Un insolito viaggio da Weimar a Tel Aviv per i cento anni del Bauhaus

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di Ada Mascheroni

 

Sono in pieno svolgimento le celebrazioni del centenario del Bauhaus movimento legato alla Staatliches Bauhaus, scuola di architettura, design, arte, fondata nel 1919, coinvolgendo artisti e architetti come Walter Gropius, Hannes Meyer, Lyonel Feininger, Ludwig Mies van der Rohe, Paul Klee, Vassily Kandinsky.

In soli 14 anni di vita il movimento ha saputo innovare profondamente il gusto estetico, lasciando tracce indelebili in architettura, utilizzando nuovi materiali, coniugando linearità e minimalismo e segnando, fino ai nostri giorni, anche altri settori, come l’industrial design, la tipografia, la grafica, l’arredamento.

L’importanza del Bauhaus è suggellata dalla presenza di diversi edifici realizzati dai suoi architetti nella lista del patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO.

Le città del Bauhaus

Il centenario, e le manifestazioni ad esso collegate, sono quindi un’ottima occasione per visitare le cosiddette “città del Bauhaus”: Weimar, dove tutto iniziò nel 1919, Dessau dove si trasferì nel 1925 e Berlino, dove fu attivo nei suoi ultimi anni prima della chiusura nel 1933 su pressione dei nazionalsocialisti.

In aprile è stato aperto il nuovo Museo del Bauhaus a Weimar, concepito come un cubo monolitico per raccogliere la collezione dei progetti della scuola dal 1919 al 1925.

A settembre aprirà il nuovo Museo di Dessau, non lontano dalla storica sede della scuola, ospitato in un nuovo edificio che riprende alcuni temi dell’architettura razionalista.

Berlino ospita fino al 16 giugno la mostra “Bauhaus Imaginista”, a settembre, il Bauhaus-Archiv – Museum für Gestaltung ospiterà una mostra e la città accoglierà anche altre numerose manifestazioni.

Non sono solo questi i luoghi del Bauhaus in Germania, anche il Brandeburgo offre numerosi esempi di architettura modernista, come la Einsteinturm, la torre costruita a Potsdam dall’architetto Erich Mendelsohn. A Stoccarda, nel Baden-Wurttemberg, l’Art Society organizza mostre e workshops con conferenze e performances, mentre a Magonza, presso il museo Gutenberg, si terrà una particolare mostra dedicata alla tipografia Bauhaus, cioè all’arte di stampare in maniera artistica e in parte grottesca.

 

Tel Aviv, la città bianca

Fuori dai confini tedeschi, uno degli esempi più ricchi e interessanti della diaspora degli artisti legati alla scuola, dopo la sua chiusura, è la “start-up city” israeliana: con più di 4.000  edifici in stile Bauhaus, Tel Aviv può a ragione vantare l’appellativo di “quarta capitale” del movimento e ospiterà in autunno la sua prima “Triennale der Moderne” e una serie di eventi che indagheranno le correlazioni tra il fenomeno delle migrazioni di persone, culture e materiali e le loro influenze storiche sui paesaggi dell’architettura moderna.

Già nel 2015 i governi israeliano e tedesco avevano stipulato un patto di collaborazione per un piano di restauro del “White City Center” un vero miracolo di stile internazionale, reso possibile dall’arrivo in queste terre sottratte al deserto degli architetti tedeschi fuggiti dal nazismo. Un esempio da visitare è Dizengoff Square, un grande spartitraffico su cui confluiscono 6 strade, recentemente rinnovata riportando in luce la struttura originaria e dando risalto agli edifici Bauhaus che la circondano.

 

Per ogni ulteriore informazione:

www.bauhaus100.com/404/

www.bauhaus.visit-thuringia.com

www.germany.travel/it

https://it.citiesbreak.com

www.bauhaus-center.com/100-years-bauhaus-tel-aviv/

 

 

 

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