Un teatro in un igloo a 2600 metri sul ghiacciaio Presena

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Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A.Foto di Karin Aberg

Iniziati i lavori di realizzazione della struttura di ghiaccio nel comprensorio Pontedilegno-Tonale. Un teatro da 200 posti ospiterà fino a primavera l’ICE MUSIC FESTIVAL. Previsti due concerti a settimana. Con strumenti rigorosamente di ghiaccio.

 

Milano, 5 dicembre 2018 – La storia è una di quelle che sembrano uscite da un copione
di un lm di Hollywood: un giovane ragazzo della periferia americana che si appassiona nel realizzare sculture di ghiaccio, tanto da proporle ai gestori degli impianti di sci al posto dello skipass che lui non aveva i soldi per comprare. La sua passione che si af na sempre di più no a portarlo a realizzare veri e propri strumenti musicali perfetti, tutti realizzati in ghiaccio. E alla ne, a coronamento del sogno, la costruzione di un Ice Dome, un teatro di ghiaccio nel quale allestire concerti in cima alle vette più alte.
La vicenda, lungi dall’essere solo una bella favola, è quella dell’artista americano Tim Linhart, che quest’anno realizzerà il suo teatro di ghiaccio a 2600 metri di altezza, sul ghiacciaio Presena, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, a cavallo tra la Lombardia ed il Trentino. L’originale struttura sarà visibile a tutti gli appassionati di sci e dai turisti che soggiorneranno in Val di Sole e in Valle Camonica dal prossimo Capodanno a ne marzo. Ospiterà l’ICE MUSIC Festival, un nutritissimo calendario di concerti di musica classica e jazz, interpretati rigorosamente attraverso gli strumenti di ghiaccio di Tim – da artisti di fama internazionale, promosso da Consorzio Adamello Ski Pontedilegno-Tonale e Azienda per il Turismo delle Valli di Sole, Peio e Rabbi in collaborazione con Trentino Marketing.
“Siamo felici di ospitare questo festival che non ha eguali nell’arco alpino” spiega Michele Bertolini, consigliere delegato del Consorzio Adamello Ski Pontedilegno-Tonale. “In questo modo offriremo una perla in più agli ospiti che sceglieranno il nostro comprensorio per le loro settimane bianche. Questa vera e propria opera d’arte inoltre arricchirà il panorama già impareggiabile del Ghiacciaio Presena, con la sua vista su Adamello, sulle Dolomiti di Brenta e sul gruppo Ortles-Cevedale”.

Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A.

I concerti saranno fruibili da sciatori e non, perché l’igloo da 200 posti è raggiungibile comodamente con la modernissima cabinovia che parte dal Passo Tonale. Ogni settimana sono previsti quattro concerti, il giovedì e il sabato. I concerti del giovedì vedranno la presenza dell’ICE MUSIC ORCHESTRA, una formazione di 6 artisti residenti, che proporranno al pubblico un repertorio che spazia dalla musica classica al folk, dal contemporaneo alle scritture originali. I concerti del sabato (cui si aggiungono due appuntamenti domenicali) vedranno la presenza di progetti musicali di valore, una serie di appuntamenti in cui si alterneranno vari linguaggi, dal jazz al pop, dal rock alla musica tradizionale.
“L’intera esperienza di Ice Music è ultraterrena” spiega Tim Linhart. “Salire su una montagna di notte è già abbastanza avventuroso. Entrare in una sala concerto all’interno di un igloo è come entrare in una discoteca in paradiso: l’orchestra di ghiaccio e le mura scintillano e risplendono, irradiando i uidi colori dell’arcobaleno”. E le sonorità garantite dagli strumenti di ghiaccio sono impareggiabili: “Il ghiaccio è un materiale acustico inaspettatamente diverso” prosegue l’artista Usa “il termine ‘cristallino’ è un’ottima descrizione del suono del ghiaccio: puro, trasparente e de nito. Ciò che non ci si aspetta sono tutti i suoni profondi, armoniosi, delicati, caldi e intensi creati dal ghiaccio”.

