nel vedere le proprie mani sporcarsi di terra e di mosto. È la magia della fatica nobile, ripagata immediatamente dal piacere della condivisione.
“The Breakfast Club” e “Dirty Dancing”: due formule per vivere il rito
Per rendere quest’avventura ancora più dinamica e su misura, Buglioni ha ideato due differenti format, accomunati dal medesimo spirito di festa e genuinità.

La prima opzione, denominata The Breakfast Club (proposta al costo di 55 euro a persona), è pensata per chi concepisce la vigna come connubio perfetto tra “mani sporche e tavola piena”. La mattinata parte tra i filari con la raccolta guidata e raggiunge uno dei suoi momenti più iconici con l’immancabile “Merenda del bacan”: uno spuntino contadino a base di pane fatto in casa, soppressa artigianale di produzione Buglioni e un fresco calice di bollicine gustato direttamente all’ombra delle viti. A seguire, gli ospiti vengono accompagnati in una visita esclusiva al fruttaio di appassimento — il luogo sacro dove le uve riposano per dare vita ai grandi rossi — per poi concludere l’esperienza sotto il suggestivo glicine della Locanda Buglioni con un aperitivo informale a base di hummus di ceci, alici fritte e salumi locali, accompagnato da un vino a scelta.

Per chi non vuole scendere a compromessi e desidera trasformare la giornata in un vero e proprio viaggio sensoriale completo, c’è invece la formula Dirty Dancing (al costo di 105 euro a persona). Oltre al programma completo di raccolta, merenda del bacan e tour al fruttaio, questa seconda opzione culmina nei saloni della Locanda con un raffinato menu degustazione di quattro portate. Un percorso gastronomico ideato per esaltare le grandi etichette della casa: dal fresco Lugana Gabriella all’iconico e avvolgente Amarone Il Lussurioso, fino a chiudere in dolcezza con il Recioto Il Narcisista.
Capire il vino vedendolo nascere
Partecipare a iniziative di questo tipo significa fare un salto di qualità nella propria consapevolezza di lettori del gusto e wine lover. Capire il valore di una bottiglia d’eccellenza non significa solo memorizzare schede tecniche o note olfattive, ma comprendere il sudore, la meteorologia, la cura maniacale e la pazienza che precedono l’imbottigliamento. Un giorno trascorso a raccogliere uva in Valpolicella regala una certezza: ogni volta che stapperemo quel vino a distanza di anni, in quel calice ritroveremo anche un pezzetto della nostra storia.















