Natale con l’iguana

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Testo di Giuseppe Barro – foto Gisella Motta

Sorridi gringo, sorridi, siamo a Puerto Vallarta.
Noel l’amico messicano con il sombrero, ci sta portando con la sua "camioneta" dall’aeroporto internazionale Gustavo Días Orbaz all’hotel Canto del Sol.

Puerto Vallarta e’ una città di mare sulla costa dell’Oceano Pacifico.
Il suo sviluppo e’ recente ed e’ iniziato circa 35 anni fa.
Si trova nella Bahía de Banderas, a 250 km da Guadalajara la seconda città più grande del Mexico con quattro milioni di abitanti, capitale dello Stato di Jalisco. La sua costa lunga 42 chilometri offre splendide spiagge, giungla tropicale, fiumi e montagne.

Noel ci spiega che nel 1525 il condottiero Francisco Corte de Buenaventura arrivato in questa zona mandò degli esploratori in avanscoperta. Gli indigeni se ne accorsero. Si organizzarono e quando arrivò vide 10.000 guerrieri con lance adornate da bandiere.
Così venne battezza la Bahia de Banderas.

Oggi Puerto Vallarta contende il primato turistico alla più famosa Acapulco e all’alternativa Puerto Escondido. E’ conosciuta soprattutto come una delle più celebri stazioni balneari del Mexico, ci vivono 300 mila persone. Vanta una temperatura media di 27°, fantastici hotel e magnifiche ville, la più visitata è quella che è stata di propietà di Richard Burton e Elisabet Taylor. Le sue spiagge sabbiose divennero un paradiso turistico dopo il film "The Night of the Iguana" del 1963 girato a Playa Mismaloya. Vincitore di un oscar con la regia di John Huston e un cast eccezionale: Richard Burton, Ava Gardner e Deborah Kerr.
Una curiosità, Il termine gringo, può essere una contrazione di "green go" via dal nostro verde. Ora il green è quello dei campi da golf firmati da Tom Weiskof, Jack Nicklaus, Robert Vonhaggen, Roy Bechtol paradiso di ricchi e benvenuti gringos.

Siamo atterrati a Puerto Vallarta nel mese di Dicembre il clima è ideale per scoprire questa località. Ci attendono le nostre guide, Diana e Nora. Ci dicono che i giorni tra il 16 ed il 24 prima di Natale sono dedicati alla "Posada" (Alloggio), una festa cristiana tipicamente messicana che ripercorre i giorni in cui Maria e Giuseppe cercavano alloggio prima della nascita di Gesù, durante le festività la tradizione vuole che si giochi a piñata. E’ una pentola costruita di coccio o cartapesta dai colori molto vistosi. La piñata è a forma di stella ed è costituita da 7 punte (come i sette peccati capitali). Viene sospesa in aria, i bambini e gli adulti con gli occhi bendati, devono cercare di romperla, picchiandola con un bastone provocando la caduta di piccoli regali. Per le strade, negli alberghi e nei ristoranti oltre l’albero di Natale e il Presepe, ovunque si possono scorgere delle piñate di carta pesta, accompagnate da file di bandiere multicolori che hanno il segno di un folklore antico, sono mosse dalla leggera brezza marina.

Nora ci porta a conoscere la cucina Messicana, frutto dell’adattamento della dieta dei conquistadores spagnoli a quella indigena. Oggi la cucina messicana è basata su ingredienti pre-ispanici con piatti raffinati leggermente piccanti. Ma "claro" se vuoi un po’ di "fuego" e sufficiente aggiungere della salsa a base di peperoni, denominati chiles: ne esistono svariate qualità e l’habanero e il serrano sono tra i più piccanti. Immancabili le tortillas e i fagioli che accompagnano la carne, il pesce e i frutti di mare. Eccellenti i vini, provengono per lo più dalle zone vitivinicole della Bassa California, da Sonora, Aguas Calientes e da grandi vigneti ai confini con il Texas.
A Puerto Vallarta lavorano chef internazionali che propongono menù con interpretazioni di ricette Messicane sorprendenti per la loro bontà.

Diana ci propone una escursione verso l’interno, a San Sebastian del Oeste, che dista circa 90 minuti con la "camioneta". Alla guida Noel. Lungo il tragitto ci fermiamo in una distilleria artigianale di tequila.
Intorno vi sono piantagioni di agave il proprietario ci spiega che la tequila, viene ottenuta dal fusto maturo dell’agave azzurra. Ci vogliono sette anni prima che la pianta maturi, dopo di che solo il fusto viene cotto, pestato e la fibra ottenuta distillata per due volte. D’altronde siamo vicini a Tequila, una cittadina dove si ricava il tequila D.O.C.
Riprendiamo la strada, arriviamo San Sebastian del Oeste dove pare il tempo si sia fermato. In epoca coloniale questo villaggio era un "pueblo" minerario d’argento. Case linde, imbiancate di calce con bordure intorno le finestre di rosso scuro, portici di legno, tetti di antica memoria. Siamo circondati dalle montagne della Sierra Madre, lungo le vie si possono osservare vecchi furgoni posteggiati ai lati delle strade. Sotto i portici sono seduti dei campesinos. E’ l’ora della siesta e qui è lunga. Un cavallo sellato, legato ad un legno riposa all’ombra.
Ci sono piccoli alberghi, trattorie casalinghe, botteghe, la piazza, la chiesa del 1700. Visitiamo una casa coloniale l’Hacienda Jalisco, il fazendeiro ci dice che è stata riadattata ad albergo, i visitatori possono comprare un caffè di montagna leggero e inconsueto, ottimo con cannella e cioccolato.

