L’ACQUA DI MARE, TESORO DELLA TUNISIA

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Testo e foto di Maurizio Maria Fossati

Un nuovo dissalatore alimentato con un impianto fotovoltaico ha tolto la sete agli abitanti di Djerba. Il ministro Jamel Gamra punta su una migliore gestione delle risorse idriche per supportare il rilancio del turismo. Le terme con attrezzature doc

TOZEUR – Vacanze al sole, al caldo. Ma per stare bene bisogna disporre di tanta acqua! Il turismo può offrire grandi opportunità ai Paesi del Nord Africa, ma, certamente fa crescere la loro cronica “grande sete”. L’affluenza di visitatori e vacanzieri stranieri, infatti, aumenta il bisogno di acqua potabile di buona qualità necessaria alle strutture ricettive e per i servizi, le piscine, le coltivazioni e i giardini. Così, per fare il punto e illustrare i progetti messi in campo dal Governo tunisino relativi alle attuali e future esigenze del Paese sulla pianificazione delle risorse idriche, il ministro del Turismo Jamel Gamra ha organizzato a Touzeur un incontro con ambasciatori e giornalisti di tutto il mondo. L’occasione è stata la celebrazione della “Giornata mondiale dell’acqua e del turismo”, festeggiata con il tradizionale Festival di Douz.

VOGLIA DI RILANCIO
Nonostante l’incertezza politica che regna nel Paese, la Tunisia ha sviluppato negli ultimi anni grande consapevolezza sulle carte da giocare per il rilancio del turismo e dell’economia legata ai flussi di presenza straniera. Le manifestazioni di piazza di agosto e la pronta mediazione dello storico sindacato generale dei lavoratori (Ugtt) hanno mostrato che la Tunisia non vuole imboccare la strada dell’esperienza egiziana ma, nel contempo, non intende neppure rinunciare alle libertà conquistate con la “rivoluzione dei gelsomini”. Probabilmente anche questi propositi contribuiscono a mantenere salda la voglia di rilancio del turismo internazionale. Alla base c’è la consapevolezza di tutti che non si deve tornare indietro. Gli obiettivi sono il lavoro, i diritti sindacali e la libertà d’espressione. E i giovani, la nuova generazione dei trentenni volonterosi e ben preparati, laici e religiosi, punta a una migliore organizzazione di tutte le strutture.

PAROLA DI MINISTRO
“Oggi, il 52% dell’acqua disponibile è di buona qualità, con salinità inferiore a 1,5 g/litro – dice Jamel Gamra, ministro del Turismo -, ma non basta, dobbiamo impegnarci ad aumentare le risorse idriche e la qualità del prodotto offerto. E per questo abbiamo scelto l’unica strada praticabile: la desalinizzazione dell’acqua di mare”.
In quest’ottica è stato recentemente inaugurato dal primo ministro Hamadi Jebali, un nuovo impianto di dissalazione (regalato alla Tunisia dal Governo Giapponese) nella regione desertica del Ben Guardane (provincia di Medenine), poco distante dalla meta turistica di Djerba. Il centro viene alimentato quasi completamente da un impianto fotovoltaico di 4mila metri quadrati e fornisce alla popolazione 1,8 milioni di litri di acqua potabile al giorno.

IMPIANTI PIU’ EFFICIENTI
“Migliorare l’efficienza degli impianti e delle tecniche d’impiego dell’acqua è fondamentale – sottolinea Habib Ammar, direttore generale dell’Ufficio del Turismo -. Oggi il consumo medio d’acqua è di 550 litri/letto occupato al giorno. L’obiettivo per il 2030 è di scendere a un consumo di 300 litri/letto occupato al giorno. Questo implicherebbe un grande risparmio, se consideriamo che il costo dell’acqua potabile per uso turistico è oggi di 0,843 dinari/metro cubo”.
In Tunisia la gestione dell’acqua potabile è affidata alla Sonede, azienda pubblica che dipende dal ministero dell’Agricoltura. Dopo la caduta di Ben Alì, il nuovo Governo ha preso in considerazione e discusso anche l’ipotesi della privatizzazione del servizio, ma non sono state prese decisioni.

TALASSOTERAPIA DOC
Ma il turismo è altra cosa e accanto alla tradizionale vacanza-divertimento, oggi la Tunisia punta anche sull’impiego dell’acqua di mare a scopo terapeutico e riabilitativo. Così oggi, le parole d’ordine sono diventate “relax”, “benessere” e “cura del corpo”. In sintesi, l’offerta di qualificata attività termale. E la talassoterapia (da thàlassa, che in greco significa ‘mare’) utilizza proprio le proprietà benefiche del mare, dovute alla sua ricchezza di sali, per offrire benessere al corpo. Ebbene, la talassoterapia con il “marchio di qualità” è il servizio proposto dalla Tunisia, dove il Ministero della Salute ha creato un Ente Nazionale per il Termalismo e l’Idroterapia e dove ogni centro termale deve rispondere alle precise regole del protocollo ministeriale. In pratica, ogni centro deve essere gestito da un medico, il personale deve essere specializzato e devono essere rispettate le norme standard di igiene e sicurezza degli impianti che prelevano l’acqua di mare per i trattamenti e le piscine.

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