A Mauritius il lusso rende omaggio alla natura con stile

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Con la sua dolcezza fece innamorare Mark Twain, Joseph Conrad e Charles Baudelaire. Il fascino esotico dell’isola del dodo continua a vivere in resort esclusivi sulla costa orientale.

 

di Elena Pizzetti

Due chilometri bianchi corrono lambiti dal mare turchese; sabbia corallina quasi impalpabile che accoglie e accompagna i passi srotolando la sua bellezza selvaggia. Ma avvistare un albero in mezzo al mare, su un piccolo isolotto, solo, sferzato dal vento e dal sale, sembra per un attimo un’allucinazione. “E’ un albero di Filao” spiega John Narain, PR and Sales Manager del Constance Belle Mare Plage di Mauritius, resort 5 stelle nella parte nord orientale dell’isola vicino a Poste de Flacq. “E’ l’albero più resistente che abbiamo. I mauriziani ne apprezzano l’ombra in spiaggia e i suoi rami mossi dal vento producono un suono che culla i sogni”. Un’icona, un potente simbolo naturale. Che qui, a Mauritius, si ammanta di poesia. Perché in questo giardino rigoglioso che galleggia a est del Madagascar, la cifra stilistica è la dolcezza. Un tempo disabitata, oggi l’isola conta circa un milione e duecento mila abitanti. Hanno origini indiane, africane, cinesi ed europee; scrivono in inglese (è la lingua ufficiale), parlano in francese e pensano in creolo. In una natura che spazia da antichi vulcani dalle forme singolari a immense distese di canna da zucchero interrotte da esplosioni colorate di fiori. Sono tanti i luoghi che raccontano Mauritius: Port Louis, con il mercato ricco di spezie; Grand Bassin, luogo di pellegrinaggio indù; il giardino botanico di Pamplemousses, tra i più belli al mondo; Chamarel, famosa per le terre colorate; la villa coloniale di Eureka; Le Morne Brabant, nel sud-ovest, montagna patrimonio dell’Unesco. Il mare lambisce ovunque lunghe spiagge ombreggiate da palme e casuarine, autentici gioielli dell’Oceano indiano come la famosa Île aux Cerfs sulla costa orientale.

Su questo versante anche il lusso rende omaggio alla natura. Così al Constance Belle Mare Plage, primo resort creato da Constance nel lontano 1975, il recentissimo restyling firmato dagli interior designer francesi Marc Hertrich and Nicolas Adnet cita gli antichi vulcani con istallazioni di pietre laviche, mantiene le coperture dei tetti di chaume, con le foglie della canna da zucchero, crea una passerella di ingresso che evoca la geometria delle squame di pesce sormontata da un grande lampadario che ne ha la lucentezza e aggiunge ovunque dettagli di design che rimandano alle suggestioni dell’Oceano Indiano. 104 camere prestige, 155 suite e 19 ville, sette ristoranti e cinque bar immersi nel verde e curati in ogni minimo dettaglio. L’offerta gastronomica spazia dalle raffinatezze del Blue Penny Cellar, ristorante gourmet con una cantina (tra le più grandi dell’Oceano indiano) che custodisce 1800 etichette, dove val la pena sperimentare un wine tasting, al fresco buffet del Lakaze restaurante e bar sul mare, fino ai profumati crostacei dell’Indigo. Con uno staff di 800 persone che include ben 25 sommelier. Abilissimi anche i barman, che sanno creare cocktail unici da provare magari durante una lezione di mixologie. Che si giochi a golf oppure no, bisogna visitare il Legend Golf Course (con il Links sono due i campi da 18 buche), dove è facile imbattersi in gruppi di cervi, discendenti dagli esemplari che gli olandesi importarono da Java per la caccia (fu invece strage per i dodo). Così come è consigliato abbandonarsi alle mani esperte degli operatori della U-Spa, mentre i bambini giocano al Kids Club.

Pochi chilometri e si entra in un altro tempio dell’accoglienza: il Prince Maurice, un Leading Hotels of the World che dà il benvenuto con una fragranza dalle note speziate e gourmand, creata appositamente da Michèle Gay, che diventa la traccia olfattiva del luogo. Ritorna nelle 89 camere e suite, di cui 13 ville, tutte dal raffinato e caldo charme coloniale. E sembra perfino aleggiare sulla infinity pool e sulle terrazze del floating restaurant Le Barachois, immerso nelle mangrovie, dove il tramonto inscena sempre uno spettacolo. Un altro tempio del vino è la cantina, in legno di quercia sudafricano, con ben 1500 etichette, tra le quali alcune preziosissime. E anche il servizio è principesco, con tanto di pulitura occhiali e smartphone in spiaggia.

 

A gennaio, sette notti in mezza pensione, volo e transfer al Constance Belle Mare Plage da 2.675 euro, al Prince Maurice da 3.062 euro a persona (tasse e iscrizione escluse) (www.alpitour.it/viaggidea/). Info: www.constancehotels.com.

Articolo pubblicato su Il Giornale il 12 novembre 2017

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