Ritornati a Puerto Vallarta verso sera andiamo nel "malecon" (lungo mare). Accompagnati da Diana ne approfittiamo per lo shopping Natalizio, qui il cambio è favorevole 1 euro per 15/18 pesos. I più curiosi si perdono tra bancarelle con venditori che propongono lavori artigianali, tessuti in fibre di cactus, cinture di cotone, presepi di latta colorata, collane di pietre incastonate nell’argento: bisogna contrattare sul prezzo ma con discrezione. Lungo la spiaggia si snodano sculture di sabbia, opere complesse che a volte durano solo un giorno. La passeggiata è arricchita da sorprendenti statue surrealiste in ottone dello scultore Sergio Bustamante, ed è un via vai di messicani con l’incedere lento a tratti silenzioso che si mescolano a turisti con T-shirt colorate e tutti formano un cocktail di sapori geografici diversi. Incontriamo i "Mariachi" musicisti di strada, suonano la tradizionale musica messicana, nata nel 1700 nello stato di Jalisco poi diffusa in tutto il Messico. Nella piazza si svolge un mercatino di medicina tradizionale messicana, da secoli utilizzata dal popolo e tuttora "in auge". Incontro, all’interno del mercatino, un "nahual" (persona importante) Sciamano Messicano di una etnia di montagna, mi sottopongo a un rito purificatore e vivo un momento di mistero. Ci sono tantissime gallerie d’arte con mostre e spazi espositivi per giovani artisti. E’ l’ora della "movida", un modo latino di intendere la vita notturna. Puerto Vallarta è ricca di discoteche e locali di qualità e tra una "chelada" (birra leggera servita con sale e limone) e una tequila non si dorme mai.

Prima di ripartire per l’Italia ci concediamo una gita a Las Caletas, dove si accede solo via mare. Saliamo in barca dalla Marina di Vallarta, ammiriamo i velieri e gli yacht. Las Caletas fu spiaggia privata e casa del regista John Huston. Lungo il tragitto incontriamo una coppia di balene megattere che si godono le acque tranquille dell’Oceano Pacifico, vengono qui a svernare, nei mesi di Dicembre Gennaio e Febbraio. Assistiamo alle loro evoluzioni, dopo circa mezz’ora se ne vanno e noi proseguiamo la nostra navigazione. Arriviamo in questa fantastica spiaggia contesa dalla foresta tropicale, immobile sulla roccia ci accoglie un iguana. Passiamo una giornata tra mare e terra, immersioni guidate, sentieri ricchi di flora tropicale e un centro benessere che soddisfa l’anima e il corpo. E’ l’ora del tramonto con le sue dolci sfumature tinte di rosso, rientriamo. Piano, piano la luna si accende nel mare… Sorridi gringo, sorridi.

Giuseppe Barro
Puerto Vallarta, 20 Dicembre 2007

La nostra Guida:
Messico: o Mexico è una Repubblica federale costituita da 31 Stati (il nome ufficiale è Stati Uniti Messicani). La capitale della federazione è Città del Messico che conta più di 20 milioni di abitanti.
Come arrivare a Puerto Vallarta: da Roma: Volo diretto. Da Milano: via Madrid, Città del Messico, Puerto Vallarta.
Clima: generalmente mite tutto l’anno varia secondo le regioni e l’altitudine. Due sono le stagioni: la stagione umida da giugno a ottobre, con brevi rovesci verso fine giornata, e la stagione secca da novembre a maggio, più temperata (media diurna 25°). L’altipiano centrale ha un clima secco e temperato, mentre lungo le coste, dove è possibile fare il bagno tutto l’anno, il clima è tropicale, caldo-umido, mitigato dalle brezze marine.
Fuso Orario: 7 ore in meno rispetto all’Italia.
Lingua: la lingua ufficiale è lo spagnolo. Nelle principali località turistiche si parla inglese.
Valuta: la moneta messicana è il nuovo pesos, diviso in 100 centavos che vale circa euro 0,07. E’ possibile cambiare l’euro e il dollaro. Le banche sono aperte dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16. Le carte di credito sono accettate nella maggior parte degli hotel, ristoranti e negozi.
Documenti per l’espatrio: il passaporto, con validità di almeno 6 mesi oltre la data di rientro e la carta turistica, rilasciata dalle compagnie aeree da conservare con cura perché va restituita alla partenza.
Medicinali e consigli sanitari: medicinali abituali quali antibiotici, antipiretici, analgesici, disinfettante intestinale, repellente per gli insetti.
Elettricità: La tensione è 110 volts, è indispensabile una spina adattabile per rasoio elettrico o phone o ricaricare il cellulare.
Chiamate Italia – Messico: comporre il prefisso internazionale 0052, l’indicativo urbano senza lo zero, quindi il numero desiderato.
Chiamate Messico – Italia: comporre il prefisso internazionale 0039, l’indicativo urbano con lo zero, quindi il numero desiderato.
Libri consigliati: Pino Cacucci, La polvere del Messico. Universale Economica Feltrinelli.

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