Viaggiare in bicicletta con “Due Ruote nel Vento”

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A cura della redazione

 

Viaggiare in bicicletta, con ritmi lenti e seguendo facili percorsi che, in prevalenza, non superano i 50-60 km al giorno, significa rifiutare il turismo asettico, frettoloso e spesso superficiale degli spostamenti in automobile. Significa ricercare una dimensione più vera, più vicina alla natura, sentire l’aria sul viso, percepire direttamente gli odori e i suoni, scambiare da vicino gli sguardi con la gente. Significa rallentare il tempo e ridurre lo spazio da esplorare, quindi vedere meglio, entrare in pieno nell’atmosfera di un paese, scoprendone anche i piccoli particolari che di solito sfuggono.

Spesso tutto ciò suscita stupore e rende più spontanei i contatti con la gente del luogo, che in ogni parte del mondo riconosce nella bici un mezzo di trasporto familiare, quindi non invadente, né aggressivo; proprio per questo, e anche per rispetto della – sia pur limitata – fatica che si fa, si è dovunque ben accetti.

Esplorare il mondo in bicicletta vuol dire ritrovare un modo di muoversi più autentico, più vicino alle esperienze dei grandi viaggiatori del passato. Riporterete a casa ricordi ed emozioni. E chi ha provato queste sensazioni, non sa più rinunciarvi

 porta palatina

La storia: una case history di passione

“L’idea è iniziata molto tempo fa, negli anni ’80, precisamente nel 1983: siamo andati in Sardegna in bici e abbiamo percorso la costa ovest da Porto Torres a Cagliari – racconta a Gist News Antenore Vicari, fondatore e  direttore tecnico di Due Ruote nel Vento. “Ero già stato in Sardegna anni prima in autostop. Dato che era difficile programmare di andare in auto perché bisognava prenotare il traghetto con molto anticipo, abbiamo deciso di portare la bici perché sarebbe stato più semplice trovare posto in traghetto. Da  quell’anno in poi le vacanze sono sempre state in bici e abbiamo visto e sperimentato soluzioni innovative in tutta l’Europa”.

Antenore Vicari a quel tempo era iscritto alla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta, 130 associazioni in Italia) e lo è ancora. Nel 1995 fu invitato da un tour operator austriaco a partecipare a una tre giorni per capire come funzionavano i viaggi in bicicletta e come gli hotel si erano attrezzati per i ciclisti. Nel 1998 decise di organizzare viaggi in bici: “In Italia esistevano solo un paio di organizzatori italiani del genere, – ricorda – e io ero il  terzo”. Nel frattempo fu chiamato dal Comune di Torino, come consulente per ampliare la rete ciclabile della città e realizzare un piano decennale. Questo gli permise di iniziare nel 2.000 anche l’attività di tour operator. “Ho deciso che avrei organizzato solo tour ecologici senza motore a scoppio, quindi bici, trekking, sci, pattini a rotelle, canoa. Ma è stata la bici a prevalere. Poi nel frattempo ho anche scritto libri da solo o con mia moglie (che mi accompagna in questa esperienza): Pedalando lungo il Po (editore Ediciclo), Liguria in bicicletta sul mare (editore Priuli e Verlucca), Bicicletta scelta di libertà, Bici più treno in Piemonte, solo per citarne alcuni”.

Due Ruote nel Vento iniziò a collaborare con moltissimi operatori stranieri, mandando clienti ai loro tour e viceversa. “La tipologia prevalente è quella del viaggio individuale, in libertà, dove il cliente non segue una persona che fa da guida ma una descrizione scritta e una mappa, ultimamente anche una traccia GPS, e tutto il resto è programmato da noi: hotel, trasporto bagagli, cene, transfer. Forniamo anche un numero di emergenza per eventuali problemi” spiega.

 ciclopista Rivalta

L’offerta: due ruote per ogni esigenza

Il numero dei viaggi è alto: circa 300 declinati in diverse versioni (gruppo-individuale, corto-lungo, categoria A/B). “I tour operator italiani e stranieri che ci forniscono viaggi sono una settantina, ma sono molti di più quelli con cui collaboriamo” prosegue Antenore Vicari. “I viaggi in Italia e qualcuno all’estero (per esempio Berlino-Copenhagen, Camino di Santiago, Parigi-Londra) sono organizzati direttamente da noi”.

