Per milioni di viaggiatori aerei potrebbe arrivare una svolta importante nella gestione dei bagagli smarriti o consegnati in ritardo. La Corte di Cassazione italiana ha infatti stabilito che il PIR (Property Irregularity Report), il modulo compilato in aeroporto presso l’ufficio bagagli smarriti, ha già valore di reclamo formale ai sensi della Convenzione di Montreal.
La decisione, contenuta nell’Ordinanza n. 8684/2026 pubblicata il 7 aprile 2026, mette fine a una lunga disputa interpretativa che negli ultimi anni aveva spesso penalizzato i passeggeri. Alcune compagnie aeree sostenevano infatti che il PIR non fosse sufficiente per richiedere il risarcimento e che fosse necessario inviare anche una seconda comunicazione scritta entro 21 giorni dalla riconsegna del bagaglio.
Secondo la Cassazione, questa interpretazione non ha fondamento giuridico.
Il PIR, compilato direttamente in aeroporto al momento della segnalazione del problema, rappresenta già una comunicazione valida e completa del disservizio.

La sentenza si inserisce nel quadro della Convenzione di Montreal del 1999, il trattato internazionale che disciplina la responsabilità delle compagnie aeree in caso di bagagli smarriti, danneggiati o consegnati in ritardo.
I giudici italiani hanno richiamato anche una precedente decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 2025, che aveva chiarito come il reclamo possa essere presentato fin dal momento in cui il passeggero viene a conoscenza dell’irregolarità, senza attendere la restituzione del bagaglio.
Il caso esaminato riguardava un passeggero di un volo Eurowings da Catania a Copenaghen, con scalo a Düsseldorf, che aveva ricevuto il proprio bagaglio con un giorno di ritardo. Dopo aver compilato il PIR in aeroporto, la compagnia aveva contestato la validità del reclamo. La Cassazione ha però confermato la decisione del Tribunale di Messina, dando ragione al viaggiatore e condannando la compagnia al pagamento delle spese processuali.
Per il settore turistico e per chi viaggia frequentemente, si tratta di una decisione destinata ad avere effetti concreti.
Secondo AirAdvisor, società specializzata nella tutela dei diritti dei passeggeri aerei, la sentenza elimina uno degli ostacoli burocratici più utilizzati per respingere richieste di risarcimento legittime.

Resta comunque fondamentale seguire alcune precauzioni in caso di problemi con il bagaglio. Gli esperti consigliano di compilare immediatamente il PIR prima di lasciare l’area arrivi, conservare una copia del documento e raccogliere tutte le ricevute delle spese sostenute durante l’assenza del bagaglio, come vestiti, prodotti per l’igiene personale o farmaci.
La Convenzione di Montreal prevede inoltre un risarcimento massimo che può arrivare a circa 1.600 euro per passeggero nei casi di smarrimento, danneggiamento o ritardo del bagaglio registrato. I viaggiatori hanno fino a due anni di tempo dalla data del volo per avviare la richiesta di compensazione.
La decisione della Cassazione rappresenta quindi un importante passo avanti nella tutela dei diritti dei passeggeri e potrebbe semplificare notevolmente le procedure per ottenere i risarcimenti dovuti in caso di disservizi aeroportuali.











