La Vienna che non ti aspetti

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Dai vini biodinamici alle lumache, dai funghi coltivati in cantina al miele urbano e all’aceto balsamico. Curiosità viennesi all’insegna dell’inventiva e della qualità sostenibile

 

di Elena Pizzetti

 

Rilassata ma frizzante, con un piglio di fervida inventiva. Di certo molto vivibile, tanto da essere stata nel 2018 per il nono anno consecutivo in testa alla ricerca di Mercer dedicata alle città dove si vive meglio. Vienna è “vivace ma mai nevrotica, perché i viennesi sanno prendersi il proprio tempo” spiega Jasper Sharp, curatore aggiunto per l’arte Moderna e Contemporanea al Kunsthistorisches Museum. La città che ha dato i natali al Modernismo non smette di reinterpretarsi in un rapporto di armonia con il passato “perché senza tradizione non c’è futuro” sottolinea Lilli Hollein,  cofondatrice e direttrice della Vienna Design Week, kermesse di eventi e mostre che si terrà dal 29 settembre al 6 ottobre (viennadesignweek.at).

Così, ad esempio, un elemento di tradizione come il Caffè, luogo d’elezione della dolce vita viennese, patrimonio culturale immateriale dell’Unesco,  diventa lo spunto per creare una “urban farm”. “Il 99% del caffè utilizzato a Vienna viene scartato, solo l’1% rimane in tazza. Noi lo ritiriamo da caffè e hotel e lo utilizziamo come terreno per coltivare funghi edibili”, spiega Florian Hofer, giovane ingegnere. Nel 20esimo distretto il quartier generale di Hut&Stiel è un “vivaio” ricavato in cantine che produce 100 kg di funghi la settimana.

“Vienna è una delle migliori città dove uno chef può esprimersi”. Lo sostiene Konstantin Filippou, due stelle Michelin con ristorante (www.konstantinfilippou.com)  nel primo distretto in Dominikanerbastei, padre greco e madre stiriana, creatore di una alta cucina che unisce gusto viennese e intensità mediterranea. “Una città multiculturale, ma ancorata alla tradizione, con una incredibile ricchezza di prodotti a pochissimi chilometri, dove si trovano numerose fattorie”. Addirittura si allevano lumache: Andreas Gugumuck è il solo allevatore di lumache austriaco con licenza europea. La sua fattoria ha un negozio e un bistrot con vista sulla campagna, anche se si trova nel decimo distretto (www.gugumuck.at). Le sorprese non sono finite: nel cuore della capitale, in Waldgasse 3, Erwin Gegenbauer produce 70 tipi di pregiato aceto di vino, di frutta, balsamico e nobile, oltre a miele, birra, caffè, olio, e mette a disposizione anche cinque camere, proprio come un vero “agriturismo urbano” (www.gegenbauer.at). In città, d’estate ronzano ben 200 milioni di api e alcune abitano in luoghi insospettabili, come il tetto dell’Opera di Stato, della Secessione e del Kunsthistorisches Museum. L’apicoltura Bio-Bezirksimkerei Wien offre miele dei distretti della capitale. Senza dimenticare la vite con circa 700 ettari tra il 19esimo e il 21esimo distretto. Particolare il Wiener Gemischter Satz, ottenuto assemblando uve di tipologie diverse coltivate nello stesso vigneto. Vini biodinamici di alta qualità (con denominazione DAC equivalente alla nostra DOC) da Weingut Wieninger (www.wieninger.at).

Tutta questa freschezza vive nei mercati. Il sabato mattina a Leopoldstadt, nel secondo distretto, l’antico quartiere ebraico, il Karmelitermarkt è un colorato mercato contadino ricco di frutta, verdura e fiori, dove non mancano le curiosità: Gerhard Fabian, giovane agricoltore, coltiva Physalis e con il frutto (alchechengio giallo) produce marmellate, salse e liquori (kapstachelbeere.at). Cucina vegetariana da Zimmer 37, negozio e ristorante insieme, mentre squisiti hamburger nella Weinschenke am Karmelitermarkt. La trattoria Schöne Perle, nell’adiacente Leopoldgasse, propone nuove interpretazioni della cucina viennese, mentre Skopik & Lohn vi aggiunge un tocco internazionale in un ambiente “graffiante” dipinto dall’artista Otto Zitko (www.skopikundlohn.at). Il quartiere è molto vivace, e numerosi artisti vi hanno trasferito i propri atelier, ma ci sono chicche del passato nascoste come l’antica farmacia Barmherzigen Brüder Zum Granatapfel in Taborstrasse: entrate e chiedete di vedere la sala affrescata. Spettacolare la vista sul Donaukanal e le guglie di Santo Stefano dal SO/Vienna  firmato da Jean Nouvel, con il suo ristorante panoramico “Das Loft” al 18° piano e il soffitto coloratissimo dipinto dall’artista svizzera Pipilotti Rist  (sofitel.com). Per non finire mai di stupirsi. Info: www.wien.info, www.austria.info.

Articolo pubblicato su Il Giornale domenica 6 gennaio 2019

 

 

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