Olanda: nel paese dei tulipani

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In vacanza in Olanda tra arte, natura, delizie per il palato e tanto altro ancora

 

“Desideravo scoprire che cosa Vermeer avesse detto o fatto, alla ragazza del dipinto, per provocare quello sguardo: un misto di paura, desiderio, innocenza e seduzione. Ho capito che volevo scrivere qualcosa su quel rapporto segreto, doveva esserci una storia dietro quello sguardo… Di lei non sappiamo nulla. Poteva essere stata chiunque, una figlia, una vicina, una bottegaia. Se volevo scoprire la storia, dovevo inventarla”.

di Paola Babich

15963-la-ragazza-con-l-orecchino-di-perla_jpg_620x250_crop_upscale_q85-1L’affascinante dipinto di Vermeer, la ragazza con l’recchino di perla, e il Museo Escher

Da quello sguardo Tracy Chevalier ha tratto ispirazione per il suo best seller La ragazza con l’orecchino di perla (Neri Pozza, 1999), apprezzato romanzo cui ha fatto seguito, nel 2003, l’omonimo film con Scarlett Johansson e Colin Firth. Ma ciascuno può lasciarsi ammaliare, viaggiare con la fantasia e inventarsi la propria storia di fronte all’originale, ossia l’opera dipinta nel 1665 da Johannes Vermeer (1632-75), custodita al Museo Mauritshuis, ricco di capolavori olandesi e fiamminghi del XVII e XVIII secolo.

Benvenuti a L’Aja, per un viaggio all’insegna dell’arte, ma anche della natura, del buon cibo, dello svago. Un luogo dalla doppia anima, fatto di piacevoli contrasti che lo rendono unico: centro di rilevanza nazionale e internazionale e al tempo stesso città a misura d’uomo, con vecchie tradizioni e nuovi stili, tranquillo e rilassante, ma anche attivo, informale, ricco di stimoli. Den Haag è infatti sede del governo, residenza del Re, città internazionale della Pace e della Giustizia, seconda sede Onu al mondo, dopo New York, per la presenza della Corte Internazionale di Giustizia, che si trova al Palazzo della Pace, insieme alla Corte permanente di Arbitrato Internazionale; l’Aja è anche quartier generale di circa 150 organizzazioni internazionali che si occupano di tematiche giuridiche, nonché di un centinaio tra ambasciate e consolati, e di enti come l’Ufficio europeo dei brevetti.

Qui l’antico va a braccetto col nuovo, la vivacità con la quiete, le radici di un tempo col dinamismo, da sempre tratto distintivo degli olandesi. Si gira con facilità, a partire dal centro, dove è possibile trovare alcune delle vie storiche che conservano tuttora un aspetto particolare, dovuto alle loro origini: Molenstraat e Oude Molstraat, un tempo sentieri che attraversavano dune di sabbia, conservano un andamento serpeggiante. La “Città reale sul mare” come viene chiamata, è ricca di quartieri tipici, monumenti, musei (oltre al Mauritshuis, da non perdere il Museo Escher, ospitato nell’antica reggia, e dedicato al grande grafico olandese): la Grote Kerk e l’antico municipio, la Grote Markt, che ospita spesso eventi musicali; il palazzo Noordeinde, proprietà della famiglia reale, e l’omonima via, che con Hoogstraat è considerata una delle strade più alla moda della città; e poi il laghetto dell’Hofvijver, sul quale si affacciano il Binnenhjof, oggi il Parlamento, e il Maurithuis stesso.

Verde, verde, verde… L’Aja è “verde” per oltre un terzo della sua superficie ed è una delle città più green d’Europa, con 460 tra giardini e parchi pubblici; il rinomato Westbroekpark, uno dei più famosi, offre laghetti, corsi d’acqua, aree panoramiche e, soprattutto, un incantevole roseto dove, sino a fine ottobre, fioriscono circa 20mila cespugli di rose. Pace assoluta negli hofjes, cortili interni di antiche case un tempo destinate a persone anziane e non abbienti, pittoreschi angoli di tranquillità nel cuore della città. Vantandone ben 150, l’Aja è decisamente la “capitale dei cortili” d’Olanda; proprio in centro se ne possono scoprire di deliziosi, dal Rusthofj dietro Lange Voorhout, al Hof van Wouw in Lange Beestenmarkt; qui, tra alberi da frutto, casette autentiche e quiete, si dimentica di trovarsi in una città di respiro internazionale.

family cycling in the dunes between Scheveningen en WassenaarUno dei percorsi ciclabili per famiglie, tra le dune a ridosso della spiaggia.

