Maria Maddalena nel Var

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Pulpito santa maddalena Basilica Saint Maxim
Pulpito Santa Maddalena Basilica Saint Maxim

testo e foto di Claudia Farina

 

Vive negli occhi di chi la guarda, Maria Maddalena, ritratta e scolpita in modi particolari a lei dedicati: con il teschio simbolo del Golgota, con il suo Vangelo gnostico, l’ampolla dell’unguento del Nardo e i lunghi capelli rossi liberi dal velo. E’ inconfondibile Maria Maddalena, diversa dalle immagini della Madonna, delle Pie donne e delle Mirofore della Chiesa d’Oriente.  E’ una, ma in origine tre nei Vangeli canonici: Maria di Betania, la peccatrice, l’indemoniata fino alla sovrapposizione operata da Papa Gregorio Magno – VI secolo -, che la codificò nella figura della penitente che vide per prima il Risorto. Non si contano le chiese, le basiliche, le opere d’arte e le cerimonie a lei dedicate; figura di culto del misticismo e dello gnosticismo nei secoli, fino al riconoscimento di “Apostola degli apostoli” fatta da Papa Francesco durante il Giubileo della Misericordia del 2016, per la sua festa che si celebra il 22 luglio.

Il luogo d’irradiazione in Europa del culto della Maddalena sta nella regione francese di Provenza-Alpi-Costa Azzurra, una collezione di paesaggi estesa dalle Alpi meridionali alla pianura della Camargue, dalle colline ammantate di vigneti, uliveti e  lavanda fino alla celeberrima Costa Azzurra.

Nel dipartimento del Var, la narrazione maddalenica è centrata su due luoghi: Sainte Baume, la santa grotta dove visse per trent’anni e la Basilica di Saint Maximin che conserva il suo teschio, il tutto secondo tradizione. Il più grande edificio gotico della Provenza – proprio Saint Maximin – stupisce all’esterno e all’interno: una basilica così importante, imponente e preziosa, ha la facciata grezza, incompiuta e il rosone solo disegnato, segno delle peripezie della storia e delle vicende di costruzione. Sorta su un precedente edificio paleocristiano del IV secolo con battistero, fu iniziata nel 1295 e completata solo nel 1532, a causa di guerre, pestilenze e mancanza di risorse. La volle fortemente Carlo II d’Angiò che “scoprì” nel 1280 nell’odierna cripta quattro sarcofagi, rispettivamente della Maddalena, delle sante Marcella e Susanna, San Massimino e S. Sidonio, ricerca intrapresa per il desiderio di scoprire ciò che rimaneva di Maria di Magdala, che gli aveva indicato il cammino per tornare in Francia dopo la prigionia.

La basilica ha tre navate e misure straordinarie; un organo eccezionale del 1773 con  2960 canne – l’unico in Europa rimasto a soffietto –  che contribuì a salvare l’edificio al tempo della Rivoluzione, quando il fratello di Napoleone, Lucien, fece suonare la Marsigliese! Grandioso il pulpito in legno di quercia con episodi della vita della santa, fino alla sua levitazione. Notevole il coro dei Domenicani dietro l’altare principale, dominato da un Gloria in bronzo dorato. Si scende nella cripta ed ecco sull’altare-sarcofago la reliquia più preziosa: il teschio della Maddalena protetto da sbarre.

Sul lato nord della Basilica sta il Convento reale domenicano con il chiostro, ultimato nel XV secolo: il Priore era nominato dal re (che allontanò i Benedettini e lo consegnò ai fedelissimi Domenicani) e godeva della protezione speciale della Santa Sede : pare proprio un altro controllo diretto sulla Maddalena. I frati predicatori lo lasciarono in modo definitivo nel 1957 per trasferire lo Studium teologico a Tolosa. Per la gioia degli ospiti, le celle sono diventate camere spaziose, ristorante, sale eleganti per eventi culturali e musicali, mentre l’antico Ostello reale che ospitò illustri visitatori, è diventato dal 1750 il Municipio.

Sainte Baume

Lasciata la cittadina di Saint Maximine (se soggiornate il martedì, non perdete il mercato che si snoda dalla Basilica, dove trovate tipicità della Provenza come le erbe aromatiche, i saponi, i formaggi…), si prosegue in direzione di Nans e Plan d’Aups S.te Baume, verso la montagna. Dopo il pranzo all’Hostellerie Sainte Baume gestita dai Domenicani (interessanti i pannelli sulle pareti dedicati alla Maddalena), si lascia l’automobile nel vicino parcheggio e comincia la salita con tratto finale a gradini, da percorrere a passo cadenzato in circa un’ora, a seconda della stagione e del vento, fino a raggiungere l’antro sacro a 996 metri, vigilato a turno da un Domenicano ogni ventiquattr’ore. Statue della Maddalena addolorata, penitente, mistica sono dislocate fuori e dentro la grotta. La più vera, umana  espressione è rappresentata dall’opera esposta sulla parete sinistra della grotta alta: non a caso ai suoi piedi i visitatori lanciano oltre l’inferriata una miriade di bigliettini, si spera apotropaici! Le vetrate istoriate da cui entra una flebile luce mostrano storie di vita della Maddalena.

Nella grotta bassa, ecco il reliquiario con un capello e una tibia della Santa, come spiega il Domenicano con un largo sorriso (ma quante reliquie ci sono sparse in Francia!). Cimiteriale è una parete che ci segnala la nostra guida: un gran numero di placche gialle porta il nome di bambini morti, apposte qui dalle madri.

Ultimo sguardo prima di uscire ed ecco sulla sinistra, a fianco di una finestra istoriata, il simbolo massonico dei Compagnons du Devoir (la Compagnia del Dovere), antica Confraternita da cui derivarono la Massoneria e le Corporazioni dei mestieri (ma anche antesignana dei sindacati e delle cooperative) che costruì i più importanti edifici di culto francesi, risalente, si dice, ai costruttori del Tempio di Salomone. In un luogo altamente straordinario, simbolico, emozionante, leggendario come Sainte Baume, non possono che aver concluso qui, registrando la data 1980 XXII Juin, il loro giro della Francia.

Sainte Baume imterno
Sainte Baume imterno

DOVE ALLOGGIARE

Le Couvent Royal– Hotel-Restaurant-Evenementiel

Place Jean Salusse, 83470 St-Maximin-la-Sainte-Baume www.hotel-lecouventroyal.fr

 

DOVE MANGIARE

-Per una cena elegante con menu raffinato e adeguata carta dei vini si consiglia il ristorante del Couvent Royal

Hostellerie de la Sainte-Baume : pranzo in comune con i frati e i pellegrini, comoda sosta prima della salita per la Grotta.

200, CD 80 Route de Nans, 83640 Plan-d’Aups-Sainte-Baume    www.saintebaume.org/hostellerie

Cotè Jardin Restaurant, affacciato su un giardino di suggestioni esotiche, dove il Rosè accompagna con brio i piatti serviti.

5 Avenue Albert 1er, Saint-Maximin-la-Sainte-Baume

www.cotejardin-restaurant.fr

 

INFORMAZIONI

www.visitvar.fr

www.france.fr

www.provenceverteverdon.fr

www.thello.com (il comodo treno Thello che collega l’Italia alla Francia)

 

 

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