Il ‘700 veneziano alla Biblioteca Antoniana

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Testo e foto di Claudia Farina

 

Due mostre in un luogo straordinario, di rado visitabile, aperto al pubblico per pochi giorni. La Biblioteca Antica del Convento del Santo (Sant’Antonio di Padova), ospita dal 15 giugno al 6 luglio la mostra “700 Veneziano” ed espone rare e importanti opere geografiche a stampa del XVII e XVIII secolo. Tra queste alcuni eccezionali atlanti di Padre Vincenzo Coronelli, cosmografo ufficiale della Serenissima Repubblica di Venezia e fondatore dell’Accademia degli Argonauti, la prima società geografica al mondo. Di lui, la Biblioteca Antoniana conserva ed esibisce due magnifici globi, uno terrestre, l’altro celeste.

Il “700 veneziano” propone trenta tele, appartenenti alla Collezione privata di Graziano Gallo, con integrazioni da altre collezioni private, a cura di Fabrizio Magani. Sono opere di maestri veneti dell’ultimo secolo di vita della Serenissima, a confermare l’interesse storico e il pregio artistico di un grande momento dell’arte veneta ed europea. In mostra opere di Giuseppe Zais, Giambattista Piazzetta, Gaspare e Antonio Diziani, Rosalba Carriera, Jacopo Amigoni, Luca Carlevarijs, Francesco Zugno, Francesco Battaglioli, Michele Marieschi, Lorenzo Tiepolo, Maestro del Ridotto, Marco e Sebastiano Ricci, Francesco Guardi, Pietro Longhi, Francesco Zuccarelli, Giambattista Cimaroli, Francesco Fontebasso, Francesco Capella, Antonio Arrigoni, Giuseppe Bernardino Bison, Gian Domenico Tiepolo, Giambattista Pittoni e Giovanni Antonio Pellegrini, autore anche degli affreschi del Salone della Biblioteca. Come sottolinea la mostra, oltre al più noto Canaletto molti altri artisti hanno immortalato vedute ed atmosfere che hanno creato il mito di Venezia settecentesca, con quel suo spirito di eleganza, libertà, piacere, creatività artistica e teatrale, uniti al gusto dell’arte classica fino all’osservazione acuta della natura e alla ritrattistica. Artista ammirata in tutta Europa per i ritratti fu Rosalba Carriera (1673-1757), presente con “Allegoria della Grammatica” e “Allegoria della Musica”, miniatrice di tale valore da accedere all’Accademia di San Luca a Roma nel 1705. Eseguì i ritratti del ciclo “Belle donne” per vari collezionisti ed escluse in modo categorico gli uomini dalla sua vita privata, rivendicando libertà artistica e personale.

La Pontificia Biblioteca Antoniana

Speciale è anche il luogo che ospita le due mostre, aperto a studiosi e ricercatori, ma in questa circostanza visitabile da un pubblico più ampio, suddiviso in gruppi di non più di 15 persone alla volta e secondo orari che rispettino la funzione della Biblioteca e le scansioni della vita claustrale.

L’Antoniana è una delle poche biblioteche francescane antiche che si è conservata quasi integra, sfuggendo a razzie e dispersioni. La sensazione, entrando nel salone settecentesco, è di mistico stupore, a cominciare dall’affresco di Giovanni Antonio Pellegrini (“La Vergine Immacolata onorata dai santi francescani”) che nel 1702 ebbe l’incarico di impreziosire il soffitto. La biblioteca custodisce 90.000 volumi a stampa e 828 manoscritti di grande valore storico artistico, compresi centinaia di preziosi manoscritti musicali di Galluppi, Tartini e degli altri Maestri succedutisi nei secoli alla direzione della Cappella Musicale del Santo. Proprio un testo di Giuseppe Tartini sarà restaurato grazie ad un finanziamento messo a disposizione da Gallo Fine Art. Si tratta di uno dei più straordinari documenti musicali del Settecento, conservato presso l’Archivio della Cappella Musicale del Santo.

La mostra sul Settecento veneziano, promossa da Graziano Gallo e Veneranda Arca di S. Antonio con la curatela di Fabrizio Magani, è un’occasione davvero unica di visitare un luogo straordinario di fede, arte e cultura come il complesso monumentale della Basilica del Santo a Padova. www.gallofineart.com

 

 

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