I Paesi coinvolti al momento sono 32, anche extra-Europa come Cuba e Messico che aiutano a riempire i mesi invernali, quando è notoriamente difficile organizzare in Italia, soprattutto per il clima freddo. Poi ci sono i viaggi speciali legati a particolari percorsi come Il Camino di Santiago, la via Francigena, Eurovelo, che toccano più paesi e si fanno in più tappe.

Il cliente deve solo decidere dove andare (e comunque viene aiutato nella scelta), poi deve solo presentarsi nel primo hotel e per tutto il resto ci pensa Due Ruote nel Vento che lo supporta anche nel viaggio di andata e ritorno.

Al cliente viene offerta un’attenzione particolare, soprattutto per quanto riguarda i dettagli. Quando, come accade sempre più spesso, chiede variazioni sui percorsi, viene sempre soddisfatto. “Organizziamo viaggi ed escursioni su misura, anche per grossi gruppi” puntualizza.

I clienti sono italiani per un buon 75%; quelli stranieri arrivano non solo dai tour operator con i quali Due Ruote nel Vento collabora, ma anche direttamente tramite il sito web, e alcuni, soprattutto svizzeri, prenotano per andare all’estero. Sono in aumento le famiglie con bambini, anche molto piccoli, facilitati dal fatto che esistono soluzioni di tipologia di bici per ogni età. E l’età si spinge anche molto oltre gli 80 anni. Sono sempre più numerosi i clienti che, pur non essendo ciclisti, desiderano fare una nuova esperienza. In moltissimi viaggi non serve allenamento o ne serve comunque poco, basta saper andare sulle due ruote.

“La nostra Torino e il nostro Piemonte sono un terreno nel quale ci muoviamo bene, conosciamo ogni angolo, ciclabile e non, la cultura è sempre parte di ogni viaggio in bici e organizziamo anche escursioni giornaliere sia per gruppi che per due persone” racconta.

L’ultima creazione è il BiciBox, un’esperienza che si può fare o regalare: consiste in una giornata a scelta per due persone che comprende bici a noleggio, road book, picnic e, a seconda dei casi, anche visite guidate, pranzi, sauna e altro.

 ciclisti olanda

Italia: lo stato dell’arte

Il turismo in bicicletta in Italia negli ultimi anni è cresciuto molto sia per l’offerta di nuovi operatori che organizzano in ambito regionale sia per l’idea generale che l’ambiente deve essere tutelato (finalmente …). Ma purtroppo in Italia non è cresciuta la qualità come all’estero, i clienti che vengono nel nostro Paese trovano piste ciclabili mantenute male, percorsi spezzettati, non segnalati o segnalati male, hotel che trattano male (“metta pure la bici fuori dall’hotel”…). Soprattutto i clienti del Nord Europa, principalmente quelli di lingua tedesca, si aspetterebbero la stessa qualità dei Paesi di provenienza e, soprattutto, prezzi più bassi, proprio come da loro. “In Italia abbassare il prezzo è impossibile, stiamo facendo passi da lumaca” considera. “Alcuni Paesi dell’est sono molto più avanti di noi in questo campo. E poi da noi c’è l’abusivismo, ma questa è un’altra storia”.

“Nel nostro piccolo, Due Ruote nel Vento cerca di eguagliare quello che viene offerto all’estero, del resto abbiamo imparato nelle nostre vacanze in bici. Finalmente il Governo ha finanziato alcuni percorsi nazionali e anche il codice della strada terrà conto un po’ di più dell’esistenza della bici. In Francia per esempio, ma non solo, esiste Monsieur Velo che sovrintende a qualsiasi opera ciclabile nazionale.

Io sono ottimista e credo che il turismo in bicicletta (da non confondere con il cicloturismo che è quello praticato da chi usa la bici da corsa e fa le granfondo) crescerà sempre di più” conclude Antenore Vicari.

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Due Ruote nel Vento

Corso Tassoni 50 – 10144 Torino

nuovo numero di tel/fax 011 488529

Info@dueruotenelvento.com

www.dueruotenelvento.com

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