Tim Linhart: “L’orchestra di strumenti di ghiaccio: un’esperienza ultraterrena sfida l’impossibile”

L’artista americano, fondatore di Ice Music, spiega come è nata la sua idea, i segreti del “teatro- igloo” e la peculiarità del suono degli strumenti di ghiaccio.

Milano, 5 dicembre 2018 – “Avevo sviluppato sculture di ghiaccio per molti anni e cercavo di concepire una nuova idea per la mia prossima scultura. Ho sempre amato la forma del violino, perciò decisi di scolpirne uno gigante di ghiaccio; soltanto come scultura però. Quando lo dissi ad un amico che costruisce chitarre mi domandò “Chissà come suonerà?”». Quella domanda è risuonata per tanto tempo nel cervello di Tim Linhart, artista americano, fondatore di Ice Music, no a impossessarsi letteralmente della sua vita. Quasi un’ossessione alla ricerca della perfezione. «Il primo strumento esplose sotto la tensione delle corde, non prima di aver prodotto qualche suono. Ogni inverno da allora ho costruito un’orchestra di strumenti di ghiaccio in continua espansione. Ogni anno continuo a sviluppare, evolvendoli, nuovi strumenti e a raf nare e sviluppare questa arte verso il suo massimo potenziale”.

Perché creare un teatro in un igloo?

“La struttura dell’igloo, che ospiterà la sala concerti Ice Music da 200 posti, è un edi cio che concilia i bisogni del pubblico, dei musicisti e degli strumenti di ghiaccio. Questi ultimi sono – come è facile comprendere – in uenzati dalle condizioni che li circondano. Il design permette la ventilazione naturale del caldo emanato dal respiro degli spettatori, conducendolo verso l’alto e fuori dalla struttura, mentre gli strumenti rimangono nell’aria fredda all’altezza del palcoscenico. L’igloo mantiene uno “spazio sicuro” per gli strumenti nel quale le condizioni rimangono ideali per produrre ottima musica”.

Qual è il messaggio che vuole veicolare?

“La sala concerti Ice Music e l’orchestra sono costruiti con le stesse molecole di H2O di cui siamo fatti noi. Ovunque si trovi l’acqua, sulla terra, troveremo vita; tranne dove l’acqua è congelata: ghiaccio. La mia intenzione come artista è di dare vita al ghiaccio, dare forma ai
vari strumenti in modo che si sveglino quando le corde vengono strette ed abbiano una voce. Se esiste un messaggio, lo lascio al dialogo che gli strumenti di ghiaccio avranno con ogni singolo spettatore.L’unica cosa di cui possiamo essere sicuri è che tutto ciò che è fatto di acqua o ghiaccio cambia in continuazione: congelandosi, sciogliendosi, evaporando, scorrendo, respirando, crescendo, vivendo e morendo. La natura temporanea e fragile del ghiaccio ci ricorda il destino che condividiamo con lui, che è quello della trasformazione. Questa mortalità subliminale ci avvicina al momento attuale ed enfatizza l’esperienza di Ice Music”.

Dati gli allarmanti rapporti scienti ci sul cambiamento climatico, il suo lavoro assume un risvolto ambientale…

“Si, il riscaldamento globale è uno schifo. Me lo sento sulle punte delle dita anno dopo anno. Sicuramente le temperature più calde in uiscono negativamente su Ice Music. La nostra stagione è più breve e abbiamo maggiori dif coltà con la messa a punto e la durata. Il ghiaccio è il metro di valutazione in base al quale giudicheremo il nostro successo o il nostro fallimento con la questione del clima. Quello di cui ha bisogno il mondo, in questo momento, è una nuova etica che valorizzi l’insegnamento di lavorare insieme agli elementi della natura e all’ambiente af nché la gente sia spinta a cambiare. Ice Music può fungere da esempio perché per avere successo con la musica devi sottometterti alla natura del ghiaccio”.

Cosa si prova ad ascoltare la musica in un igloo?

