Turismo musicale ancora inesplorato

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Il Gist è partner di rete di uno studio della Regione Veneto con  la Fondazione Cuoa, scuola di management

 

di Nicoletta Martelletto

C’è un nuovo “terreno” di coltura per il turismo nella patria di Verdi e Rossini, ancora largamente inesplorato: quello della musica, soprattutto la classica e l’operistica. Lo sta studiando un progetto che  la Regione Veneto ha affidato alla scuola di management post universitario Cuoa di Altavilla ( Vicenza), diretto da Giuseppe Caldiera, che a sua volta ha coinvolto il Gist  tra i partner di rete nel percorso che durerà  fino all’autunno 2019.

L’appassionato di concerti è un turista mediamente colto, dal portafoglio a fisarmonica, che vuol conoscere e contaminare di esperienze la sua vacanza. A Salisburgo per il festival estivo di 5 settimane arrivano oltre 240 mila persone da 75 Paesi: permanenza media di una settimana, spendono quasi 2500 euro a testa. Al concomitante festival wagneriano di Bayreuth, in Baviera, ci sono solo 58 mila posti e 500 mila richieste. Decine ogni giorno le proposte concertistiche a Vienna.
La domanda di partenza è : perchè il Veneto di Vivaldi, Albinoni e Salieri , di Luigi Nono e Giuseppe Sinopoli non può diventare un attrattore sistematico di appassionati di musica coordinando le decine di proposte già presenti nelle sue sette province? “Note in viaggio“ è un progetto finanziato  con i fondi europei Por – che collega una trentina di partner aziendali e una quindicina di partner di rete, con l’operatività del Touring Club, per capire come sfruttare meglio questo segmento turistico in costante crescita.
L’Italia ospita ben 13 enti lirici (in attivo solo il Regio di Torino e La Fenice di Venezia), teatri diffusi, grandi interpreti, rassegne, tradizioni liutaie, itinerari sulle tracce dei grandi musicisti…Dunque? «La musica è un’esperienza turistica, sia autonoma che complementare alle altre, e si presta a nuove narrazioni dei territori» sintetizza Martha Friel, ricercatore alla Iulm di Milano e referente scientifico del lavoro in corso. Nell’esistente le criticità sono numerose, a partire dal fatto che i festival non credono abbastanza in loro stessi fino alla mancanza di rapporti con tour operator e agenzie che veicolino l’ offerta; dall’assenza di coordinamento tra i calendari musicali all’asfittica sinergia con altri eventi di una provincia e o della regione.

Non esiste la regìa, ma non c’è ancora nemmeno l’idea tra gli operatori turistici che vacanza sia anche sinonimo di musica, di grande musica: lo evidenzia Piergiorgio Meneghini, direttore artistico della Società del Quartetto, che dal 1998 ha portato all’Olimpico di Vicenza il pianista ungherese Andras Schiff e la sua cappella Barca, capace da 20 anni di fare il tutto esaurito ogni mese di maggio col 60 per cento di spettatori da fuori regione.

Matteo Montebelli, del Centro Studi Touring Club,sottolinea che gli arrivi internazionali in Italia nel 2017 sono cresciuti del 7 per cento, che il nostro grande mercato dell’incoming è la Germania (%56,6 per cento) e che la spesa turistica degli stranieri in Italia si concentra soprattutto in quattro regioni al Nord ( nell’ordine Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana). Esperto di marketing, Alberto Zucchetta ricorda che piccoli miracoli si possono compiere in qualsiasi territorio coinvolgendo e formando tutti, dai commercianti ai baristi, a Valeggio sul Mincio come in una metropoli.  Tra i case history esaminati anche la stagione musicale di palazzetto Bru Zane, centro di musica romantica a Venezia, e Operaestate Festival di Bassano che mette in rete quasi 40 comuni su due province con spettacoli estivi.

Verona Italy 6/22/2012 cro spettacoli Arena , inugurazione stagione lirica, Photo by Giorgio Marchiori

Ma lo studio non è che l’inizio : dopo i workshop e l’esame di esperienze esemplari in Itlia e all’estero, le idee di “Note in viaggio” dovranno diventare azioni.

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