Sulle tracce del genio: mappe e cosmografie ai tempi di Leonardo

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di Roberto Miliacca

 

Com’era il mondo ai tempi di Leonardo da Vinci? Certo, era un mondo tondo, esattamente come lo è quello attuale. E così veniva rappresentato anche nelle carte geografiche del suo tempo, che, seppur nella loro bidimensionalità, già allora erano in grado di rappresentare la complessità dei confini e dell’orografia dei vari paesi. Le Americhe, però, vennero scoperte da Cristoforo Colombo solo nel corso della vita del genio toscano, esattamente nel 1492, cioè quando Leonardo aveva 50 anni, e per lo scienziato, grande studioso di cartografia e collezionista di libri preziosi, come quello dell’astronomo e scienziato della metà del II secolo d.C, Tolomeo, intitolato Geographia, quella dovette essere una vera e propria rivoluzione. E proprio attraverso una serie di preziose cartografie originali che abbracciano un periodo che va dal 1478 al 1519, mappe rarissime generalmente non esposte al pubblico, si snoda una mostra intitolata “Sulle tracce del genio: mappe e cosmografie ai tempi di Leonardo”, ospitata presso la Sala Brizzi di Civitella del Lago (Terni), che offre un approccio originale alle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del grande scienziato. La mostra, curata da due collezionisti, Emilio Moreschi e Roberto Borri, sarà visitabile fino al 1° maggio, ed è stata organizzata dall’Associazione Culturale CivitellArte in collaborazione con l’Associazione Roberto Almagià – collezionisti italiani di cartografia antica e l’Associazione Culturale Ovo Pinto, e gode del patrocinio della Regione Umbria, Provincia di Terni e Comune di Baschi.

Nel piccolo paesino umbro affacciato sul lago di Corbara sarà possibile vedere 20 pregevoli opere a stampa, un particolare, quest’ultimo, che le rende ancor più rare e preziose perché, nel periodo tra il XV e XVI secolo, gli incunaboli erano realizzati prevalentemente a mano essendo, la nuova tecnologia della stampa, ancora poco diffusa. Tra i pezzi proposti, di assoluto rilievo è la carta proveniente dalla collezione Moreschi datata 1492 e realizzata a Firenze da Francesco Rosselli: la tavola è uno dei prodotti cartografici più preziosi nel panorama cartografico italiano. Di straordinaria bellezza e rarità, di essa si sono conservati tre soli esemplari: il primo, già appartenuto alla Biblioteca Landau-Finaly, si trova presso la Biblioteca Nazionale di Firenze; il secondo presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano; il terzo, quello in mostra è l’unico con colorazione coeva.

Oltre alle carte dell’Italia è possibile ammirare anche una carta geografica del mondo a forma di cuore tratta dalla geografia di Claudio Tolomeo, curata da Bernardo Silvano da Eboli e pubblicata a Venezia da Giacomo Penzio di Lecco. L’edizione in mostra si differenzia dalle altre stampate in Italia sia per i dati tecnici di esecuzione che per il contenuto: si tratta dell’unica edizione avente le carte stampate da matrici in legno, nonché la prima e l’unica stampata in due colori: rosso e nero.

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