La poesia del Fiume delle Nove Anse, la Cina più bella si scopre nel Parco di Wuyishan

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di Giovanni Bosi, Wuyishan / Cina

A thread of sky, ovvero “un filo di cielo” nella stretta fenditura che l’acqua inesorabilmente ha scavato tra le altissime rocce del monte Wuyi, l’area naturalistica più importante per l’osservazione della biodiversità nella Cina del sud-est. Inserita dall’Unesco nella lista del Patrimonio mondiale culturale e naturale, oggi questa vasta zona è un Parco di straordinario valore ambientale. Una bellezza naturale e storica che viene protetta da oltre dodici secoli, perché qui si è anche sviluppato il neo – Confucianesimo. E perché è qui che si possono vivere le suggestioni della Cina più bella. Come lasciarsi andare dalla corrente sul Fiume delle Nove Anse seduti su una zhu-fa, la piccola barca di bambù nata durante la dinastia Tang.

(TurismoItaliaNews) E’ davvero la Cina che non ti immagini. Ma in fondo questo straordinario e sconfinato Paese non può che essere un immenso giacimento culturale e naturale. E così il suggello dell’Unesco non poteva mancare per il parco nazionale di Wuyishan, una delle più importanti foreste subtropicali del mondo. Siamo all’incrocio tra le province Fujian e Jiangxi, con Wuyishan nel primo gruppo delle città turistiche della Cina, un centro di 230mila abitanti facilissimo da raggiungere combinando voli da Xiamen (dall’Europa si può arrivare con un collegamento diretto da Amsterdam), Pechino o Shanghai sino all’aeroporto locale. La straordinarietà del paesaggio è l’attrazione che ogni anno richiama milioni di visitatori, soprattutto cinesi e del sud-est asiatico, ma ancora pochissimi italiani. Inspiegabilmente, perché un viaggio da queste parti è di quelli che ti restano impressi per tutta la vita. E lo dimostra il taccuino degli appunti, zeppo di annotazioni e sensazioni scaturite da quel che si vede.
La straordinarietà del paesaggio è l’attrazione che ogni anno richiama milioni di visitatori, soprattutto cinesi e del sud-est asiatico, ma ancora pochissimi italiani

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Lasciarsi andare dalla corrente sul Fiume delle Nove Anse seduti su una zhu-fa, la piccola barca di bambù nata durante la dinastia Tang…

Dal dicembre 1999 il Monte Wuyi (999,75 kmq) è stato inserito nel Patrimonio mondiale naturale e culturale dell’Unesco, quarto sito in Cina e ventiduesimo nel mondo. Tra le qualità non ci sono soltanto clima piacevole, paesaggio affascinante, storia secolare e tante risorse turistiche, ma anche un centro di produzione strategico per molti prodotti, a partire dal pregiato tè Dahongpao, grano e legname. Già nella dinastia occidentale Zhou (1100 – 771 a.C.) Wuyishan era ben noto per i suoi luoghi di interesse paesaggistico e storico; oggi la città abbraccia una serie di famose attrazioni turistiche, come l’area panoramica del Monte Wuyi, la sua riserva naturale, strutture alberghiere di livello, il sito dell’antica città Chengcun della dinastia Han.

Tiger Roaring Rock (Huxiao Yan): c’è un Buddha gigante scolpito a rilievo sulla roccia nel 1994 là dove c’era un tempio naturale. La gente lascia il proprio nome o una dedica scritti su nastri rossi legati ai rami dei cespugli, oppure incastra rametti tra le rocce esprimendo un auspicio Come accade nella tradizione cinese, anche le definizioni di questo territorio sono poetiche e romantiche: la reputazione del Wuyi è dovuta a “acque verdi e picchi rossi” oltre che per essere “un paesaggio delizioso sulla Terra”, il tutto distribuito fra 36 apici, 99 rocce, l’accademia del Ziyang (Scuola di Wuyi), il palazzo Wuyi, le sculture di calligrafia di varie dinastie, la Tiger Roaring Rock (Huxiao Yan) e la famossima “A Thread of sky”, il fiume Yiu Qux dalle Nove Anse, considerato l’anima di Wuyi: con una lunghezza di 60 km, il corso d’acqua attraversa il parco per 9,5 chilometri come una serpentina di nove curve. Il bamboo rafting lungo il Yiu Qux è assolutamente da provare: 90 minuti di navigazione con il rumore dei remi dei barcaioli che affondano nelle placide e silenziose acque o il canto degli uccelli come la garzetta come unico sottofondo. Si sale sulla minuscola e leggera barca in bambù chiamata “zhu fa”, piccola barca nata durante la dinastia Tang (in realtà sono due barchette legate insieme per portare fino a 6 persone e consentire maggiore stabilità) costruita con canne di resistente bambù sagomate al fuoco.

