Olimpiadi 2026, la sfida di Cortina d’Ampezzo a Milano e Torino

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di Edoardo Stucchi

 

La corsa delle tre città italiane: Il sindaco della località delle Dolomiti Gianpietro Ghedina: «Speriamo che il miglior progetto non venga offuscato dalle scelte politiche»

 

«Abbiamo il miglior progetto che garantisce la sostenibilità dell’investimento, siamo l’unica città alpina candidata e spenderemo di meno utilizzando gli investimenti per lo sviluppo del territorio. Quale migliore realtà per le Olimpiadi del 2026». Dichiara così, il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, in contrapposizione alle altre due candidate (Torino e Milano), in occasione della presentazione delle strutture impiantistiche che faranno da sfondo ai Mondiali della neve che si terranno a Cortina nel 2021. «Speriamo che il miglior progetto non venga offuscato dalle scelte politiche — ha aggiunto il sindaco — forte dell’appoggio degli altri sindaci della montagna coinvolti (da Trento a Bolzano) e di tutte le categorie commerciali».

Sostenibilità

Anche l’assessore alle infrastrutture e trasporti della regione veneto, Elisa De Berti, è concorde con il sindaco di Cortina e ha illustrato come già sono in corso investimenti da parte dell’Anas per migliorare la viabilità (nodo di longarone) e, come sogni nel cassetto, anche il ripristino della linea ferroviaria Calalzo-Cortina, cancellata per ragioni di sicurezza e trasformata in una pista ciclabile. Il nuovo progetto sarà scelto fra tre ipotesi che attraverseranno due valli prima di sboccare a Cortina. «Non faremo investimenti a pioggia, ma misurati, pari a 380 milioni di euro per le olimpiadi che genereranno un indotto in dieci anni di 10 miliardi di euro – precisa Federico Caner assessore regionale al turismo-. Inoltre il villaggio olimpico sarà completamente smontabile dopo le olimpiadi e ceduto, per esempio, alla protezione civile».

Mondiali di sci 2021

Cortina D’Ampezzo si appresta a cambiare volto per i Mondiali della neve del 2021. E si comincia dalle funivie, perché il primo tronco della funivia Tofana Freccia nel Cielo, che all’epoca della sua costruzione era uno degli impianti più innovativi e all’avanguardia, dopo cinquant’anni di attività, sarà sostituita da una nuova e tecnologicamente più avanzata cabinovia che consentirà la riduzione dei tempi di attesa e l’aumento della capacità di trasporto, parametri che faranno dell’impianto una moderna struttura al passo con gli attuali standard di qualità e di richiesta da parte di una clientela sempre più eterogenea ed esigente. L’annuncio è stato dato dal sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, e dal presidente della Società Tofana Coerina, Mario Vascellari, in occasione del cinquantesimo anniversario della funivia Freccia nel cielo, che dalla città ampezzana porta, in tre tronchi, alla Tofana di Mezzo, a 3244 metri.

Il progetto

Anche la stazione a valle verrà completamente rinnovata e presenterà un’ampia e accogliente area bar, un moderno deposito sci e una nuova area biglietteria. Una grande piazza antistante conferirà maggior respiro alla stazione, i cui tetti di lamiera, inclinati con varie pendenze, renderanno visivamente il concetto di freccia. «Le ampie vetrate della struttura, che utilizza materiali locali come legno e pietra, amplificheranno l’interscambio tra la stazione e la piazza. Comodità e accoglienza sono le linee conduttrici di questo intervento architettonico che rende la stazione sempre più accessibile a chi ha problemi di mobilità, ad esempio saranno installati degli ascensori che permettano di arrivare dal piano zero alle piste, rimanendo sempre all’interno della struttura ed evitando così il disagio di 4 rampe di scale esterne». Tra i nuovi interventi in programma anche un rimodernato deposito sci, una comfort ski room, in cui sarà possibile affittare degli armadietti per custodire la propria attrezzatura all’asciutto e pronta all’uso, evitandone il trasporto tutte le volte fino all’impianto. In questo modo si può essere subito pronti, dopo una giornata di sport, a fruire anche dei servizi offerti dalla stazione per l’après-ski, come un aperitivo rigenerante nel nuovo bar.

