VIAGGIO IN ISTRIA

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TESTO DI RICCARDO ROLFINI
Istria, ovvero l’enogastronomia che non ti aspetti. Anche grazie alla primavera e all’Ufficio del turismo croato, che ha curato un viaggio-stampa lungo la costa adriatica e all’interno di questa regione che vive fra turismo e agricoltura, fra tradizione e futuro. Il trionfo dei prodotti dei campi è stato eccezionale al Mercato del sabato di ROVIGNO, cittadina fra le più attraenti e vivaci della Croazia. Il protagonista assoluto è stato l’asparago selvatico, sottile e di color verde-scuro, portato direttamente dai boschi e dalle campagne vicine e offerto sui banconi all’interno di bacinelle e secchi con acqua refrigerata. L’asparago spontaneo, come il suo "cugino", il "bruscandolo" di bosco, è stato poi utilizzato da ristoratori, chef o cuochi di taverna, per piatti dal gusto semplice e unico. Come le umilissime e sapide frittate o la crema ottenuta dall’unione della pianticella con formaggi freschi di capra o pecora e il sublime goccio d’olio extravergine dei vicini ulivi. Gusti e aromi unici della cucina mediterranea basata su ingredienti naturali per gusti, odori e ricordi indimenticabili, noti fin dai tempi dei romani, quando il senatore Cassiodoro, prefetto di Teodorico, scriveva che qui "i patrizi conducono una vita divina". Non a caso, era nativo di BUJE l’altro mitico personaggio della storia romana, re Epulone, ricordato per i suoi banchetti dedicati agli dei.
Tavolate regali di pesce, crostacei e frutti di mare provenienti dalle profondità care a Poseidone, sono qui curate, oltre agli asparagi e ai famosi tartufi, bianchi e neri, pronti in quasi tutte le stagioni e prodotti di gran richiamo della zona collinare di LIVADE. A pochi chilometri, GRISIGNANA, Groznjan, cittadina degli artisti e delle gallerie. Un luogo dove è dolce passeggiare su selciati millenari, fra botteghe artigiane e intenso profumo di nruscandoli.
La crosta del pane fatto in casa imbevuta con l’olio ritenuto fra i migliori del mondo, esalta i bocconi appetitosi fatti di formaggi di capra e di pecora, e di verdure fresche e saporite. Bocconi della terra e del mare cuociono a Rovigno, a Umago, a Cittanova (Novigrad), Parenzo, Pazin e Rabac, sul fuoco della passione di ulivi e vigne profumati da rosmarino, alloro, basilico e timo. Il tutto accompagnato con vini sorprendentemente nobili e ben strutturati, dall’autoctona Malvasia prodotta dalla cantina Kabola dello spumeggiante Marino, al Moscato profumato di Momjan, fino al rubino Terano, prediletto da Casanova prima e dopo i certami d’amore.
Da nord a sud, un viaggio-esperienza culinaria da consigliare.
UMAGO- Trattorie-gostione, ristoranti e "konobe", la via di mezzo fra i due, propongono, come il "Maremonti" dell’Istarske Vile (Villaggio istriano con casette colorate sul mare, attrezzature sportive, piscine, aree wellness, immerse nel verde e vietate alle auto), piatti di pesce e carne, ma anche il porcellino allo spiedo, cacciagione, pasta alla "busara" e risotto ai frutti di mare o scampi. Molto gradito ai turisti italiani anche l’Hotel Sol Umag, noto ai gruppi e operatori.
MOMJAN, regina del vino Moscato in territorio di Grisignana, quasi tutto l’anno, sa di tartufo. Bianco pregiato in autunno, grigio e nero in inverno e primavera. Il ristorante MARINO, il cui intestatario è anche titolare della cantina Kabola, vicino a CITTANOVA (Novigrad), propone eccitanti piatti a base di questi preziosissimi "tuberi di Afrodite". Conto di conseguenza.
ROVIGNO ti ammalia, ti conduce al Museo della Batana e, subito dopo, su una di queste tipiche imbarcazioni colorate ti fa ammirare l’isola su cui è nata la città, dominata dal duomo veneziano e animata, il sabato, da un immancabile mercato. Luogo di pescatori e di patiti dei prodotti ittici più veri, come il vituperato pesce azzurro. Lo si degusta nei popolari "Spacci" dove si canta, si mangia, si beve e si ama il mondo di una volta. Per questo "giro", basta rivolgersi al Museo della batana, presieduto dal dinamico maestro Riccardo.
A NOVIGRAD e a MEDULLIN di Pola l’enogastronomia istriana si sposa con il genio e la fantasia dello chef o dell’art director di cucina. A Cittanova si va all’hotel San Rocco, il cui ristorante è accogliente e vivace. In zona Pola-Medullin, sulla punta meridionale dell’Istria, svetta il favoloso ristorante Valsabbion, davanti a Pjescana Uvala, che in italiano recita "Mezzaluna di spiaggia di sabbia". Un paradiso dei sensi, dalla grande camera da letto dai toni nero-argenteo al settore benessere con piscina all’ultimo piano dell’hotel ( per la pensione del cane, 13 euro al giorno!!!), per scendere alla tavola arredata con barchette di carta rossa, dove il menu di gala è un trionfo di assiettes colorate da ogni ben di dio, bicchierini di asparagi selvatici, crostacei, frutti di mare, verdure, tartufi, e quanto altro. Fra i piatti, un fantastico spettacolo nero: un cubo di sale pressato che il cameriere infrangerà col martello davanti ad ogni commensale e che racchiude una sola, unica, conchiglia con il suo mollusco. Grazie, ISTRA.

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