E’ Palawan nelle Filippine l’isola più bella del globo

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di Anna Maria Catano

 

Evento clou il MadridFusionManila, kermesse gastronomica internazionale.

A Boracay la movida è giorno e notte, a El Nido si nuota con i pesci pagliaccio

 

 

Ai confini dell’estremo Oriente, dove il mar della Cina sprofonda negli abissi del Pacifico, s’affaccia uno straordinario arcipelago composto da un numero imprecisato di isole. Non è retorica. Perché nelle Filippine, con la luna capricciosa, i numeri hanno poco senso. In un’epoca in cui l’uomo è convinto di dominare il pianeta, succede ancora che la Natura decida, a piacimento, il numero delle terre emerse. Così, quando c’è alta marea, le isole diventano 7107. Al contrario, se le acque sono basse, se ne contano fino a 7641.

Le Filippine sono un allegro coacervo di popoli e culture: in tempi lontanissimi gli indigeni delle Andamane giunsero fin lì dal golfo del Bengala veleggiando su fragili giunche, le bancas, bilanciate ai lati da ali di bamboo. Della popolazione originaria, i Negrito, geneticamente vicini agli indiani, sono rimaste 30mila persone. Gli attuali 100 milioni di residenti discendono da etnie austronesiane e da arrivi stranieri: malesi, spagnoli, islamici, cinesi. I filippini hanno saputo mescolare, a modo loro, invasioni ed influenze culturali: anche quelle, più recenti, di americani e giapponesi. Di questo spirito le jeepney – jeep recuperate ed utilizzate per il trasporto pubblico – sono il simbolo più sgargiante. Dall’Italia Manila si raggiunge a bordo del nuovissimo A350 di Singapore Airlines che da aprile opera da Malpensa e che da ottobre decollerà anche da Fiumicino: un aeromobile che propone ai passeggeri i confort della Premium Economy Class.

Scoperta da Magellano nel 1521, Palawan è stata votata “l’isola più bella al mondo”. E per quanto le classifiche siano opinabili, l’indicazione è chiara. Siamo atterrati in un paradiso terrestre. Per i filippini l’ultima frontiera. Stretta tra il mar della Cina meridionale e il mare di Sulu, Palawan offre spiagge di arenaria fine, acque quiete e cristalline, fondali smeraldo. E due siti Unesco: il parco marino del Tubbataha Reef e il fiume sotterraneo più lungo e navigabile al mondo. Ma è El Nido, senza ombra di dubbio, la location più suggestiva. Nella baia di Bacuit, destinazione esclusiva anche per subaquei, si fa snorkling tra Jack fish, pesci pagliaccio e tartarughe. Nell’isola di Cebu invece ci si immerge con i dugongo e gli squali balena. “Siamo gli italiani d’Asia”, sostiene con orgoglio Lui Oliva, proprietario del KaLui, ristorante di Puerto Princesa dove si entra a piedi nudi e si assapora, tra legni odorosi e fiori, un ricco menù di pesce per l’equivalente di 6 euro a testa. Chi preferisce la movida però deve recarsi a Boracay, famosa per la sua white beach, spiaggia icona d’Asia. Da vivere di giorno e di notte, passeggiando lungo i 7 affollati chilometri di sabbia bianca tra barche, hotel, bar, locali. All’imbrunire, mentre decine di danzatori si esibiscono in giochi pirotecnici, tutti fanno “toro toro”: ordinano cioè lo street food indicando il piatto con un dito. E’ una moda che impazza anche a Manila. Evento clou è il MadridFusiónManila, kermesse di “yummy food”, come titolano i giornali locali. Ovvero: cibo delizioso. “ll MadridFusiónManila”, conferma Wanda Corazon Tulfo Teo, Segretaria al Turismo, “sta diventando una pietra miliare per il riconoscimento delle Filippine come hotspot gastronomico d’Asia”. Fiore all’occhiello della manifestazione che ad aprile riunisce gli chef di tutto il mondo Flavors of Philippines, rassegna del Tourism Promotion Board. Cucina ed allegria raccontano meglio di tante parole la storia di un Paese dove convivono 90 differenti gruppi etnici. Sapori intensi, all’insegna delle contaminazioni. Un giovane italiano, Simone Mastrotta, ha avviato a San Juan un laboratorio di cioccolato, Tigre y Oliva. Vende tavolette di cacao filippino avvolte in carta di Firenze: “Nel cibo si trova la soluzione a tutto. Questo è un paese giovane ma c’è tanta positività”.

Info: www.itsmorefuninthephilippines.co.uk . Singapore Airlines ha una decina di voli settimanali che raggiungono Manila, Cebu, Kalibo e Davao. Tariffe a/r da € 750, www.singaporeair.com. Viaggi del Mappamondo: soggiorno mare, 10 notti, voli inclusi, da € 1690, www.mappamondo.com.

 

Articolo pubblicato su Il Giornale

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