Turks&Caicos, i Caraibi più autentici

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Testo e foto di Graziella Leporati.

Da gennaio a marzo c’è un motivo in più per volare a Turks&Caicos: la speranza di incontrare, durante un giro in barca le maestose balene gobbe dell’Atlantico, le megattere, che ogni anno migrano verso il golfo caldo di Providenciales, in particolare nelle acque tiepide del Colombus Channel per l’accoppiamento. Definite da Cristoforo Colombo “le più belle isole che gli occhi umani abbiano mai visto”, Turks&Caicos richiamano il fascino tipico dei Caraibi più autentici, quelli non ancora raggiunti dal turismo di massa, chic e defilati. Una vacanza in questo arcipelago significa esplorare luoghi disabitati e paesaggi incontaminati, oltre che scoprire le tradizioni dei suoi abitanti. Dai festival annuali pieni di musica e colori, alla cucina caraibica fino all’artigianato locale ( le sculture in pietra, le maschere in legno e i tessuti ricamati splendidamente dalle donne locali sono fra gli oggetti  più diffusi e da acquistare come souvenir) : sono tanti i modi per scoprire la ricchezza culturale di questo paradiso terrestre in cui stress, ritmi frenetici e il freddo dell’inverno diventano solo un lontano ricordo.
Molti non sanno che c’è un legame con la cultura turca nella denominazione di queste isole. Le Turks devono infatti il loro  nome a un tipo di cactus indigeno, particolarmente diffuso da queste parti, che sulla cima ha un fiore  rosso che assomiglia al fez, il tipico copricapo turco (è diventato un simbolo nazionale e compare anche sulla bandiera). Caicos, invece, deriva da “cay hico”, un modo di dire del popolo dei Lucayan – gli indigeni che abitavano nell’area ai tempi di Cristoforo Colombo –  e che significa “striscia di isole”. C’è anche un’altra interpretazione e cioè che le  Caicos sono invece così chiamate dal termine spagnolo Cayos, che significa isolotti, ma la loro dimensione  non suffraga questa tesi.
Le isole , 40 in tutto di cui però solo 8 abitate, sono un susseguirsi di spiagge e acque cristalline, tra cui la più nota è Grace Bay Beach che compare nella top ten delle 10 spiagge più belle del mondo, ma centinaia sono i lidi incontaminati che lasciano incantati per la loro bellezza. Acque turchesi, poco profonde, in cui abbondano di ogni specie immaginabile di vita marina tropicale, tra cui aragoste, strombi e cernie – che cucinate fresche e servite nello stile locale danno agli ospiti un perfetto benvenuto.Tra le attrazioni maggiori delle isole non si possono non citare gli sport acquatici: destinazione nella top 10 del diving internazionale, grazie alla straordinaria barriera corallina, una delle più lunghe del pianeta, è anche l’ideale per chi ama gli sport d’azione (kayak, sci d’acqua, wave boarding…), o anche semplicemente per chi vuole ammirare delfini, balene e mante nuotare nel loro habitat naturale. Le isole sono anche meta perfetta per gli amanti degli yacht che hanno a disposizione servizi e strutture ah hoc.
Le vacanze a Turks & Caicos non sono però solo mare: percorsi per biciclette, golf, pattinaggio, equitazione sanno conquistare i visitatori, così come i numerosi festival culturali e musicali, tra cui spiccano il Film Festival, il Conch Festival e il Ripsaw Music.
La forma dell’arcipelago ricorda un’iguana appoggiata sul lato, con West Caicos da un lato, poi Providenciales (detta Provo) e quindi una serie di isole più piccole, come la bellissima Parrot Cay.  Un ampio canale, il Columbus , separa le Caicos dalle Turks, che comprendono Grand Turk, sede del governo, e Salt Cay, che una volta era il cuore delle miniere di sale inglesi, un’importante attività industriale fino al XIX secolo. Il fatto che  l’aspetto geografico ricordi ai locali un’iguana non è casuale. Questi animali nel passato erano molto numerose nelle isole e non davano fastidio a nessuno. Poi sono arrivati i gatti e hanno cominciato a dar loro la caccia. Le iguane sono scappate e si sono rifugiate in due isolotti disabitati dove tuttora vivono tranquille offrendosi in posa agli occhi delle fotocamere dei turisti.

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