“L’intera esperienza di Ice Music è ultraterrena. Salire su una montagna di notte è già abbastanza avventuroso. Entrare in una sala concerto all’interno di un igloo è come entrare in una discoteca in paradiso: l’orchestra di ghiaccio e le mura scintillano e risplendono, irradiando i uidi colori dell’arcobaleno. Le regole dell’architettura vengono trasformate per
la natura del ghiaccio: dritto non è più un termine pertinente, le curve scorrono verso gli archi e le volte. Non c’è niente che assomigli ad un angolo. Molta gente arriva non sapendo cosa aspettarsi, sono curiosi ma hanno seri dubbi che gli strumenti di ghiaccio possano creare suoni. È dif cile crederlo. Quando il gruppo musicale inizia a suonare sono deliziati dalla bellezza quasi angelica della voce del ghiaccio. Si sorprendono che i musicisti siano capaci di suonare musica di alta qualità, così complessa, in un ambiente così freddo. Ogni aspetto dell’esperienza supera le loro aspettative.La de nizione di magia è qualcosa che è inverosimile ma che accade comunque. Suona come un cliché, ma è veramente un’esperienza magica assistere ad un concerto di Ice Music. L’esperienza amplia la nozione di cosa sia possibile e dà alla gente una speranza indefinibile. È edificante”.

Quali sono le differenze tra uno strumento di ghiaccio e uno tradizionale? Come cambia il suono?

“Il termine “cristallino” è compreso facilmente da chiunque, ed è un’ottima descrizione del suono del ghiaccio: puro, trasparente e definito. Ciò che non ci si aspetta sono tutti i suoni profondi, armoniosi, delicati, caldi e intensi creati dal ghiaccio. Il ghiaccio è un materiale acustico inaspettatamente diverso, più lo esploro, più voci scopro. Questo viaggio è solo agli inizi”.

Quali sono le impressioni dei musicisti dopo aver suonato in un luogo così unico?

“I musicisti sono messi alla prova con il compito di adattare il proprio talento musicale ad un ambiente che è a loro estraneo. L’ubicazione, la temperatura, l’abbigliamento, gli strumenti di ghiaccio, la messa a punto. È tutto super-esotico e ci vogliono dei giorni per ambientarsi. Devono guadagnarsi il loro posto nel mondo di Ice Music.I musicisti si meravigliano di quanto siano altamente ef cienti gli strumenti di ghiaccio e si sorprendono di non-aver problemi a suonarli. “Wow, è uno strumento vero” è una delle espressioni che sento ripetere più spesso. Nel corso degli anni, abbiamo visto come i musicisti trascendono i limiti che avevano immaginato appena arrivati, per poi dare uno spettacolo magni co. Restano incantati dall’intera esperienza e sono orgogliosi del loro sforzo. Senza alcuna eccezione, tutti i musicisti dicono che è il concerto più cool ed esotico in cui abbiano mai suonato: un violoncellista di ghiaccio svedese di grande esperienza ha osservato che spesso ha una goccia che gli pende dal naso mentre suona il violoncello di ghiaccio”.

BIOGRAFIA DI TIM LINHART

Tim Linhart è un artista americano, fondatore di Ice Music, con alle spalle 36 anni di esperienza nel lavorare col ghiaccio come materia artistica.
Cresciuto in New Mexico, ha sempre amato l’inverno e lo sci. Un inverno, non potendosi permettere l’acquisto di uno ski pass, decise di fare un accordo con il gestore dell’impianto sciistico: sculture di ghiaccio in cambio dello ski pass. Linhart creò molte sculture, sperimentando varie tecniche, e fu così che incontrò quello che sarebbe divenuto il materiale con cui avrebbe lavorato nella vita.

Linhart si rese conto che il ghiaccio poteva emettere suoni e passò così alla creazione di strumenti musicali, dando vita ad Ice Music. La sua prima orchestra, scolpendo violoncelli, la costruì nelle montagne del Colorado. Da quella prima esperienza ha costruito 16 intere orchestre con 20 strumenti musicali diversi: violino, violoncello, viola, contrabbasso, banjo, mandolino, chitarra, batteria, xilofono, auto di pan e qualche altro strumento a percussione.

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