L’altra Olanda

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Gouda a lume di candela è un evento in programma il 14 dicembre: l'antico municipio gotico viene illuminato da 15000 candele

di Elena Pizzetti

 

Da Gouda a Leida sulle tracce di Rembrandt

tra mercati, canali e fattorie

Un itinerario nel cuore verde dei Paesi Bassi tra eccellenze gastronomiche,

antichi mulini a vento e curiosità storiche seguendo ritmi slow

 

 

“Dio ha creato la Terra, ma gli Olandesi hanno creato il loro Paese”. Il celebre detto sottolinea il caparbio amore per una terra difesa da oltre 2.400 km di dighe e per oltre la metà sotto il livello del Mar del Nord e dragata da centinaia di mulini (ce ne sono ancora mille nel Paese). Se Amsterdam è già stata visitata, c’è un’Olanda meno nota che ben esprime la forza di quest’amore.

The Netherlands, Tienhoven, Cows in morning mist in polder called Molenpolder.

Si parte da una città icona del formaggio omonimo: Gouda, nel Medioevo via d’acqua privilegiata verso Amsterdam, dalla quale dista 60 km. Centro commerciale e della torba che ha dato il nome a Turfmarkt, via percorsa da un canale disseminato di ninfee e dove si affacciano gallerie d’arte. Sfilano facciate povere, ligie al low profile protestante e calvinista che si diffuse in città dal 1600 prima di giungere nella grande Market Place, dove al centro, isolato per proteggerlo dagli incendi, fu eretto il Municipio gotico. Quella che un tempo era la pesa pubblica del formaggio, ora è il Museo del Formaggio, il Goudse Waag, dove si possono fare degustazioni e si trovano anche manufatti dell’artigianato locale come ceramiche e candele. E se l’ultimo mercato all’ingrosso del formaggio si è svolto nel 1987, da aprile a settembre il giovedì mattina continua quello al dettaglio, mentre il mercoledì è il turno del mercatino delle pulci. Ma basta recarsi da ‘t Kaaswinkeltje, negozio storico, per trovare oltre 80 tipi di Gouda cheese aromatizzati ai sapori più disparati. Golosità anche alla pasticceria  Berg/Van Vliet, dove nel 1820 fu sfornato il primo waffel allo sciroppo di caramello, il Gouda treacle waffel, ancora prodotto qui da Nike Van den Berg seguendo la ricetta segreta di famiglia. Una curiosità sono le lunghe pipe in argilla bianca prodotte dal 1600 che si trovano ancora da  D.G. van Vreumingen, antico negozio di tabacco del 1836.  Agli amanti dei fiori, nel Blomatelier, la floral designer Diny Blom impartisce lezioni private di composizione (www.blomatelier.nl). Sono un percorso a colori le 72 vetrate cinquecentesche della chiesa di San Giovanni Battista, con i suoi 123 m la più lunga d’Olanda, salvate dalla furia iconoclasta e dalla seconda guerra mondiale. Se si visita Gouda durante il periodo natalizio: venerdì 14 dicembre il municipio si accende con 15.000 candele, così come gli edifici affacciati al Gouda Markt, dove svetta il grande albero di Natale. Una cena divertente è da Lichtfabriek, una ex azienda di componenti elettrici a fianco del comodo Best Wesytern City Plus Hotel.

Prima di raggiungere Leida, la città natale di Rembrandt, a poco più di 30 km a nord-ovest di Gouda, si attraversa il Krimpenerwaard:  160 kmq di verde solcati da tre fiumi e innumerevoli canali, dove svettano mulini del sei e settecento, pascolano placide mucche, sfrecciano biciclette e si gusta cibo genuino, come alla fattoria De Twee Hoeven, produttrice di formaggio, poco fuori il villaggio di Haastrecht. Fanno parte del Krimpenerwaard undici paesini tra i quali il borgo antico di Schoonhoven, famoso per il museo dell’argento (www.zilvermuseum.com).

Un antico mulino a vento nel Krimpenerwaard

 

Città giovane e vivace, Leida vanta la prima università d’Olanda, costruita nel 1575 e donata da Guglielmo d’Orange per la stoica resistenza all’assedio spagnolo. Qui è sbocciato il primo tulipano d’Olanda nell’Hortus Botanicus, il più antico orto botanico d’Olanda, creato per lo studio delle erbe officinali (Leida confina con la regione dei bulbi, raggiungibile comodamente in biciletta). Qui nel 1606 è nato Rembrandt e ha frequentato la locale scuola latina. In suo onore, vista la ricorrenza dei 350 anni della sua morte l’anno prossino, si è inaugurato il Young Rembrandt Studio, in Langebrug 89: l’atelier dove il giovane talento iniziò a dipingere presso il maestro Jacob van Swanenburgh.

Leida, città natale di Rembrandt

L’itinerario dedicato al giovane Rembrandt inizia al Museo De Lakenhal (nome dell’antico tessuto locale), dove si trovano alcuni suoi primi dipinti (www.leiden.nl). Circondata da un anello di canali (consigliata la gita in barca www.rederijrembrandt.nl) dove galleggiano tra caratteristici ponti e belle facciate 240 houseboat, Leida riserva sorprese nascoste come le 35 corti chiamate ‘hofjes’, casette attorno a un giardino oggi utilizzate da anziani e studenti. Per un soggiorno di grande charme si consigliano i due piccoli boutique hotel Van Leyden (www.boutiquehotelsvanleyden.nl).

Info: www.holland.com.

 

Articolo pubblicato su Il Giornale il 25 novembre

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