Uzbekistan, grande festa per l’Indipendenza

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 di Graziella Leporati – Foto Gianluigi Sosio

La Repubblica dell’Uzbekistan celebra il 26esimo anniversario dell’Indipendenza il 2 ottobre a Milano con un grande evento programmato alle 16 nella sala consiglio di Palazzo Turati in via Meravigli 9/b. Per l’occasione, sarà presente il Consigliere e Incaricato d’Affari dell’Ambasciata dell’Uzbekistan, Rustam Kayumov. Durante l’incontro saranno illustrate le opportunità offerte al turismo italiano, nate dal crescente interesse che l’Uzbekistan propone con la sua storia millenaria, la vivida architettura e la sua cultura unica. Il Paese custodisce e offre al visitatore oltre settemila monumenti di diverse epoche e civiltà, in antiche città come Samarcanda, Bukhara, Khiva, Tashkent, Shakhrisabz, annoverate nel patrimonio mondiale dell’Unesco. A questi tesori si aggiungono il fascino delle tradizioni culturali e della cucina nazionale, oltre al paesaggio straordinario, caratterizzato da un ricco patrimonio di flora e fauna e dall’affascinante contrasto climatico delle zone naturali. Per l’attenzione che l’Uzbekistan ha riservato a tutti i settori dell’industria del turismo, è nato un marchio nazionale del turismo riconoscibile in tutto il mondo.

E va sottolineato che aumenta di mese in mese il numero dei turisti italiani che va a visitare questa splendida regione dell’Asia centrale nota per la sua storia, la sua arte ma anche per la produzione di seta che in Uzbekistan si pratica da mille anni. Oggi l’Uzbekistan è il terzo produttore di seta più grande del mondo, dopo la Cina e l’India. Il suo centro della seta è la fertile Valle di Ferghana nell’ex Uzbekistan orientale.

Ma è la mitica Samarcanda ad attirare i turisti col suo fascino misterioso. Samarcanda, infatti, evoca racconti fantastici: capitale di regni persi tra steppe e deserti avvolti in un remoto mistero, talmente bella da aver ammaliato Alessandro Magno (che la chiamava Marakanda) e spinto Gengis Kahn a distruggerla, nel 1220, per impedire che potesse sgualcire l’anima dei suoi fieri soldati. Toccò a Tamerlano ricostruirla, più splendente di prima, nel 1370, fino a farla la più bella e ricca capitale dell’Asia. Oggi è ancora magnifica. È uno dei luoghi abitati più antichi del pianeta, fondata nel 700 a.C., con monumenti perfettamente conservati tutelati dall’Unesco. Un esempio? Tre delle più importanti madrassah dell’Asia centrale, le vecchie università islamiche custodi di animati mercati artigianali, si trovano qui, affacciate sul Registan, la piazza monumentale. La zona medievale ha vie strette e tortuose con case basse, abitata da tajiki, uzbeki e zingari, moschee e mausolei, cupole azzurre e maioliche colorate.

 

 

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