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martedì, Luglio 16, 2024

Artisti da tutto il mondo a Tozeur per il festival delle “Dune elettroniche”

di Maurizio Maria Fossati

Un appuntamento internazionale per compositori e deejay di musica da discoteca tra la sabbia e i palmeti del Sahara Tunisino in quello che fu il set di Guerre Stellari

 

TOZEUR (Tunisia) – Ricordate le dune sabbiose e gli edifici color ocra dello spettrale pianeta Tatooine? Sì, ci riferiamo alle scene della saga di “Guerre Stellari” girate da George Lucas nel Sahara tunisino. Ebbene, alcuni episodi di “La minaccia fantasma”(1999) e de “L’attacco dei cloni” (2002) furono registrati proprio a nord-ovest di Tozeur, in un villaggio surreale, appositamente costruito per le riprese dei film. E proprio quel villaggio fantasma, dimenticato nel deserto, ha fatto da quartier generale per l’allestimento del festival “Les Dunes Electroniques” 2015.
Giunto alla seconda edizione, questo Festival è una delle più importanti occasioni di incontro e di confronto per deejay e musicisti del pianeta “musica elettronica”. Grazie al raduno di artisti provenienti da tutto il mondo, questa manifestazione misura il polso dell’evoluzione della musica da discoteca. Un momento “live” per confrontare stili, mode e tendenze. E tutto nell’atmosfera magica del deserto.
Quest’anno il Festival, aperto dalla tunisina Deena Abelwahed, sorridente quanto grintosa, ha visto la partecipazione dello statunitense Derrik May, uno dei padri fondatori del movimento tecno. Da Parigi è arrivato l’artista d’avanguardia Popof, mentre da Copenhagen il tecno-melodico Kolsch. Ovviamente numerosa la compagine tunisina (Manai, Belgasmi, Skndr Live, Hearthug, Haze-M, Znaidi, Design Lab). C’era anche un italiano che però vive in Lussemburgo, Francesco Tristano, compositore di tecno e pianista. Un egiziano, Neobyrd, pianista che ha lanciato la tecno-underground al Cairo. Il messicano Rebolledo e i francesi Fakear Live, Cardini Shaw, Julian Jeweil e altri ancora, anche arrivati all’ultimo minuto.
Sotto il palco migliaia di giovani con tanta voglia di vivere, di ascoltare musica e di ballare. Il volto più moderno e più vicino allo stile di vita occidentale della nuova Tunisia, un Paese dove le donne stanno faticosamente conquistando i diritti un tempo riservati ai soli uomini. Tra le dune del deserto di Tozeur abbiamo visto tanti studenti, universitari e non, e tanti giovani lavoratori saltellare, abbracciarsi e sorridere assieme, senza distinzioni di sesso e di razza. E neppure il vento e la pioggia battente sono riusciti a smorzare l’entusiasmo che si respirava nell’aria.

musica

Il 2015, dopo 4 anni di fermento, ha portato alla Tunisia un nuovo Governo di coalizione che punta alla stabilità, alla sicurezza e al rilancio del turismo soprattutto nei rapporti con l’Italia, secondo partner economico dopo la Francia.

“Le recenti elezioni democratiche – afferma Selma Elloumi Rekik, nuovo ministro del Turismo – hanno portato a un Governo di unità nazionale nato da partiti democratici scelti dal popolo. Questo garantirà stabilità per i prossimi cinque anni. Adesso è il momento di lavorare sodo, e lo stiamo facendo. Puntiamo sulla sicurezza e abbiamo progetti regionali articolati che ci sforzeremo di realizzare entro i primi cento giorni. Per quanto riguarda il turismo, la cultura e l’ambiente l’impegno sarà pianificato a lungo termine”.

Ci siamo congratulati con lei, in quanto rappresentante delle quote rosa. “La presenza della donna negli affari pubblici è sinonimo di società civile”, ha detto. “E’ arrivato il momento di prendere in mano le redini del nostro futuro e di espandere la coscienza civile del nostro Paese. Comunque, non abbandoneremo le buone tradizioni, le radici. Vogliamo infatti rivalutare l’artigianato delle varie regioni”.

Il Sud, per esempio, deve moltissimo alla palma. Il legname del tronco viene utilizzato per costruire mobili etnici e porte, oltre che in carpenteria. E le foglie sono intrecciate per fare stuoie e ceste. Tozeur e Nefta appartengono alla regione dello Jerid, che significa appunto “paese dei palmeti”. Due città ricche di storia, che la produzione dei datteri, la tessitura della lana, della seta e il commercio carovaniero hanno reso prospere fin dal passato.

Oggi, le moderne strutture ricettive dotate di Spa, l’originale architettura edilizia del centro storico con i caratteristici muri di mattone in rilievo, i musei, le feste tradizionali e i concerti fanno da motore all’industria del turismo straniero in queste oasi incantate, lambite dal deserto e dal lago salato.

Tozeur

E il domani è già cominciato. La compagnia aerea di bandiera, la Tunisair, ha infatti previsto per l’estate 2015 ben 38 voli alla settimana da 6 città italiane (Milano, Venezia, Bologna, Roma, Napoli e Palermo) per Tunisi e nuove rotte che collegheranno l’Italia con alcune città del Sud tunisino come Tozeur e Djerba.

                                        Pubblicato su QN – Viaggi e Sapori del 3.3.2015

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