A bordo di Star Clipper tra le incantevoli isole della Tailandia del Sud

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Anna Maria Catano

Si naviga nel mar delle Andamane tra spiagge soffici, mangrovie e fondali multicolor. Bangkok, a sorpresa, è la città con il maggior numero di visitatori al mondo

 

Profumavano di incenso e di cannella. All’andata carichi di spezie e di seta, al rientro appesantiti dall’oppio della Compagnia delle Indie. Erano i clippers, navi veloci a vele quadrate, (dall’inglese to clip, tagliare, fendere le onde) adibiti al trasporto di merci preziose e leggere. Suggestivi, leggendari velieri che nell’Ottocento solcavano il mar delle Andamane.

Segnarono un’epoca, quelle delle ultime grandi esplorazioni, e la storia della marineria.

Due secoli dopo, nello spettacolare scenario della Tailandia del sud, è lo Star Clipper, l’elegante quattro alberi dello svedese Mikael Krafft, a scorrazzare spensierati croceristi in questa parte di Sud Est asiatico, tra le baie più romantiche del Paese dei sorrisi.

Dalla tolda s’ammirano spiagge soffici e dorate, lagune cristalline, colline inviolate, foreste di mangrovie e palmeti a perdita d’occhio. I radi abitanti, gli “zingari del mare”, sono pescatori che si arrampicano sulle rocce a strapiombo per raccogliere i nidi degli uccelli: son fatti di ramoscelli, piume, escrementi e grumi di saliva ma i cinesi li pagano assai cari credendoli elisir di lunga vita.

A poche miglia marine si susseguono arcipelaghi incontaminati. Sono soprattutto scogli dalle forme ormai iconiche e dai nomi impronunciabili: Ko Butang (koh significa isola) vanta fondali arcobaleno, Ko Adang è forse l’insenatura più scenografica. La Tailandia con i suoi 2500 chilometri di coste offre una profusione di golfi, calette, ormeggi, bagnasciuga, alcuni dei quali accessibili solo con l’alta marea. E innumerevoli paesaggi sottomarini: in quel mare blu cobalto la visibilità arriva a 30 metri.

La baia di Phang Nga, una autentica meraviglia della Natura, fino al 1974 era quieta e sconosciuta. Poi è balzata prepotentemente alla ribalta degli schermi ne “L’uomo dalla pistola d’oro”. Roger Moore, mitico James Bond, viene inseguito da Christopher Lee, killer da un milione di dollari. Così oggi Khao Phing Kan è invasa, e parzialmente devastata, da orde di turisti, prevalentemente cinesi, che vagano a frotte sull’arenile e lungo i sentieri panoramici, sempre con i salvagenti addosso. Nel timore che lo tzunami del 2004 possa ripetersi. Solo a metà pomeriggio, quando le barche ripartono, finalmente torna il silenzio.

Dal 1981 Khao Phing Kan e altre isole sono entrate a far parte del Parco marino di Phang Nga. Un modo per limitare gli accessi e tentare di fermare l’erosione delle rocce calcaree.

A bordo dello Star Clipper la giornata è lunga: si inizia all’alba con una seduta di yoga, poi si scende con i tender su qualche atollo deserto. C’è tempo per lo snorkeling e per gli sport acquatici mentre i marinai allestiscono un gustoso barbeque. L’elemento dominante è l’acqua, in terra ed in cielo, l’umidità, a tratti, soffocante. Ma la Tailandia non è solo Natura. Secondo il Global Destination Cities Index di Mastercard, nel 2017 Bangkok è stata la città più visitata al mondo. L’andamento lento del Chao Praya, spina dorsale di una metropoli da 15 milioni di persone – di cui 5 vivono su palafitte e altri 6 entrano ed escono quotidianamente dalla capitale – contrasta con i grattacieli di cemento e le chiassose sopraelevate a 6 corsie, costantemente intasate. Due must? Il Wat Arun, il tempio che prende il nome del dio indiano dell’alba, dopo 3 anni di restauri capolavoro assoluto. Mentre una cena al 54esimo piano dell’hotel Lebua, con vista spaziale e cielo carico di stelle, è un’esperienza di una suggestione struggente. Ma sono altri, molteplici, itinerari. In Tailandia bisogna tornare (www.turismothailandese.it).

A bordo, intanto, incalzano le note di Vangelis “1492 La conquista del paradiso”. Ricordano ai naviganti, turisti e marinai, le esplorazioni di Cristoforo Colombo, italiano come Loreto Mancino, primo ufficiale. “La differenza ogni giorno la fa il vento… la navigazione è sempre diversa”, spiega. Ma ormai è il momento del tramonto, le vele si gonfiano, si leva l’ancora. E c’è un calice di champagne che aspetta i fortunati passeggeri. Info: www.starclippers.com

Thai Airways, unica compagnia non-stop dall’Italia, opera tutti i giorni da Roma o Milano (www.thaiair.it). Gioco Viaggi, cruise operator genovese, propone Star Clipper/Tailandia del sud, 7 notti + 2 a Phuket, volo incluso, a partire da 2459 euro. Il periodo climatico migliore va da novembre ad aprile (www.giocoviaggi.com).

Articolo pubblicato su Il Giornale.

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