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sabato, Dicembre 10, 2022

MILANO: TIZIANO A PALAZZO REALE

 

Testo di Grazia Paganuzzi 

 

"Tiziano e la nascita del paesaggio moderno" , la mostra sul grande maestro ospitata a Palazzo Reale a Milano, resterà aperta ancora fino al 20 maggio ’12.
"Molto alto et molto poderoso signor, essendomi nuovamente pervenuto alle mani una regina di Persia de la manier et qualità com’è, l’ho immediate giudicata degna di comparere all’alta presenza di vostra altezza…" Questa lettera indirizzata da Tiziano a Filippo d’Asburgo, futuro re di Spagna, tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500, introduceva nella lingua italiana per la prima volta il concetto di "paesaggio".Così nacque il concetto di "paesaggio moderno",che divenne espressione, colore, atmosfera, poesia…
Molto drammatico è il primo esempio della mostra, un "Gesù crocifisso" di Bellini, sullo sfondo di un cimitero ebraico, ricco di significati, nei giorni in cui si rievoca la memoria della Shoa…
Sullo sfondo di case e villaggi arroccati lungo un fiume è la dolce Madonna con Bambino e i Santi Costantino, Elena e Giovannino di Bonifacio Veronese, mentre risaltano i colori e le forme di Tiziano nei volti e le vesti della sua Madonna…Nelle "Prova del fuoco di Mosè" invece, i personaggi si stagliano su un fantasioso paesaggio egiziano che non ha contatti con la realtà.
In Arcadia si ritorna all’epoca antica del mito, dove il protagonista vive la vita dei pastori legata al ritmo delle stagioni e partecipa dei loro sentimenti. Lo spazio si allarga in "Davide e Gionata", tra un castello fortificato e i monti sull’altro lato, ai piedi dei quali si estende un’antica cittadina circondata da mura.
Così si dipana l’evoluzione paesaggistica gradualmente agli occhi del visitatore: da quella spirituale,alla pagana e storica, prima fantasiosa , poi più reale… Sfumano le varie gradazioni di verde delimitando il confine con l’azzurro dei monti lontani nella "Nascita di Adone" di Tiziano, dove il bambino è circondato da un girotondo di fanciulle che gli fanno festa intorno. Pian piano il paesaggio cresce sullo sfondo avvolgendo tutto "in un abbraccio accogliente".
Appare allora la figura del "buon samaritano"di Campagnole, in contrasto con le "ninfee della fonte " di Palma il Vecchio, dalla posa completamente rilassata e la bionda capigliatura avvolta in trecce. Il candore del corpo illumina il verde cupo della vegetazione, che si schiarisce man mano…
Si stagliano scure nel cielo pallido le ali dell’Angelo di Tiziano che indica col dito e il braccio la via al bambino, tenendolo per mano, infondendogli così un profondo senso di sicurezza autorevole, mentre una Madonna di Previtali ci rimanda ai gesti naturali di una mamma che vuole coprire il suo piccolo sia pure con un velo.
Una profonda dolcezza e un’accentuato senso di sacralità emanano dagli sguardi della Natività di Tiziano, forse la più grande opera, che occupa un’intera parete. Da un paesaggio composto e sereno che infonde sentimenti di pace si passa ad una natura turbata da tempesta : così è il cielo burrascoso di "Loth e le figlie" di Veronese, che paiono non preoccuparsi dei fulmini e delle saette che precipitano sulla città fortificata, che crolla dietro di loro, per punizione divina, come narra l’episodio dell’Antico Testamento…
Durante il Rinascimento, mentre a Firenze si doveva a tutti i costi imitare Raffaello o Michelangelo, per essere considerati nel novero dei pittori, a Venezia Tiziano non può essere " omologato" : la sua arte è troppo complessa. Un pittore quindi viene gradualmente considerato per le sue intuizioni ed esperienze: così nasce la "maniera moderna", come la definì Giorgio Vasari nel 1568.
Si ritorna dunque ad un paesaggio sereno, chiaro, ricco di corsi d’acqua azzurri, ne " Il Battesimo di Gesù" e allo sfondo vivace e allegro di verdi giardini ricchi di padiglioni e statue delle ville venete, del " Concerto in giardino", un soggetto tutto profano ma molto reale e contemporaneo di allora. In un video si può ammirare la cinquecentesca villa dei Vescovi, restaurata dal FAI, autentico esempio di residenza di campagna dell’epoca, adagiata in una verdissima conca.
"Noli me Tangere" di Sistris è ambientato in un contesto architettonico tipicamente italiano, ricco di statue, fontane, bossi, ma ciò che colpisce di più e rivela una grande maestrìa è la tensione nello sguardo di Maria Maddalena.
"Ciò che è bello non si può guardare se non con amore": così è per la natura e i suoi colori, le creature e i loro sentimenti. Nel bellissimo Narciso di Tintoretto, dal fine profilo incorniciato di riccioli biondi, l’artista tende a fondere le figure con il paesaggio, ricco di chiaroscuri. La natura prorompe addirittura nel quadro di "Rebecca al pozzo" di Veronese, attraverso tre teste di cammelli in contrasto con le dolci movenze di lei.
Ci saluta un Tiziano bambino di William Dyce che, davanti ad una statua della Madonna con Bambino in un verdissimo giardino, pare già cercare ispirazione per la sua arte futura.

 

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