In arrivo il Digital Green Pass? Il Garante della Privacy: no a ‘pass vaccinali’

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Bruxelles, 1 mar. (Adnkronos) – – La Commissione Europea presenterà la proposta legislativa per istituire il Digital Green Pass il prossimo “17 marzo”. Lo dice il vicepresidente Margaritis Schinas, in videoconferenza stampa al termine di un incontro informale dei ministri della Salute.

“Per tempi straordinari servono strumenti straordinari – afferma Schinas – e dobbiamo essere sicuri che l’Ue presidi” queste aree, invece di farsi “imporre decisioni assunte altrove”, con un probabile riferimento ai programmi di alcuni colossi digitali in questo campo, già menzionati da Ursula von der Leyen.

“Siamo lieti – prosegue Schinas – che ci sia tra i leader sulla necessità di accelerare questo lavoro. Alla Commissione stiamo lavorando su tutti gli angoli possibili io, Stella Kyriakides, Thierry Breton, Ylva Johansson” e altri. Il certificato conterrà “una serie di informazioni”, anche per evitare “discriminazioni”, e sarà uno strumento “interoperabile e riconosciuto” in tutta l’Ue. 

Il pass Covid avrà valore legale, non sarà optional

(ANSA) – BRUXELLES, 01 MAR – Il pass verde Covid “sarà una proposta legislativa. Quindi non sarà un optional, ma avrà il valore di uno strumento legale sulla base dei Trattati per il libero movimento. Una volta presentato ai leader, al vertice del 25 marzo, sulla base di questo saranno fatti i passi per organizzare la mobilità vera e propria”. Così il vicepresidente della commissione europea, Margaritis Schinas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri della Salute Ue. (ANSA).

Il Garante della Privacy: no a pass vaccinali, serve una legge

(ANSA) – ROMA, 01 MAR – Con l’arrivo dei vaccini anti-Covid-19 si discute dell’opportunità di iniziare a implementare soluzioni, anche digitali (es. app), per rispondere all’esigenza di rendere l’informazione sull’essersi o meno vaccinati come condizione per l’accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi (es. aeroporti, hotel, stazioni, palestre ecc.). A tale proposito, il Garante ritiene, che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi, debba essere oggetto di una norma di legge nazionale.  (ANSA).

(ANSA) – ROMA, 01 MAR – A tale proposito, nel caso si intenda far ricorso alle predette soluzioni – spiega ancora il Garante che non si riferisce al passaporto vaccinali di cui discute la Ue ma di iniziative private o regionali – l’autorità richiama l’attenzione dei decisori pubblici e degli operatori privati italiani sull’obbligo di rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali. I dati relativi allo stato vaccinale, infatti – continua -, sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone: conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in discriminazioni, violazioni e compressioni illegittime di libertà costituzionali.

Il Garante ritiene, pertanto, che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi, debba essere oggetto di una norma di legge nazionale, conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali (in particolare, quelli di proporzionalità, limitazione delle finalità e di minimizzazione dei dati), in modo da realizzare un equo bilanciamento tra l’interesse pubblico che si intende perseguire e l’interesse individuale alla riservatezza.

In assenza di tale eventuale base giuridica normativa – sulla cui compatibilità con i principi stabiliti dal Regolamento Ue il Garante si riserva di pronunciarsi – l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati è da considerarsi illegittimo. La questione sarà oggetto di una prossima segnalazione al Parlamento. (ANSA).

 

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