Quelle che un tempo servivano per trasportare i prodotti della zona come il tè, oggi sono utilizzate per far scoprire ai turisti gli scorci mozzafiato del parco che via via si incontrano, con le rocce dalle mille forme e le mille leggende che vi sono legate, antichissimi templi e pagode, le fenditure delle rocce nelle quali vi sono i resti delle bare in legno di nobili cinesi morti 3800 anni fa, posizionate in punti impervi e difficilissimi da raggiungere, a strapiombo sul fiume (tanto che vi sono varie ipotesi su come all’epoca possano essere state raggiunte). Questo percorso fluviale si è formato 70 milioni di anni fa serpeggiando tra rocce molto sabbiose e in alcuni punti è profondo da 28 a 36 metri.

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Una ragazza cinese accende candele nell’antico tempio Tianxin Yongle

C’è un altro tipo di profondità che emoziona nel parco del Monte Wuyi: una profondità nella roccia che conduce direttamente al cielo. La chiamano “A thread of sky” ovvero “un filo di cielo”, quello che si vede guardando in alto camminando in una grotta tra le rocce scavate dall’acqua in migliaia di anni. Ci si arriva dopo un vero e proprio (agevole) trekking lungo i diversi sentieri, entrando nella “pancia” della montagna e percorrendo la strettissima e altissima fenditura lunga un centinaio di metri creatasi tra due blocchi rocciosi e che nel punto più piccolo è larga appena 40 centimetri e lunga una cinquantina di metri; si percorre di fianco salendo stretti gradini con la luce naturale che scende dall’alto. Grandi suggestioni nel percorrere questo anfratto, ma pure una grande voglia di tornare al più presto in superficie… La chiamano “A thread of sky” ovvero “un filo di cielo”, quello che si vede guardando in alto camminando in una grotta tra le rocce scavate dall’acqua in migliaia di anni

IMG_4314-1Fiori del pregiato tè Dahongpao coltivato nel parco di Wuyishan

E’ in un’altra zona del Parco che si ha l’approccio con il Dahongpao, l’antico e pregiato tè: si compie un percorso che fiancheggia piantagioni di tè a cespuglio particolarmente curati e mantenuti ad un’altezza di circa 90 centimetri, per arrivare a vedere le sei piante originali di Dahongpao cresciute sulla roccia e che risalgono a 300 anni fa. Una leggenda racconta che un dignitario imperiale diretto a Pechino per sostenere la prova per essere elevato al rango di mandarino, passando di qui ed essendo gravemente ammalato guarì bevendo l’infuso di questo tè. Il cui nome odierno Dahongpao significa letteralmente “Grande Abito Rosso” per la dedica che gli fece il riconoscente dignitario una volta diventato mandarino. Nel 2005 da quelle sei piantine centenarie – le stesse che secondo la leggenda vide il dignitario ammalato – sono stati raccolti 20 grammi di foglie di tè venduti a 208.000 yuan (circa 150mila euro) in quanto considerati una sorta di Gerovital. Dal 2007 è stata tuttavia vietata la raccolta dalle antiche piantine. In effetti il Dahongpao fa bene per la pressione alta, la glicemia e lo stomaco ed è il regalo tradizionalmente scelto per leaders e vip in visita in Cina. Oggi sul monte Wuyi ci sono oltre cento specie di tè e tre qualità di Dahongpao. Del resto la cultura del tè è di lungo corso: nel XVI secolo qui c’era una fattoria imperiale dedita alla produzione per la corte imperiale.

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L’antico tempio Tianxin Yongle

 

Il tramonto non può che sorprendere il visitatore in uno dei punti più alti del parco, il Cloud Pit, zona in cui al mattino presto, in primavera e in inverno, nuvole e nebbia spesso vi “galleggiano” al di sopra, caratteristica da cui origina il suo nome. E salendo un migliaio di scalini, superando un dislivello di oltre quattrocento metri, si arriva in alto attraverso un incredibile percorso che dona uno spettacolare panorama sul Fiume delle Nove anse. Per costruire gli impervi sentieri che si arrampicano sulle montagne, tutti lastricati in pietra, negli anni Ottanta del Novecento sono state impiegate le donne per raggiungere i punti più panoramici (in quanto gli uomini già impegnati in altri lavori); i percorsi più vecchi risalgono invece alla dinastia di 1.400 anni fa.

