Il nuovo libro del socio Gist Mario Gerosa

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Il collezionista di respiri di Mario Gerosa (Falsopiano, ebook) è un romanzo che si innesta in una tematica di stretta attualità, quella dell’arte contemporanea che cerca nuove strade per esprimersi e per stupire, non esitando a stravolgere in modo drammatico l’idea dell’altro da sé, creando dei macabri tableaux vivants, delle sculture incarnate che replicano l’arte regalandole la vita.

Questa storia è soprattutto una proiezione surreale del mondo dell’arte contemporanea vista in un futuro prossimo, dove saltano tutte le regole. Oggi l’arte si è già spinta molto verso i confini più estremi: ci sono performance dai toni da film horror, si parla molto di tassidermia, con composizioni di animali che riecheggiano l’immaginario dei freak, e soprattutto c’è un rinnovato interesse per il collezionismo da Wunderkammer. Gli appassionati creano camere delle meraviglie con gli oggetti più inusuali e nella visione del romanzo si ipotizza che qualcuno arrivi anche a collezionare persone vere trasformate in figure di celebri capolavori, modificandone i tratti somatici e sottoponendo qualche malcapitato a drammatici interventi chirurgici, impiantandogli una zampa caprina oppure sostituendo alle gambe di una ragazza la coda di una sirena.

Il romanzo appare quindi come un vibrante monito per il mondo dell’arte contemporanea, che dopo aver violato molte barriere potrebbe spingersi oltre, nell’ambito di ciò che è eticamente proibito. Protagonista della storia è Nina, una ragazza della generazione dei millennials, che vede vacillare i propri principi quando viene progressivamente plagiata da individui senza scrupoli, che intendono l’arte come mercificazione o come strumento per appagare le proprie fantasie erotiche. Questa ragazza compie un proprio percorso personale, arrivando a chiarire a se stessa la propria identità, scontrandosi con scelte molto sofferte. Una vicenda in cui il passaggio all’età adulta di una millennial avviene in una Milano ostile e postmoderna, dove è in programma un fantomatico convegno sull’Arte e il suo doppio, organizzato al lugubre Grand Hotel Morbelli, ribattezzato Grand Hotel du Morbe. Nel romanzo la stessa Milano si riflette in una specie di immagine speculare, con musei che diventano ricettacoli di collezionisti spietati, cliniche in cui si praticano operazioni al di là della legge, e residenze private in cui si consumano oscuri delitti. Sullo sfondo, l’idea sempre presente della mitologia, l’ultima moda in fatto di collezionismo artistico, che spinge milionari senza scrupoli a pagare cifre enormi per una scultura vivente con le fattezze di un fauno o di una Medusa.

 

 

Mario Gerosa (1963), giornalista professionista, si è laureato in architettura al Politecnico di Milano, con una tesi sui luoghi immaginari di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust.

A 24 anni ha vinto il Premio Pasinetti-Cinema Nuovo con un saggio sugli attori di Luchino Visconti. Ha ideato e curato le mostre “Proust au Grand Hotel de Balbec” (Palazzo Sormani, Milano), concepita come un omaggio al grand hotel immaginario della Recherche, “Le camere del delitto. Gli interni mentali di John Dickson Carr” (Mystfest, Cattolica), dedicata agli ambienti dei gialli legati ai “delitti della camera chiusa, “Rinascimento virtuale”, la prima esposizione sull’arte di Second Life realizzata in un museo, allestita al Museo di Storia Naturale di Firenze.

Tra i suoi libri, Mondi virtuali (con Aurélien Pfeffer, Castelvecchi, 2006), Second Life (Meltemi, 2007), Rinascimento virtuale  (Meltemi,2008), Il cinema di Terence Young (Edizioni Il Foglio, 2009), Robert Fuest e l’abominevole Dottor Phibes (Falsopiano, 2011), Cinema e tecnologia (a cura di, Edizioni Le Mani, 2011), Il cinema di Ernest B. Schoedsack (a cura di, Edizioni Il Foglio, 2015), Il cinema di Roger Vadim (a cura di, Edizioni Il Foglio, 2015),  James Bond spiegato ai cinefili (a cura di, Edizioni Il Foglio, 2016), Anton Giulio Majano, il regista dei due mondi (Falsopiano, 2016), Daniele D’Anza. Un rivoluzionario della tv (con Biagio Proietti, Edizioni Il Foglio, 2017), Biagio Proietti, un visionario felice (Edizioni Il Foglio, 2018).

Ha insegnato Multimedia e paesaggi virtuali al Politecnico di Milano e attualmente è caporedattore di AD Architectural Digest e socio Gist.

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