Il classico timbro sul passaporto, simbolo di ogni ingresso in un nuovo Paese, è ormai un ricordo del passato. Da ottobre 2025, l’Unione Europea ha ufficialmente attivato l’Entry/Exit System (EES), un nuovo sistema elettronico pensato per monitorare digitalmente gli ingressi e le uscite dei viaggiatori provenienti da Paesi terzi, ovvero da fuori dell’UE e dell’area Schengen.
Si tratta di una novità importante per milioni di turisti che ogni anno visitano l’Europa: il sistema, infatti, sostituisce il tradizionale controllo manuale dei passaporti con una registrazione automatica e digitale dei dati personali, comprese impronte digitali, immagine del volto e dati biometrici del documento.
Come funziona il NON timbro sul passaporto e chi riguarda

Il nuovo sistema riguarda tutti i viaggiatori extra-UE che entrano nello “spazio Schengen“, indipendentemente dal fatto che abbiano bisogno di un visto o siano esenti. Dunque, cittadini di Paesi come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia o gran parte dell’America Latina rientrano nel campo di applicazione dell’EES.
Restano invece esclusi i cittadini dell’Unione Europea, i titolari di permesso di soggiorno e chi possiede visti di lunga durata. In pratica, il nuovo sistema interesserà una fetta ampia e crescente di viaggiatori provenienti da Asia, Africa e Americhe.
Cosa cambia per i viaggiatori
L’EES segna un passo avanti verso la digitalizzazione dei controlli di frontiera.
Ogni entrata e uscita sarà registrata in tempo reale, permettendo alle autorità di:
calcolare con precisione la durata del soggiorno (il limite resta 90 giorni ogni 180);
identificare eventuali ingressi irregolari o permanenze superiori al consentito;
rilevare tentativi di frode d’identità o uso improprio dei documenti.
Per i viaggiatori, ciò comporta alcune modifiche pratiche.
La prima: niente più timbri sul passaporto, né all’ingresso né all’uscita, tutto sarà tracciato elettronicamente.
Inoltre, sarà obbligatorio possedere un passaporto biometrico, ovvero dotato di chip elettronico. Se il proprio documento non lo è, sarà necessario rinnovarlo prima della partenza.
Attenzione ai tempi e alla fase di transizione
L’EES verrà implementato progressivamente nei principali aeroporti, porti e valichi di frontiera dei Paesi Schengen. Durante i primi mesi di utilizzo, le autorità consigliano ai viaggiatori di arrivare in anticipo agli aeroporti, poiché le procedure potrebbero richiedere più tempo del previsto, almeno finché personale e passeggeri non si saranno abituati al nuovo sistema.

Un primo passo verso l’ETIAS
Il nuovo sistema EES è anche il preludio all’introduzione dell’ETIAS (Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi), un’autorizzazione elettronica che sarà richiesta dal 2026 a molti viaggiatori oggi esenti da visto.
I due sistemi – EES ed ETIAS – fanno parte di un ampio progetto europeo volto a modernizzare le politiche migratorie e rendere le frontiere più sicure ed efficienti.
In sintesi: cosa fare prima di partire
Per i viaggiatori diretti in Europa da Paesi extra-Schengen, è importante:
verificare che il proprio passaporto sia biometrico e valido;
informarsi per tempo sui requisiti di ingresso e sull’introduzione dell’ETIAS;
rispettare scrupolosamente i limiti di permanenza;
prevedere tempi più lunghi per i controlli, soprattutto nei primi mesi.
In definitiva, viaggiare in Europa resta semplice, ma entra in una nuova era in cui tecnologia, sicurezza e automazione vanno di pari passo. Il timbro sul passaporto lascia spazio a un controllo digitale più rigoroso, ma anche più preciso. Come sempre, per evitare sorprese in aeroporto, informarsi e prepararsi è la chiave per viaggiare senza intoppi.