Mare, spiaggia e… Scheveningen, a poco più di 5 km dall’Aja, è la spiaggia della città, ampia e con caratteristiche dune. Dal centro ci si arriva facilmente, in tram o in bici, in 15-20 minuti, ed è la zona perfetta per gite in bicicletta per tutta la famiglia. Ma non è certo solo questo; già, perché qui ci si tuffa in un centro di aggregazione vivo, con hotel, bar e ristoranti alla moda, e un ricco calendario di eventi. Durante l’estate, poi, la spiaggia adiacente il Scheveningen Boulevard è tutto un pullulare di beach club variopinti dove gustare diversi piatti, bere qualcosa e divertirsi.

sailing boat leaving the harbour of ScheveningenUna barca a vela lascia il porto di Scheveningen

Voglia di shopping? Negozi aperti tutti i giorni, anche solo per soddisfare le proprie curiosità. Da non perdere Hofkwartier: il quartiere è uno splendido esempio di modernità e antichità, con strade di mattoni e abitazioni caratteristiche che fanno da cornice alle vetrine dei negozi più “in”. Chi ama gironzolare per i Mercati delle pulci il Lange Voorhout è l’ideale; all’ombra di tigli secolari potrete trovare un libro speciale o un pezzo d’arredamento originale (sino a settembre di giovedì e domenica). Il De Haagsche Passage, coi suoi 115 anni, è invece il più antico centro commerciale dei Paesi Bassi. Qui, poi, è sentitissima la cultura dei bar all’aperto: per avvicinarvi alle abitudini locali, fermatevi nelle due piazze più vissute, Het Plein e Grote Markt; oppure scegliete uno dei tanti localini nelle viette del centro storico. Come è stato ribattezzato? Avenue Culinaire: già il nome promette bene! Infatti è un insieme di strade che vanta un elevato numero di ristoranti di vario genere. Tanto pesce, naturalmente, aringhe fresce o affumicate, pezzo forte degli olandesi da secoli, piatti sfiziosi e gastronomia frutto del melting pot; qui si possono gustare anche le meraviglie della cucina indonesiana; l’Indonesia è stata infatti colonia olandese sino al 1945 e chi vi lavorava, quando tornava si fermava spesso all’Aja, sede del Ministero delle Colonie, soggiornando all’Hotel Des Indes, che nel tempo ha ospitato personaggi noti, come Mata Hari.

E’ il 1245. Il Conte Guglielmo II concede ad Haarlem i diritti municipali, e alcuni privilegi; la città diviene così capitale della Contea d’Olanda e vengono costruite le mura difensive. Conservata benissimo, la piacevolissima cittadina ruota intorno alla Grote Markt, la piazza centrale del mercato, circondata da eleganti edifici, tra cui la Grote Kerk, chiesa iniziata nel XIV secolo, intitolata a San Bavo, il cui pezzo forte è l’organo Muller, della prima metà del XVI secolo, molto famoso e spesso protagonista di concerti di alto livello; tra gli esecutori d’eccezione che ne rimasero affascinati ci sono Mozart, Handel e Schubert. Proprio di fronte a San Bavo, ecco il seicentesco Vleeshal, un tempo mercato delle carni, oggi Museo di arte moderna e contemporanea, e poi il Palazzo Municipale, il rinascimentale Stadhiuse, e il Waag, l’edificio della pesa pubblica, del 1597-98, usato sino al 1915 per pesare le merci che venivano trasportate lungo il fiume Spaarne.

