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mercoledì, Febbraio 18, 2026

A Fano riemerge la Basilica di Vitruvio

È stato identificato con certezza l’unico edificio al mondo attribuibile senza dubbi a Vitruvio, il grande architetto romano autore del De Architectura, testo fondativo dell’architettura occidentale. La scoperta è avvenuta nelle Marche, a Fano, in provincia di Pesaro e Urbino, dove dopo secoli di ricerche gli archeologi hanno individuato la Basilica descritta dallo stesso Vitruvio nel suo celebre trattato.

Un ritrovamento straordinario, destinato a riscrivere la storia dell’archeologia e dell’architettura occidentale e ad aprire una nuova fase per il futuro culturale e turistico della città marchigiana.

Vitruvio
Marco Vitruvio Pollione

Identificato con certezza l’unico edificio attribuibile a Vitruvio: una scoperta epocale che rilancia Fano e le Marche nel turismo culturale

La scoperta è emersa dagli scavi di piazza Andrea Costa, avviati nell’ambito di un intervento di riqualificazione urbana, ed è stata annunciata ufficialmente nel corso di una conferenza stampa alla presenza delle principali autorità istituzionali e scientifiche.
Un momento che segna un prima e un dopo per la conoscenza della Fano romana, città che, tra l’altro, conserva il tratto di mura romane più lungo d’Italia dopo quello di Roma.

Un unicum assoluto nella storia dell’architettura

«A Fano è stata ritrovata una tessera fondamentale dell’identità culturale del nostro Paese». Con queste parole il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sintetizzato la portata del ritrovamento.
Per la prima volta, un edificio citato da Vitruvio trova una corrispondenza materiale perfetta, verificabile sul campo, senza margini di incertezza.

«È una scoperta capace di ridefinire l’immagine della città e dell’intero territorio regionale – gli ha fatto eco il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli – ed è il risultato di un lavoro scientifico lungo anni e di una visione che guarda al patrimonio culturale come leva di sviluppo».

Cosa raccontano gli scavi della Basilica vitruviana

Fano Vitruvio
Gli scavi allo stato attuale

Gli scavi hanno restituito una pianta rettangolare con colonnato perimetrale: otto colonne sui lati lunghi e quattro su quelli brevi, esattamente come descritto da Vitruvio. Il rinvenimento della quinta colonna d’angolo ha consentito di confermare con precisione posizione e orientamento dell’edificio.

Le dimensioni sono imponenti: colonne dal diametro di circa cinque piedi romani e un’altezza stimata intorno ai 15 metri, addossate a pilastri e paraste portanti. La ricostruzione planimetrica coincide, centimetro per centimetro, con il testo vitruviano: un caso rarissimo nella storia dell’archeologia.

Un percorso di ricerca lungo anni

Vitruvio Fano
Ogni estate, a luglio, Fano celebra i fasti romani con la Fano dei Cesari

Il riconoscimento della Basilica non è un episodio isolato.
Già nel 2022, in via Vitruvio, non lontano dal luogo dell’effettivo ritrovamento, erano emerse strutture murarie monumentali e pavimentazioni in marmi pregiati, indizi di una Fano romana di altissimo livello.

Come ha spiegato il soprintendente Andrea Pessina, «questa scoperta offre finalmente una chiave di lettura unitaria per interpretare anche evidenze note da tempo, collegando in modo coerente strutture e testimonianze del passato». Le indagini proseguiranno grazie ai fondi del PNRR.

Identità, turismo e nuove prospettive

Vitruvio Fano
Un momento della presentazione della scoperta

Per il sindaco di Fano Luca Serfilippi, «il ritrovamento restituisce alla città un frammento di identità dal valore universale. Fano, snodo strategico della Via Flaminia, si riafferma come uno dei centri nevralgici dell’architettura romana e della cultura mediterranea».

La Basilica di Vitruvio diventa così non solo un eccezionale sito archeologico, ma una nuova attrazione di turismo culturale, capace di richiamare studiosi, appassionati e viaggiatori da tutto il mondo.

Una nuova stagione per il turismo archeologico e culturale

Fano Vitruvio
Un basamento di una colonna tornato alla luce

La scoperta apre una nuova stagione per il turismo archeologico e culturale nelle Marche e per la città d’origine romana. Non si tratta soltanto di un ritrovamento di straordinario valore scientifico, ma di una risorsa strategica per lo sviluppo culturale, turistico ed economico locale.

In quest’ottica, il GIST è già al lavoro per proporre agli associati un momento di approfondimento a Fano, con l’obiettivo di visitare gli scavi archeologici e valorizzare le bellezze storiche e culturali del territorio circostante.

Marco Giovenco
Marco Giovenco
Laureato in scienza politiche con specializzazione in giornalismo ambientale, è giornalista professionista e fotoreporter. Nutre grande passione per il turismo itinerante, l'outdoor e l'attività subacquea. Nel corso della sua "gavetta" e carriera ha avuto esperienze in ogni ambito media, dalla TV alla radio, dalla carta stampata al web.

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