La Funivia Freccia nel Cielo

I lavori per il rifacimento del primo tronco della Funivia Freccia nel Cielo, vale a dire del tratto che collega lo Stadio Olimpico del ghiaccio a Col Druscié, inizieranno già nella primavera del 2019. Tra le novità più importanti vi è la realizzazione di una nuova stazione intermedia a Colfiere che consentirà di smantellare la vecchia seggiovia a due posti “Colfiere-Col Druscié”. Questa nuova stazione intermedia permetterà così di servire meglio l’area d’arrivo delle gare di slalom e l’area d’arrivo di Rumerlo, che con un percorso pedonale dedicato si raggiungerà in 10 minuti. Con il nuovo progetto, il secondo tratto potrà essere utilizzato per riportare a monte i turisti che scendono per le piste «A» e «B» di Col Druscié e dalla Forcella Rossa, rendendo di conseguenza inutile l’attuale seggiovia a due posti «Colfiere-Col Druscié». Il rinnovamento del primo troncone della funivia avrà un impatto importante anche per il trasporto degli spettatori e dei tecnici alle aree d’arrivo durante i Mondiali di Sci. Questa migliorata circolazione all’interno del comprensorio sarà quindi apprezzata da tutti gli utilizzatori dell’impianto di risalita durante tutto l’anno. «Tra i fili conduttori del nuovo intervento — spiega un rappresentante della famiglia Vascellari, promotrice della realizzazione della funivia, su un’idea dell’imprenditore ampezzano Giulio Apollonio — anche l’attenzione all’impatto paesaggistico della nuova cabinovia che, come per l’impianto esistente, sarà mantenuta bassa in modo da essere coperta dagli alberi». Infine, tra le attività in programma, vi è anche il rifacimento dell’impianto d’innevamento per permettere una produzione di neve più efficiente in occasione dell’evento dei Mondiali di Sci.

Oltre le Alpi

Ma nell’arco alpino le città della neve non stanno a guardare e ovunque cadranno le Olimpiadi, all’orizzonte ci sono nuovi impianti funiviari. Il più importante è quello realizzato a Zermatt, in Svizzera. A fine settembre, infatti, Zermatt possiederà una nuova attrazione: il «Matterhorn glacier ride». La funivia più alta del mondo che porta sulla stazione a monte più alta d’Europa, il Piccolo Cervino, coniugando un design raffinato con il massimo del comfort di viaggio. Il nuovo impianto funiviario, che si affiancherà a quello esistente, permetterà di raggiungere 365 giorni l’anno il Piccolo Cervino, una popolare meta escursionistica per sciatori e non. Ma nella mente degli organizzatori svizzeri questa funivia è soltanto la metà del progetto, perché una volta ultimata questa fase, si partirà con la successiva che collegherà il Piccolo Cervino alla Testa Grigia del Plasteau Rosa, al confine con l’Italia, verso Cervinia. Il viaggio sul «Matterhorn glacier ride» è tanto straordinario quanto la realizzazione di questa funivia, che permetterà a tutti, sciatori e non, di fare la traversata in tutti i giorni dell’anno. Una nuova attrazione per i turisti di tutto il mondo, dopo quella del Monte Bianco. La stazione a monte della funivia del Piccolo Cervino (Klein Matterhorn per gli svizzeri) si trova a 3820 metri e sarà la funivia più alta della Svizzera, seconda in Europa dopo un impianto russo che arriva a 3850 metri. La funivia esistente rimarrà attiva creando una duplice linea di collegamento. Questi importanti progetti possono diventare parte integrante del grande sogno di collegare Alagna, in Val Sesia, con Zermatt, che con il collegamento Cervinia- Champoluc creerà un comprensorio sciistico fra i più grandi del mondo fra Italia e Svizzera: complessivamente 600 km di piste e 70 impianti di risalita.

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