Se la vicina Amsterdam è la città del divertimento 24 ore su 24, Haarlem è l’ideale se si desidera avere stimoli, ma al tempo stesso anche la quiete; il tutto accompagnato dall’eleganza dei monumenti e delle architetture, dal fascino dei canali. Tanti gli scorci e gli angoli da andare a scoprire, a piedi, in bici o in battello; e come non provare, infatti, l’emozione di un giro a bordo di un’imbarcazione (www.haarlemcanaltours.com)? I canali storici sono collegati al fiume Sparne, separato dal Canale del Mare del Nord da una chiusa. Vie d’acqua di enorme importanza, sin dai tempi antichi; già nel XV secolo Haarlem aveva fiorenti commerci, un’importante industria tessile, cantieri navali, fabbriche di birra e produzione di tulipani; quello era il periodo in cui dilagava una vera e propria tulipanomania, tanto che alcune qualità pregiate erano vendute a prezzi esorbitanti; e non è un caso che la città, da secoli centro della zona di coltivazione di queste specie, viene chiamata il Bloemenstad (città dei fiori). E a prosperare, accanto ai commerci, c’era anche l’arte: proprio qui nacque il grande pittore Frans Hals, al quale è dedicato un museo davvero interessante e affascinante, il Frans Hals Museum, che vanta una collezione decisamente degna di nota: protagonisti i grandi pittori originari della città, primo fra tutti Hals (1580-1666), qui rappresentato con i famosi ritratti di gruppo della Guardia Civica, che esprimono chiaramente, oltre alla qualità stilistica e pittorica, la capacità dell’artista di cogliere gl umori, gli aspetti psicologici, la capacità di narrare, attraverso il pennello, stati d’animo, aspetti sociali, costumi del tempo. Insomma, oltre a deliziare la vista, si fa un viaggio nel tempo e si comprende meglio anche la storia della città (per una visita al Museo e, volendo, alla città, Giulia Franceschini, giulia@art-in-cities.com). Un altro museo da non perdere, il più antico, è il Teylers Museum, dedicato alle scienze e alle arti, che raccoglie collezioni di fossili, strumenti scientifici, migliaia di disegni e incisioni di grandi maestri, tra cui Michelangelo e Raffaello; www.teylersmuseum.nl

Voglia di relax? Anche qui ci si può “isolare” negli hofjes; queste oasi sono 21, la più antica delle quali è Hofje van Bakenes, fondata nel 1395.  E se dopo tanti giri si desidera una fresca birra di qualità, tappa obbligata alla Jopenkerk; un paradiso per gli appassionati. Una chiesa trasformata in un birrificio di prim’ordine, con anche un caffè e un ristorante; qui si degustano qualità eccellenti, ottenute anche grazie al ritrovamento e allo studio di antiche ricette. Un’esperienza da provare!

 exterior of the Knights' Hall at Binnenhof La piazza antistante la Sala dei Cavalieri del Binnenhof

Dove fermarsi

Il Park Hotel, in pieno centro, regala un’atmosfera deliziosa, rilassante, con un ottimo servizio; il già citato Hotel des Indes è un “must” per chi desideri immergersi in un luogo d’altri tempi, dal fascino coloniale; il Kurhaus è una tappa che vale la pena; stabilimento termale sul mare, di fine ‘800, è ora un hotel di livello, accessibile, dove ci si può fermare anche solo per sorseggiare un caffè o per cenare; www.kurhaus.nl

Ad Haarlem in posizione comoda, l’Amrath Grand Hotel Frans Hals, www.hotelfranshals.nl

-Variopinto e genuino, Juni è la scelta ideale per un brunch, una pausa caffè con uno dei fantastici dolci preparati dalle proprietarie; www.junilekkernijen.nl. Al ristorante Catch By Simonis vista sul porto turistico e sul mare e ampia varietà di piatti a base di pesce freschissimo proveniente dal Mare del Nord e non solo; l’ideale per una cena o per un aperitivo “con vista”; www.catchbysimonis.nl

-Piacevolissimo il Nobel, ad Haarlem, anche per un pasto veloce; www.brasserienobel.nl; gli amanti della birra andranno in pellegrinaggio al citato Jopenkerk www.jopenkerk.nl

 

Come arrivare: KLM vola ad Amsterdam da 6 città italiane: Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze e Roma; call center 0238594998, www.klm.it

 

Info: www.denhaag.com, www.haarlemmarketing.co.uk

 

Articolo pubblicato su Intimità

 

 

 

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