In effetti la zona del Parco del Monte Wuyi è pure un libro aperto sulla storia cinese: qui si conservano una serie di siti archeologici (c’erano ben 108 templi, pagode e padiglioni sulle montagne, ma buona parte sono stati distrutti durante la Rivoluzione culturale), una serie di tombe (la più antica risalente alla dinastia Shang, fine del II millennio a.C.) ed inoltre è stata la culla del neo-Confucianesimo, una dottrina che ha svolto un ruolo dominante nei paesi dell’est e del sud-est asiatico per molti secoli e la cui filosofia ha influenzato il governo in buona parte del mondo. Zhu Xi (1130 – 1200) perseguì il suo studio e il suo insegnamento sul monte Wuyi per più di 50 anni: la scuola qui fondata dal filosofo venne diffusa e divenne l’ideologia ufficialmente riconosciuta. Ereditando le teorie del Lixue, Zhu Xi integrò il confucianesimo, il buddismo e il taoismo creando un’ideologia che unisce la natura, la società e la moralità, definita dai discendenti Scuola Zhuzi, secondo cui l’universo è composto da “Li” e “Qi”. “Qi” è le materie che compongono tutte le cose nell’universo, e “Li” è l’essenza e le regole del mondo. Nel mondo reale “Li” e “Qi” non si separano ed essenzialmente “Li” è più fondamentale che “Qi”. Si tratta di un’opinione dell’idealismo oggettivo.
Salendo un migliaio di scalini, superando un dislivello di oltre quattrocento metri, si arriva in alto attraverso un incredibile percorso che dona uno spettacolare panorama sul Fiume delle Nove anseZhu Xi (1130 – 1200) perseguì il suo studio e il suo insegnamento sul monte Wuyi per più di 50 anni: la scuola qui fondata dal filosofo venne diffusa e divenne l’ideologia ufficialmente riconosciuta

Le sei piante originali di Dahongpao cresciute sulla roccia e che risalgono a 300 anni faNon meno interessanti sono le grandi scritte incise in colore rosso sulle rocce: alcune hanno più di mille anni e sono poesie o dediche di viaggiatori passati di qui, come quella che parla dello “Spirito della roccia”. Il confronto tra le tante scritte documenta come il linguaggio scritto cinese (ora mandarino) si sia evoluto nel corso del tempo e sia diventato più “lungo”, adesso occorrono cioè più caratteri per esprimere lo stesso concetto; inoltre si legge da sinistra a destra, una volta dall’alto in basso.

Tanto da vedere, tanto da imparare insomma. E per il viaggiatore desideroso di nuove mete il Parco del Wuyishan si rivela inevitabilmente una meta obbligata.
Quelle che un tempo servivano per trasportare i prodotti della zona come il tè, oggi sono utilizzate per far scoprire ai turisti gli scorci mozzafiato del parco che via via si incontrano, con le rocce dalle mille forme e le mille leggende che vi sono legate, antichissimi templi e pagode

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La poesia del Fiume delle Nove Anse, la Cina più bella si scopre nel Parco di Wuyishan

 

Una montagna sacra primo centro del taoismo

L’occupazione umana più antica nella regione del Monte Wuyi precede la dinastia Xia (fine del terzo millennio a.C.). Con il consolidamento dell’Impero cinese dalla dinastia Han (fine del terzo secolo a.C. – primi del terzo secolo d.C.) Wuyi è stato completamente integrato nel sistema statale e il suo governo divenuto un vassallo dell’imperatore Han. Fu in questo momento che il monte Wuyi ha acquisito lo status di una montagna sacra. Il Wuyi è stato il primo centro del taoismo, quando sono stati costruiti templi e centri di studio, con il buddismo si è sviluppato al contempo superando dal XVII secolo il taoismo.

http://www.turismoitalianews.it/turismo/index.php/focus/10016-la-poesia-del-fiume-delle-nove-anse-la-cina-piu-bella-si-scopre-nel-parco-di-wuyishan

Per saperne di più
www.whwy.org
www.turismocinese.it

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